La filosofia e le sue questioni
 

"La ragione errabonda" :-)
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Neva 22 Mag 2017 09:33
Giorgio Colli.
- La ragione esprime un istinto di dominazione -

“ La ragione esprime un istinto di dominazione. La sua storia lo dimostra.
È la ragione che ha prodotto il più grande strumento di dominazione
sull’umanità: la scienza.
La scienza, con il suo braccio secolare, la tecnica, ha unificato tutto
il mondo umano (il che non è riuscito alle religioni), ha livellato
teorie e pratiche politiche, ha fuso civiltà diverse, bisogni, desideri
e costumi <ha fatto brillare le mine del livellamento>.
Perché la scienza è sorta in Occidente (e dall’Occidente ha dominato
l’Oriente, per millenni separato e refrattario)? Perché solo in
Occidente è stato gettato il seme duro e virulento della ragione, come
istinto di dominazione.
Questo seme è stato gettato in Grecia, nei due secoli di dialettica, da
Parmenide ad Aristotele.
La sedimentazione di questa esplosione teoretica, dopo di aver
sonnecchiato per secoli come scheletro di concetti rinsecchiti, la cui
tradizione è arbitraria e in cui la memoria dell’origine era andata
perduta, è poi rifiorita, per un innesto degenerativo che ha rimesso in
moto la sua maligna virulenza, e ha prodotto la scienza moderna. Le
religioni orientali, che col cristianesimo avevano dominato l’Occidente,
sono rimaste indifese e sopraffatte dalla scienza (la ragione che esse
avevano creato era una semplice, debole ministra).
Contro la scienza e il suo prepotere, oggi, non c’è altro da fare che
ritornare all’origine greca e smascherarla nella sua duplicità, cioè in
quello che è stato il suo raggiungimento teoretico e nella posteriore
falsificazione pratico-pedagogica di Platone e Aristotele, che ha
gettato il primo seme, poi rinato, con un’ulteriore degenerazione, nella
ragione moderna.”

GIORGIO COLLI (1917 – 1979), “La ragione errabonda. Quaderni postumi”,
thisDeadBoy 22 Mag 2017 10:53
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 09:34:00 UTC+2, Neva ha scritto:
> Giorgio Colli.
> - La ragione esprime un istinto di dominazione -

A volte, come per questo "scritto" del Colli, la ragione
esprime un istinto, anzi un'attitudine per le stronzate.
Neva 22 Mag 2017 11:22
Il 22/05/2017 10:53, thisDeadBoy ha scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 09:34:00 UTC+2, Neva ha scritto:
>> Giorgio Colli.
>> - La ragione esprime un istinto di dominazione -
>
> A volte, come per questo "scritto" del Colli, la ragione
> esprime un istinto, anzi un'attitudine per le stronzate.
>
Dunque anche tu abiti una provincia? :-)
thisDeadBoy 22 Mag 2017 11:51
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 11:22:22 UTC+2, Neva ha scritto:

> Dunque anche tu abiti una provincia? :-)

No, abito in un capoluogo. Vedo che inclini al Colli.
Puzzi di snobismo da tre chilometri.
Chenickname 22 Mag 2017 11:52
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 09:34:00 UTC+2, Neva ha scritto:
> Giorgio Colli.
> - La ragione esprime un istinto di dominazione -
>
> “ La ragione esprime un istinto di dominazione. La sua storia lo dimostra.
> È la ragione che ha prodotto il più grande strumento di dominazione
> sull’umanità: la scienza.
> La scienza, con il suo braccio secolare, la tecnica, ha unificato tutto
> il mondo umano (il che non è riuscito alle religioni), ha livellato
> teorie e pratiche politiche, ha fuso civiltà diverse, bisogni, desideri
> e costumi <ha fatto brillare le mine del livellamento>.
> Perché la scienza è sorta in Occidente (e dall’Occidente ha dominato
> l’Oriente, per millenni separato e refrattario)? Perché solo in
> Occidente è stato gettato il seme duro e virulento della ragione, come
> istinto di dominazione.
> Questo seme è stato gettato in Grecia, nei due secoli di dialettica, da
> Parmenide ad Aristotele.
> La sedimentazione di questa esplosione teoretica, dopo di aver
> sonnecchiato per secoli come scheletro di concetti rinsecchiti, la cui
> tradizione è arbitraria e in cui la memoria dell’origine era andata
> perduta, è poi rifiorita, per un innesto degenerativo che ha rimesso in
> moto la sua maligna virulenza, e ha prodotto la scienza moderna. Le
> religioni orientali, che col cristianesimo avevano dominato l’Occidente,
> sono rimaste indifese e sopraffatte dalla scienza (la ragione che esse
> avevano creato era una semplice, debole ministra).
> Contro la scienza e il suo prepotere, oggi, non c’è altro da fare che
> ritornare all’origine greca e smascherarla nella sua duplicità, cioè in
> quello che è stato il suo raggiungimento teoretico e nella posteriore
> falsificazione pratico-pedagogica di Platone e Aristotele, che ha
> gettato il primo seme, poi rinato, con un’ulteriore degenerazione, nella
> ragione moderna.”
>
> GIORGIO COLLI (1917 – 1979), “La ragione errabonda. Quaderni postumi”,

________________
Pensiero nicciano
Nasce un poco alla mano
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire
E tu
E noi
E lei
Fra noi ...
Neva 22 Mag 2017 16:08
Il 22/05/2017 11:51, thisDeadBoy ha scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 11:22:22 UTC+2, Neva ha scritto:
>
>> Dunque anche tu abiti una provincia? :-)
>
> No, abito in un capoluogo. Vedo che inclini al Colli.
> Puzzi di snobismo da tre chilometri.
>
Spero anche in un capoluogo intellettuale...
Non conosco Colli.
Ho incontrato questo brano per caso e mi è parso interessante:
innegabile che la ragione sia un mito per l'intellighenzia occidentale,
una sorta di culto della personalità con tutti gli annessi e i connessi
conseguenti e non solo e non tanto in filosofia, soffermarcisi non mi
sembra uno snobismo puzzolente ma, evidentemente, dipende dal tipo di
naso....
thisDeadBoy 22 Mag 2017 16:16
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 16:08:11 UTC+2, Neva ha scritto:

> Spero anche in un capoluogo intellettuale...

Non è mio uso localizzare in regioni la ragione.

> Non conosco Colli.

Nemmeno io grazie al cielo.

> Ho incontrato questo brano per caso e mi è parso interessante:
> innegabile che la ragione sia un mito per l'intellighenzia occidentale,
> una sorta di culto della personalità con tutti gli annessi e i connessi
> conseguenti e non solo e non tanto in filosofia, soffermarcisi non mi
> sembra uno snobismo puzzolente ma, evidentemente, dipende dal tipo di
> naso...

E' questione di sensibilità. Come tu possa trovare interessante
quello scritto, invece di provare un sano ribrezzo proprio in
virtù di quell'idolatria che lo pervade quelle parole, appartiene
agli insondabili misteri della vita. O del provincialismo.
Carlo Pierini 22 Mag 2017 17:32
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 09:34:00 UTC+2, Neva ha scritto:
> Giorgio Colli.
> - La ragione esprime un istinto di dominazione -
>
> “ La ragione esprime un istinto di dominazione. La sua storia lo dimostra.
> È la ragione che ha prodotto il più grande strumento di dominazione
> sull’umanità: la scienza.
> La scienza, con il suo braccio secolare, la tecnica, ha unificato tutto
> il mondo umano (il che non è riuscito alle religioni), ha livellato
> teorie e pratiche politiche, ha fuso civiltà diverse, bisogni, desideri
> e costumi <ha fatto brillare le mine del livellamento>.
> Perché la scienza è sorta in Occidente (e dall’Occidente ha dominato
> l’Oriente, per millenni separato e refrattario)? Perché solo in
> Occidente è stato gettato il seme duro e virulento della ragione, come
> istinto di dominazione.
> Questo seme è stato gettato in Grecia, nei due secoli di dialettica, da
> Parmenide ad Aristotele.
> La sedimentazione di questa esplosione teoretica, dopo di aver
> sonnecchiato per secoli come scheletro di concetti rinsecchiti, la cui
> tradizione è arbitraria e in cui la memoria dell’origine era andata
> perduta, è poi rifiorita, per un innesto degenerativo che ha rimesso in
> moto la sua maligna virulenza, e ha prodotto la scienza moderna. Le
> religioni orientali, che col cristianesimo avevano dominato l’Occidente,
> sono rimaste indifese e sopraffatte dalla scienza (la ragione che esse
> avevano creato era una semplice, debole ministra).
> Contro la scienza e il suo prepotere, oggi, non c’è altro da fare che
> ritornare all’origine greca e smascherarla nella sua duplicità, cioè in
> quello che è stato il suo raggiungimento teoretico e nella posteriore
> falsificazione pratico-pedagogica di Platone e Aristotele, che ha
> gettato il primo seme, poi rinato, con un’ulteriore degenerazione, nella
> ragione moderna.”
>
> GIORGIO COLLI (1917 – 1979), “La ragione errabonda. Quaderni postumi”,

CARLO
La ragione e la Scienza sono da annoverare tra le più alte conquiste dello
spirito umano e, in sé, non hanno niente di maligno né di degenerato.
Degenerata è invece la pre-sunzione di chi identifica Scienza e Conoscenza,
cioè, di chi vede nella Scienza, nel suo metodo e nel suo oggetto IL SOLO
cammino possibile della Conoscenza.
Ed è solo questa presunzione che è tanto virulenta da aver contagiato l'intera
cultura scientifica e da aver portato all'emarginazione e alla decadenza di
tutto ciò che è "non-Scienza".
A questo proposito ripropongo un bellissimo pezzo di E. Schuré:

“Il male più grave del nostro tempo è che la Scienza e la Religione appaiono
come forze nemiche e irriducibili. Male intellettuale tanto più pernicioso in
quanto viene dall'alto e si insinua sordamente, ma irresistibilmente, in tutti
gli spiriti, come un veleno sottile che si respira nell'aria. Ed ogni male
dell'intelligenza diventa, alla lunga, un male dell'anima e in seguito un male
sociale.
Il Cristianesimo, finché affermava ingenuamente la sua fede nel cuore di
un'Europa ancora semibarbara, come nel Me*****evo, rappresentò la più grande
delle forze morali: esso ha plasmato l'uomo moderno. La scienza sperimentale,
apertamente ricostituita nel XVI secolo, finché si limitò a rivendicare i
diritti legittimi della ragione e la sua libertà illimitata, fu a sua volta una
grandissima forza intellettuale che ha rinnovato la faccia del mondo, ha
affrancato l'uomo dalle sue secolari catene e ha fornito indistruttibili basi
allo spirito umano.
Ma da quando la Chiesa, non potendo più dimostrare il suo dogma primario di
fronte alle obiezioni della scienza, vi si è rinchiusa come in una casa senza
finestre contrapponendo la fede alla ragione come un comandamento assoluto e
indiscutibile; da quando la scienza, ebbra delle sue scoperte nel mondo fisico,
facendo astrazione dal mondo psichico e intellettuale, è diventata agnostica
nel metodo, materialista nei princìpi come nei fini; da quando la filosofia,
disorientata e impotente fra le due, ha in qualche modo abdicato ai suoi diritti
per cadere in uno scetticismo trascendente, una scissione profonda si è
prodotta nell'anima della società come in quella degli individui.
Tale conflitto, inizialmente necessario e utile poiché ha instaurato i diritti
della Ragione e della Scienza, ha finito per diventare un fattore di impotenza e
inaridimento. La Religione risponde ai bisogni del cuore, della sua eterna
magia, la Scienza a quelli dello Spirito, della sua forza invincibile. Ma, da
lungo tempo, queste potenze non sanno più capirsi fra loro. Una Religione senza
prove e una Scienza senza speranza stanno l’una di fronte all'altra e si
sfidano senza riuscire a vincersi.
Ne risulta una contraddizione profonda, una guerra nascosta, non solo fra lo
Stato e la Chiesa, ma anche all’interno della stessa Scienza, nel ******* di
tutte le chiese e anche nella coscienza di tutti gli individui pensanti.
Infatti, quali che siamo, a qualunque scuola filosofica apparteniamo, portiamo
in noi questi due mondi nemici, in apparenza inconciliabili, che nascono da due
bisogni indistruttibili dell'uomo: il bisogno scientifico e quello religioso.
Una simile situazione, che dura da oltre cent'anni, ha certo contribuito a
sviluppare le facoltà umane tendendole le une contro le altre. Ha ispirato alla
poesia e alla musica accenti straordinariamente patetici e di imponente
gran*****sità. Ma oggi, la tensione protratta e sovreccitata ha prodotto
I'effetto contrario. Come nel malato l’abbattimento succede alla febbre, essa
si è trasformata in marasma, in disgusto, in impotenza. La Scienza si occupa
solo del mondo fisico e materiale, la filosofia morale ha perso la guida delle
intelligenze, la Religione governa ancora in una certa misura le masse, ma ha
perso il controllo sugli strati elevati della cultura: sempre grande grazie alla
carità, non emana più un irradiamento di fede. (...)
La letteratura e l'arte hanno smarrito il senso del divino. Disabituati agli
orizzonti eterni, gran parte dei giovani si sono rivolti a quello che i nuovi
maestri chiamavano il naturalismo, degradando così il bel nome di Natura. Ciò
che, infatti, abbelliscono con questo vocabolo non è altro che l'apologia dei
bassi istinti e la descrizione compiaciuta dei nostri appiattimenti sociali, in
una parola la negazione sistematica dell'anima e dell'intelligenza. E la povera
Psiche, che ha perso le ali, geme e sospira in fondo al cuore di quegli stessi
che la insultano e la negano.
A furia di materialismo, di positivismo e di scetticismo, questa fine di secolo
è pervenuta a un'idea falsa della Verità e del Progresso”. [E. SCHURE’]
Chenickname 22 Mag 2017 17:59
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:32:40 UTC+2, Carlo Pierini ha scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 09:34:00 UTC+2, Neva ha scritto:
>> Giorgio Colli.
>> - La ragione esprime un istinto di dominazione -
>>
>> “ La ragione esprime un istinto di dominazione. La sua storia lo dimostra.
>> È la ragione che ha prodotto il più grande strumento di dominazione
>> sull’umanità: la scienza.
>> La scienza, con il suo braccio secolare, la tecnica, ha unificato tutto
>> il mondo umano (il che non è riuscito alle religioni), ha livellato
>> teorie e pratiche politiche, ha fuso civiltà diverse, bisogni, desideri
>> e costumi <ha fatto brillare le mine del livellamento>.
>> Perché la scienza è sorta in Occidente (e dall’Occidente ha dominato
>> l’Oriente, per millenni separato e refrattario)? Perché solo in
>> Occidente è stato gettato il seme duro e virulento della ragione, come
>> istinto di dominazione.
>> Questo seme è stato gettato in Grecia, nei due secoli di dialettica, da
>> Parmenide ad Aristotele.
>> La sedimentazione di questa esplosione teoretica, dopo di aver
>> sonnecchiato per secoli come scheletro di concetti rinsecchiti, la cui
>> tradizione è arbitraria e in cui la memoria dell’origine era andata
>> perduta, è poi rifiorita, per un innesto degenerativo che ha rimesso in
>> moto la sua maligna virulenza, e ha prodotto la scienza moderna. Le
>> religioni orientali, che col cristianesimo avevano dominato l’Occidente,
>> sono rimaste indifese e sopraffatte dalla scienza (la ragione che esse
>> avevano creato era una semplice, debole ministra).
>> Contro la scienza e il suo prepotere, oggi, non c’è altro da fare che
>> ritornare all’origine greca e smascherarla nella sua duplicità, cioè in
>> quello che è stato il suo raggiungimento teoretico e nella posteriore
>> falsificazione pratico-pedagogica di Platone e Aristotele, che ha
>> gettato il primo seme, poi rinato, con un’ulteriore degenerazione, nella
>> ragione moderna.”
>>
>> GIORGIO COLLI (1917 – 1979), “La ragione errabonda. Quaderni postumi”,
>
> CARLO
> La ragione e la Scienza sono da annoverare tra le più alte conquiste dello
spirito umano e, in sé, non hanno niente di maligno né di degenerato.
> Degenerata è invece la pre-sunzione di chi identifica Scienza e Conoscenza,
cioè, di chi vede nella Scienza, nel suo metodo e nel suo oggetto IL SOLO
cammino possibile della Conoscenza.
> Ed è solo questa presunzione che è tanto virulenta da aver contagiato
l'intera cultura scientifica e da aver portato all'emarginazione e alla
decadenza di tutto ciò che è "non-Scienza".
> A questo proposito ripropongo un bellissimo pezzo di E. Schuré:
>
> “Il male più grave del nostro tempo è che la Scienza e la Religione
appaiono come forze nemiche e irriducibili. Male intellettuale tanto più
pernicioso in quanto viene dall'alto e si insinua sordamente, ma
irresistibilmente, in tutti gli spiriti, come un veleno sottile che si respira
nell'aria. Ed ogni male dell'intelligenza diventa, alla lunga, un male
dell'anima e in seguito un male sociale.
> Il Cristianesimo, finché affermava ingenuamente la sua fede nel cuore di
un'Europa ancora semibarbara, come nel Me*****evo, rappresentò la più grande
delle forze morali: esso ha plasmato l'uomo moderno. La scienza sperimentale,
apertamente ricostituita nel XVI secolo, finché si limitò a rivendicare i
diritti legittimi della ragione e la sua libertà illimitata, fu a sua volta una
grandissima forza intellettuale che ha rinnovato la faccia del mondo, ha
affrancato l'uomo dalle sue secolari catene e ha fornito indistruttibili basi
allo spirito umano.
> Ma da quando la Chiesa, non potendo più dimostrare il suo dogma primario di
fronte alle obiezioni della scienza, vi si è rinchiusa come in una casa senza
finestre contrapponendo la fede alla ragione come un comandamento assoluto e
indiscutibile; da quando la scienza, ebbra delle sue scoperte nel mondo fisico,
facendo astrazione dal mondo psichico e intellettuale, è diventata agnostica
nel metodo, materialista nei princìpi come nei fini; da quando la filosofia,
disorientata e impotente fra le due, ha in qualche modo abdicato ai suoi diritti
per cadere in uno scetticismo trascendente, una scissione profonda si è
prodotta nell'anima della società come in quella degli individui.
> Tale conflitto, inizialmente necessario e utile poiché ha instaurato i
diritti della Ragione e della Scienza, ha finito per diventare un fattore di
impotenza e inaridimento. La Religione risponde ai bisogni del cuore, della sua
eterna magia, la Scienza a quelli dello Spirito, della sua forza invincibile.
Ma, da lungo tempo, queste potenze non sanno più capirsi fra loro. Una
Religione senza prove e una Scienza senza speranza stanno l’una di fronte
all'altra e si sfidano senza riuscire a vincersi.
> Ne risulta una contraddizione profonda, una guerra nascosta, non solo fra lo
Stato e la Chiesa, ma anche all’interno della stessa Scienza, nel ******* di
tutte le chiese e anche nella coscienza di tutti gli individui pensanti.
Infatti, quali che siamo, a qualunque scuola filosofica apparteniamo, portiamo
in noi questi due mondi nemici, in apparenza inconciliabili, che nascono da due
bisogni indistruttibili dell'uomo: il bisogno scientifico e quello religioso.
Una simile situazione, che dura da oltre cent'anni, ha certo contribuito a
sviluppare le facoltà umane tendendole le une contro le altre. Ha ispirato alla
poesia e alla musica accenti straordinariamente patetici e di imponente
gran*****sità. Ma oggi, la tensione protratta e sovreccitata ha prodotto
I'effetto contrario. Come nel malato l’abbattimento succede alla febbre, essa
si è trasformata in marasma, in disgusto, in impotenza. La Scienza si occupa
solo del mondo fisico e materiale, la filosofia morale ha perso la guida delle
intelligenze, la Religione governa ancora in una certa misura le masse, ma ha
perso il controllo sugli strati elevati della cultura: sempre grande grazie alla
carità, non emana più un irradiamento di fede. (...)
> La letteratura e l'arte hanno smarrito il senso del divino. Disabituati agli
orizzonti eterni, gran parte dei giovani si sono rivolti a quello che i nuovi
maestri chiamavano il naturalismo, degradando così il bel nome di Natura. Ciò
che, infatti, abbelliscono con questo vocabolo non è altro che l'apologia dei
bassi istinti e la descrizione compiaciuta dei nostri appiattimenti sociali, in
una parola la negazione sistematica dell'anima e dell'intelligenza. E la povera
Psiche, che ha perso le ali, geme e sospira in fondo al cuore di quegli stessi
che la insultano e la negano.
> A furia di materialismo, di positivismo e di scetticismo, questa fine di
secolo è pervenuta a un'idea falsa della Verità e del Progresso”. [E.
SCHURE’]

_________________
Suppongo che quel fine-secolo sia l'ottocento. Ci vuole ancora
qualche pensatore dopo, ad es. J.S.Mill, per scoprire che
l'etica e la religione non coincidono, anzi che le religioni
abramitiche hanno usato l'etica come instrumentum regni: si
pensi alle tavole della legge e alla sharia, ahime' alla ribalta
ai tempi nostri. Allora si scoprira', pensandoci un attimo,
che tra Scienza ed Etica non c'e' alcun attrito.
Chenickname 22 Mag 2017 18:14
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 16:08:11 UTC+2, Neva ha scritto:
>
> Non conosco Colli.
> Ho incontrato questo brano per caso e mi è parso interessante:
> innegabile che la ragione sia un mito per l'intellighenzia occidentale,
> una sorta di culto della personalità con tutti gli annessi e i connessi
> conseguenti e non solo e non tanto in filosofia, soffermarcisi non mi
> sembra uno snobismo puzzolente ma, evidentemente, dipende dal tipo di
> naso....

________________________
Se fosse ancora in vita, chissa' che direbbe sul Mercato. Anche
il Mercato sembra oggi avere una *potenza* unificante in se'.
Mi domando se tra Mercato e Scienza non ci sia una connessione
molto piu' forte di quel che normalmente si pensi. Bah.
ideaprima1@googlemail.com 22 Mag 2017 18:21
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:59:32 UTC+2, Chenickname ha scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:32:40 UTC+2, Carlo Pierini ha scritto:
>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 09:34:00 UTC+2, Neva ha scritto:
>>> Giorgio Colli.
>>> - La ragione esprime un istinto di dominazione -
>>>
>>> “ La ragione esprime un istinto di dominazione. La sua storia lo
dimostra.
>>> È la ragione che ha prodotto il più grande strumento di dominazione
>>> sull’umanità: la scienza.
>>> La scienza, con il suo braccio secolare, la tecnica, ha unificato tutto
>>> il mondo umano (il che non è riuscito alle religioni), ha livellato
>>> teorie e pratiche politiche, ha fuso civiltà diverse, bisogni, desideri
>>> e costumi <ha fatto brillare le mine del livellamento>.
>>> Perché la scienza è sorta in Occidente (e dall’Occidente ha dominato
>>> l’Oriente, per millenni separato e refrattario)? Perché solo in
>>> Occidente è stato gettato il seme duro e virulento della ragione, come
>>> istinto di dominazione.
>>> Questo seme è stato gettato in Grecia, nei due secoli di dialettica, da
>>> Parmenide ad Aristotele.
>>> La sedimentazione di questa esplosione teoretica, dopo di aver
>>> sonnecchiato per secoli come scheletro di concetti rinsecchiti, la cui
>>> tradizione è arbitraria e in cui la memoria dell’origine era andata
>>> perduta, è poi rifiorita, per un innesto degenerativo che ha rimesso in
>>> moto la sua maligna virulenza, e ha prodotto la scienza moderna. Le
>>> religioni orientali, che col cristianesimo avevano dominato l’Occidente,

>>> sono rimaste indifese e sopraffatte dalla scienza (la ragione che esse
>>> avevano creato era una semplice, debole ministra).
>>> Contro la scienza e il suo prepotere, oggi, non c’è altro da fare che
>>> ritornare all’origine greca e smascherarla nella sua duplicità, cioè
in
>>> quello che è stato il suo raggiungimento teoretico e nella posteriore
>>> falsificazione pratico-pedagogica di Platone e Aristotele, che ha
>>> gettato il primo seme, poi rinato, con un’ulteriore degenerazione, nella

>>> ragione moderna.”
>>>
>>> GIORGIO COLLI (1917 – 1979), “La ragione errabonda. Quaderni
postumi”,
>>
>> CARLO
>> La ragione e la Scienza sono da annoverare tra le più alte conquiste dello
spirito umano e, in sé, non hanno niente di maligno né di degenerato.
>> Degenerata è invece la pre-sunzione di chi identifica Scienza e Conoscenza,
cioè, di chi vede nella Scienza, nel suo metodo e nel suo oggetto IL SOLO
cammino possibile della Conoscenza.
>> Ed è solo questa presunzione che è tanto virulenta da aver contagiato
l'intera cultura scientifica e da aver portato all'emarginazione e alla
decadenza di tutto ciò che è "non-Scienza".
>> A questo proposito ripropongo un bellissimo pezzo di E. Schuré:
>>
>> “Il male più grave del nostro tempo è che la Scienza e la Religione
appaiono come forze nemiche e irriducibili. Male intellettuale tanto più
pernicioso in quanto viene dall'alto e si insinua sordamente, ma
irresistibilmente, in tutti gli spiriti, come un veleno sottile che si respira
nell'aria. Ed ogni male dell'intelligenza diventa, alla lunga, un male
dell'anima e in seguito un male sociale.
>> Il Cristianesimo, finché affermava ingenuamente la sua fede nel cuore di
un'Europa ancora semibarbara, come nel Me*****evo, rappresentò la più grande
delle forze morali: esso ha plasmato l'uomo moderno. La scienza sperimentale,
apertamente ricostituita nel XVI secolo, finché si limitò a rivendicare i
diritti legittimi della ragione e la sua libertà illimitata, fu a sua volta una
grandissima forza intellettuale che ha rinnovato la faccia del mondo, ha
affrancato l'uomo dalle sue secolari catene e ha fornito indistruttibili basi
allo spirito umano.
>> Ma da quando la Chiesa, non potendo più dimostrare il suo dogma primario di
fronte alle obiezioni della scienza, vi si è rinchiusa come in una casa senza
finestre contrapponendo la fede alla ragione come un comandamento assoluto e
indiscutibile; da quando la scienza, ebbra delle sue scoperte nel mondo fisico,
facendo astrazione dal mondo psichico e intellettuale, è diventata agnostica
nel metodo, materialista nei princìpi come nei fini; da quando la filosofia,
disorientata e impotente fra le due, ha in qualche modo abdicato ai suoi diritti
per cadere in uno scetticismo trascendente, una scissione profonda si è
prodotta nell'anima della società come in quella degli individui.
>> Tale conflitto, inizialmente necessario e utile poiché ha instaurato i
diritti della Ragione e della Scienza, ha finito per diventare un fattore di
impotenza e inaridimento. La Religione risponde ai bisogni del cuore, della sua
eterna magia, la Scienza a quelli dello Spirito, della sua forza invincibile.
Ma, da lungo tempo, queste potenze non sanno più capirsi fra loro. Una
Religione senza prove e una Scienza senza speranza stanno l’una di fronte
all'altra e si sfidano senza riuscire a vincersi.
>> Ne risulta una contraddizione profonda, una guerra nascosta, non solo fra lo
Stato e la Chiesa, ma anche all’interno della stessa Scienza, nel ******* di
tutte le chiese e anche nella coscienza di tutti gli individui pensanti.
Infatti, quali che siamo, a qualunque scuola filosofica apparteniamo, portiamo
in noi questi due mondi nemici, in apparenza inconciliabili, che nascono da due
bisogni indistruttibili dell'uomo: il bisogno scientifico e quello religioso.
Una simile situazione, che dura da oltre cent'anni, ha certo contribuito a
sviluppare le facoltà umane tendendole le une contro le altre. Ha ispirato alla
poesia e alla musica accenti straordinariamente patetici e di imponente
gran*****sità. Ma oggi, la tensione protratta e sovreccitata ha prodotto
I'effetto contrario. Come nel malato l’abbattimento succede alla febbre, essa
si è trasformata in marasma, in disgusto, in impotenza. La Scienza si occupa
solo del mondo fisico e materiale, la filosofia morale ha perso la guida delle
intelligenze, la Religione governa ancora in una certa misura le masse, ma ha
perso il controllo sugli strati elevati della cultura: sempre grande grazie alla
carità, non emana più un irradiamento di fede. (...)
>> La letteratura e l'arte hanno smarrito il senso del divino. Disabituati agli
orizzonti eterni, gran parte dei giovani si sono rivolti a quello che i nuovi
maestri chiamavano il naturalismo, degradando così il bel nome di Natura. Ciò
che, infatti, abbelliscono con questo vocabolo non è altro che l'apologia dei
bassi istinti e la descrizione compiaciuta dei nostri appiattimenti sociali, in
una parola la negazione sistematica dell'anima e dell'intelligenza. E la povera
Psiche, che ha perso le ali, geme e sospira in fondo al cuore di quegli stessi
che la insultano e la negano.
>> A furia di materialismo, di positivismo e di scetticismo, questa fine di
secolo è pervenuta a un'idea falsa della Verità e del Progresso”. [E.
SCHURE’]
>
> _________________
> Suppongo che quel fine-secolo sia l'ottocento. Ci vuole ancora
> qualche pensatore dopo, ad es. J.S.Mill, per scoprire che
> l'etica e la religione non coincidono, anzi che le religioni
> abramitiche hanno usato l'etica come instrumentum regni: si
> pensi alle tavole della legge e alla sharia, ahime' alla ribalta
> ai tempi nostri. Allora si scoprira', pensandoci un attimo,
> che tra Scienza ed Etica non c'e' alcun attrito.



quali tavole della legge?
ti riferisci a quelle portate agli ebrei dopo essere stato sul monte?
... quegli ebrei cui lui doveva fare attraversare il deserto per essere portati
in salvo?
Se sì, che c'entra l'etica, in questo?
Carlo Pierini 22 Mag 2017 18:22
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:59:32 UTC+2, Chenickname ha scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:32:40 UTC+2, Carlo Pierini ha scritto:
>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 09:34:00 UTC+2, Neva ha scritto:
>>> Giorgio Colli.
>>> - La ragione esprime un istinto di dominazione -
>>>
>>> “ La ragione esprime un istinto di dominazione. La sua storia lo
dimostra.
>>> È la ragione che ha prodotto il più grande strumento di dominazione
>>> sull’umanità: la scienza.
>>> La scienza, con il suo braccio secolare, la tecnica, ha unificato tutto
>>> il mondo umano (il che non è riuscito alle religioni), ha livellato
>>> teorie e pratiche politiche, ha fuso civiltà diverse, bisogni, desideri
>>> e costumi <ha fatto brillare le mine del livellamento>.
>>> Perché la scienza è sorta in Occidente (e dall’Occidente ha dominato
>>> l’Oriente, per millenni separato e refrattario)? Perché solo in
>>> Occidente è stato gettato il seme duro e virulento della ragione, come
>>> istinto di dominazione.
>>> Questo seme è stato gettato in Grecia, nei due secoli di dialettica, da
>>> Parmenide ad Aristotele.
>>> La sedimentazione di questa esplosione teoretica, dopo di aver
>>> sonnecchiato per secoli come scheletro di concetti rinsecchiti, la cui
>>> tradizione è arbitraria e in cui la memoria dell’origine era andata
>>> perduta, è poi rifiorita, per un innesto degenerativo che ha rimesso in
>>> moto la sua maligna virulenza, e ha prodotto la scienza moderna. Le
>>> religioni orientali, che col cristianesimo avevano dominato l’Occidente,

>>> sono rimaste indifese e sopraffatte dalla scienza (la ragione che esse
>>> avevano creato era una semplice, debole ministra).
>>> Contro la scienza e il suo prepotere, oggi, non c’è altro da fare che
>>> ritornare all’origine greca e smascherarla nella sua duplicità, cioè
in
>>> quello che è stato il suo raggiungimento teoretico e nella posteriore
>>> falsificazione pratico-pedagogica di Platone e Aristotele, che ha
>>> gettato il primo seme, poi rinato, con un’ulteriore degenerazione, nella

>>> ragione moderna.”
>>>
>>> GIORGIO COLLI (1917 – 1979), “La ragione errabonda. Quaderni
postumi”,
>>
>> CARLO
>> La ragione e la Scienza sono da annoverare tra le più alte conquiste dello
spirito umano e, in sé, non hanno niente di maligno né di degenerato.
>> Degenerata è invece la pre-sunzione di chi identifica Scienza e Conoscenza,
cioè, di chi vede nella Scienza, nel suo metodo e nel suo oggetto IL SOLO
cammino possibile della Conoscenza.
>> Ed è solo questa presunzione che è tanto virulenta da aver contagiato
l'intera cultura scientifica e da aver portato all'emarginazione e alla
decadenza di tutto ciò che è "non-Scienza".
>> A questo proposito ripropongo un bellissimo pezzo di E. Schuré:
>>
>> “Il male più grave del nostro tempo è che la Scienza e la Religione
appaiono come forze nemiche e irriducibili. Male intellettuale tanto più
pernicioso in quanto viene dall'alto e si insinua sordamente, ma
irresistibilmente, in tutti gli spiriti, come un veleno sottile che si respira
nell'aria. Ed ogni male dell'intelligenza diventa, alla lunga, un male
dell'anima e in seguito un male sociale.
>> Il Cristianesimo, finché affermava ingenuamente la sua fede nel cuore di
un'Europa ancora semibarbara, come nel Me*****evo, rappresentò la più grande
delle forze morali: esso ha plasmato l'uomo moderno. La scienza sperimentale,
apertamente ricostituita nel XVI secolo, finché si limitò a rivendicare i
diritti legittimi della ragione e la sua libertà illimitata, fu a sua volta una
grandissima forza intellettuale che ha rinnovato la faccia del mondo, ha
affrancato l'uomo dalle sue secolari catene e ha fornito indistruttibili basi
allo spirito umano.
>> Ma da quando la Chiesa, non potendo più dimostrare il suo dogma primario di
fronte alle obiezioni della scienza, vi si è rinchiusa come in una casa senza
finestre contrapponendo la fede alla ragione come un comandamento assoluto e
indiscutibile; da quando la scienza, ebbra delle sue scoperte nel mondo fisico,
facendo astrazione dal mondo psichico e intellettuale, è diventata agnostica
nel metodo, materialista nei princìpi come nei fini; da quando la filosofia,
disorientata e impotente fra le due, ha in qualche modo abdicato ai suoi diritti
per cadere in uno scetticismo trascendente, una scissione profonda si è
prodotta nell'anima della società come in quella degli individui.
>> Tale conflitto, inizialmente necessario e utile poiché ha instaurato i
diritti della Ragione e della Scienza, ha finito per diventare un fattore di
impotenza e inaridimento. La Religione risponde ai bisogni del cuore, della sua
eterna magia, la Scienza a quelli dello Spirito, della sua forza invincibile.
Ma, da lungo tempo, queste potenze non sanno più capirsi fra loro. Una
Religione senza prove e una Scienza senza speranza stanno l’una di fronte
all'altra e si sfidano senza riuscire a vincersi.
>> Ne risulta una contraddizione profonda, una guerra nascosta, non solo fra lo
Stato e la Chiesa, ma anche all’interno della stessa Scienza, nel ******* di
tutte le chiese e anche nella coscienza di tutti gli individui pensanti.
Infatti, quali che siamo, a qualunque scuola filosofica apparteniamo, portiamo
in noi questi due mondi nemici, in apparenza inconciliabili, che nascono da due
bisogni indistruttibili dell'uomo: il bisogno scientifico e quello religioso.
Una simile situazione, che dura da oltre cent'anni, ha certo contribuito a
sviluppare le facoltà umane tendendole le une contro le altre. Ha ispirato alla
poesia e alla musica accenti straordinariamente patetici e di imponente
gran*****sità. Ma oggi, la tensione protratta e sovreccitata ha prodotto
I'effetto contrario. Come nel malato l’abbattimento succede alla febbre, essa
si è trasformata in marasma, in disgusto, in impotenza. La Scienza si occupa
solo del mondo fisico e materiale, la filosofia morale ha perso la guida delle
intelligenze, la Religione governa ancora in una certa misura le masse, ma ha
perso il controllo sugli strati elevati della cultura: sempre grande grazie alla
carità, non emana più un irradiamento di fede. (...)
>> La letteratura e l'arte hanno smarrito il senso del divino. Disabituati agli
orizzonti eterni, gran parte dei giovani si sono rivolti a quello che i nuovi
maestri chiamavano il naturalismo, degradando così il bel nome di Natura. Ciò
che, infatti, abbelliscono con questo vocabolo non è altro che l'apologia dei
bassi istinti e la descrizione compiaciuta dei nostri appiattimenti sociali, in
una parola la negazione sistematica dell'anima e dell'intelligenza. E la povera
Psiche, che ha perso le ali, geme e sospira in fondo al cuore di quegli stessi
che la insultano e la negano.
>> A furia di materialismo, di positivismo e di scetticismo, questa fine di
secolo è pervenuta a un'idea falsa della Verità e del Progresso”. [E.
SCHURE’]
>
> NICK
> Suppongo che quel fine-secolo sia l'ottocento. Ci vuole ancora
> qualche pensatore dopo, ad es. J.S.Mill, per scoprire che
> l'etica e la religione non coincidono, anzi che le religioni
> abramitiche hanno usato l'etica come instrumentum regni: si
> pensi alle tavole della legge e alla sharia, ahime' alla ribalta
> ai tempi nostri. Allora si scoprira', pensandoci un attimo,
> che tra Scienza ed Etica non c'e' alcun attrito.

CARLO
Tra Scienza ed etica non c'è attrito perché l'etica si occupa di istanze
metafisiche, non di grandezze fisiche. Stando a Popper, cioè, l'etica è
"non-scienza"
Mentre il determinismo materialista *è* in conflitto con l'etica togliendo ogni
valenza ontologica al concetto di libertà.
Chenickname 22 Mag 2017 18:30
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:21:08 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:59:32 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:32:40 UTC+2, Carlo Pierini ha scritto:
>>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 09:34:00 UTC+2, Neva ha scritto:
>>>> Giorgio Colli.
>>>> - La ragione esprime un istinto di dominazione -
>>>>
>>>> “ La ragione esprime un istinto di dominazione. La sua storia lo
dimostra.
>>>> È la ragione che ha prodotto il più grande strumento di dominazione
>>>> sull’umanità: la scienza.
>>>> La scienza, con il suo braccio secolare, la tecnica, ha unificato tutto
>>>> il mondo umano (il che non è riuscito alle religioni), ha livellato
>>>> teorie e pratiche politiche, ha fuso civiltà diverse, bisogni, desideri

>>>> e costumi <ha fatto brillare le mine del livellamento>.
>>>> Perché la scienza è sorta in Occidente (e dall’Occidente ha dominato

>>>> l’Oriente, per millenni separato e refrattario)? Perché solo in
>>>> Occidente è stato gettato il seme duro e virulento della ragione, come
>>>> istinto di dominazione.
>>>> Questo seme è stato gettato in Grecia, nei due secoli di dialettica, da

>>>> Parmenide ad Aristotele.
>>>> La sedimentazione di questa esplosione teoretica, dopo di aver
>>>> sonnecchiato per secoli come scheletro di concetti rinsecchiti, la cui
>>>> tradizione è arbitraria e in cui la memoria dell’origine era andata
>>>> perduta, è poi rifiorita, per un innesto degenerativo che ha rimesso in

>>>> moto la sua maligna virulenza, e ha prodotto la scienza moderna. Le
>>>> religioni orientali, che col cristianesimo avevano dominato
l’Occidente,
>>>> sono rimaste indifese e sopraffatte dalla scienza (la ragione che esse
>>>> avevano creato era una semplice, debole ministra).
>>>> Contro la scienza e il suo prepotere, oggi, non c’è altro da fare che

>>>> ritornare all’origine greca e smascherarla nella sua duplicità, cioè
in
>>>> quello che è stato il suo raggiungimento teoretico e nella posteriore
>>>> falsificazione pratico-pedagogica di Platone e Aristotele, che ha
>>>> gettato il primo seme, poi rinato, con un’ulteriore degenerazione,
nella
>>>> ragione moderna.”
>>>>
>>>> GIORGIO COLLI (1917 – 1979), “La ragione errabonda. Quaderni
postumi”,
>>>
>>> CARLO
>>> La ragione e la Scienza sono da annoverare tra le più alte conquiste
dello spirito umano e, in sé, non hanno niente di maligno né di degenerato.
>>> Degenerata è invece la pre-sunzione di chi identifica Scienza e
Conoscenza, cioè, di chi vede nella Scienza, nel suo metodo e nel suo oggetto
IL SOLO cammino possibile della Conoscenza.
>>> Ed è solo questa presunzione che è tanto virulenta da aver contagiato
l'intera cultura scientifica e da aver portato all'emarginazione e alla
decadenza di tutto ciò che è "non-Scienza".
>>> A questo proposito ripropongo un bellissimo pezzo di E. Schuré:
>>>
>>> “Il male più grave del nostro tempo è che la Scienza e la Religione
appaiono come forze nemiche e irriducibili. Male intellettuale tanto più
pernicioso in quanto viene dall'alto e si insinua sordamente, ma
irresistibilmente, in tutti gli spiriti, come un veleno sottile che si respira
nell'aria. Ed ogni male dell'intelligenza diventa, alla lunga, un male
dell'anima e in seguito un male sociale.
>>> Il Cristianesimo, finché affermava ingenuamente la sua fede nel cuore di
un'Europa ancora semibarbara, come nel Me*****evo, rappresentò la più grande
delle forze morali: esso ha plasmato l'uomo moderno. La scienza sperimentale,
apertamente ricostituita nel XVI secolo, finché si limitò a rivendicare i
diritti legittimi della ragione e la sua libertà illimitata, fu a sua volta una
grandissima forza intellettuale che ha rinnovato la faccia del mondo, ha
affrancato l'uomo dalle sue secolari catene e ha fornito indistruttibili basi
allo spirito umano.
>>> Ma da quando la Chiesa, non potendo più dimostrare il suo dogma primario
di fronte alle obiezioni della scienza, vi si è rinchiusa come in una casa
senza finestre contrapponendo la fede alla ragione come un comandamento assoluto
e indiscutibile; da quando la scienza, ebbra delle sue scoperte nel mondo
fisico, facendo astrazione dal mondo psichico e intellettuale, è diventata
agnostica nel metodo, materialista nei princìpi come nei fini; da quando la
filosofia, disorientata e impotente fra le due, ha in qualche modo abdicato ai
suoi diritti per cadere in uno scetticismo trascendente, una scissione profonda
si è prodotta nell'anima della società come in quella degli individui.
>>> Tale conflitto, inizialmente necessario e utile poiché ha instaurato i
diritti della Ragione e della Scienza, ha finito per diventare un fattore di
impotenza e inaridimento. La Religione risponde ai bisogni del cuore, della sua
eterna magia, la Scienza a quelli dello Spirito, della sua forza invincibile.
Ma, da lungo tempo, queste potenze non sanno più capirsi fra loro. Una
Religione senza prove e una Scienza senza speranza stanno l’una di fronte
all'altra e si sfidano senza riuscire a vincersi.
>>> Ne risulta una contraddizione profonda, una guerra nascosta, non solo fra
lo Stato e la Chiesa, ma anche all’interno della stessa Scienza, nel *******
di tutte le chiese e anche nella coscienza di tutti gli individui pensanti.
Infatti, quali che siamo, a qualunque scuola filosofica apparteniamo, portiamo
in noi questi due mondi nemici, in apparenza inconciliabili, che nascono da due
bisogni indistruttibili dell'uomo: il bisogno scientifico e quello religioso.
Una simile situazione, che dura da oltre cent'anni, ha certo contribuito a
sviluppare le facoltà umane tendendole le une contro le altre. Ha ispirato alla
poesia e alla musica accenti straordinariamente patetici e di imponente
gran*****sità. Ma oggi, la tensione protratta e sovreccitata ha prodotto
I'effetto contrario. Come nel malato l’abbattimento succede alla febbre, essa
si è trasformata in marasma, in disgusto, in impotenza. La Scienza si occupa
solo del mondo fisico e materiale, la filosofia morale ha perso la guida delle
intelligenze, la Religione governa ancora in una certa misura le masse, ma ha
perso il controllo sugli strati elevati della cultura: sempre grande grazie alla
carità, non emana più un irradiamento di fede. (...)
>>> La letteratura e l'arte hanno smarrito il senso del divino. Disabituati
agli orizzonti eterni, gran parte dei giovani si sono rivolti a quello che i
nuovi maestri chiamavano il naturalismo, degradando così il bel nome di Natura.
Ciò che, infatti, abbelliscono con questo vocabolo non è altro che l'apologia
dei bassi istinti e la descrizione compiaciuta dei nostri appiattimenti sociali,
in una parola la negazione sistematica dell'anima e dell'intelligenza. E la
povera Psiche, che ha perso le ali, geme e sospira in fondo al cuore di quegli
stessi che la insultano e la negano.
>>> A furia di materialismo, di positivismo e di scetticismo, questa fine di
secolo è pervenuta a un'idea falsa della Verità e del Progresso”. [E.
SCHURE’]
>>
>> _________________
>> Suppongo che quel fine-secolo sia l'ottocento. Ci vuole ancora
>> qualche pensatore dopo, ad es. J.S.Mill, per scoprire che
>> l'etica e la religione non coincidono, anzi che le religioni
>> abramitiche hanno usato l'etica come instrumentum regni: si
>> pensi alle tavole della legge e alla sharia, ahime' alla ribalta
>> ai tempi nostri. Allora si scoprira', pensandoci un attimo,
>> che tra Scienza ed Etica non c'e' alcun attrito.
>
>
>
> quali tavole della legge?
> ti riferisci a quelle portate agli ebrei dopo essere stato sul monte?
> ... quegli ebrei cui lui doveva fare attraversare il deserto per essere
portati in salvo?
> Se sì, che c'entra l'etica, in questo?

___________________
I Comandamenti, tolti i primi dedicati al culto della divinita',
sono *pura etica*, hai dei dubbi? Nel cristianesimo, poi, quel
"non fare agli altri..." che li riassume tutti, non e' pura
etica confuciana?
ideaprima1@googlemail.com 22 Mag 2017 18:32
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:32:40 UTC+2, Carlo Pierini ha scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 09:34:00 UTC+2, Neva ha scritto:
>> Giorgio Colli.
>> - La ragione esprime un istinto di dominazione -
>>
>> “ La ragione esprime un istinto di dominazione. La sua storia lo dimostra.
>> È la ragione che ha prodotto il più grande strumento di dominazione
>> sull’umanità: la scienza.
>> La scienza, con il suo braccio secolare, la tecnica, ha unificato tutto
>> il mondo umano (il che non è riuscito alle religioni), ha livellato
>> teorie e pratiche politiche, ha fuso civiltà diverse, bisogni, desideri
>> e costumi <ha fatto brillare le mine del livellamento>.
>> Perché la scienza è sorta in Occidente (e dall’Occidente ha dominato
>> l’Oriente, per millenni separato e refrattario)? Perché solo in
>> Occidente è stato gettato il seme duro e virulento della ragione, come
>> istinto di dominazione.
>> Questo seme è stato gettato in Grecia, nei due secoli di dialettica, da
>> Parmenide ad Aristotele.
>> La sedimentazione di questa esplosione teoretica, dopo di aver
>> sonnecchiato per secoli come scheletro di concetti rinsecchiti, la cui
>> tradizione è arbitraria e in cui la memoria dell’origine era andata
>> perduta, è poi rifiorita, per un innesto degenerativo che ha rimesso in
>> moto la sua maligna virulenza, e ha prodotto la scienza moderna. Le
>> religioni orientali, che col cristianesimo avevano dominato l’Occidente,
>> sono rimaste indifese e sopraffatte dalla scienza (la ragione che esse
>> avevano creato era una semplice, debole ministra).
>> Contro la scienza e il suo prepotere, oggi, non c’è altro da fare che
>> ritornare all’origine greca e smascherarla nella sua duplicità, cioè in
>> quello che è stato il suo raggiungimento teoretico e nella posteriore
>> falsificazione pratico-pedagogica di Platone e Aristotele, che ha
>> gettato il primo seme, poi rinato, con un’ulteriore degenerazione, nella
>> ragione moderna.”
>>
>> GIORGIO COLLI (1917 – 1979), “La ragione errabonda. Quaderni postumi”,
>
> CARLO
> La ragione e la Scienza sono da annoverare tra le più alte conquiste dello
spirito umano e, in sé, non hanno niente di maligno né di degenerato.
> Degenerata è invece la pre-sunzione di chi identifica Scienza e Conoscenza,
cioè, di chi vede nella Scienza, nel suo metodo e nel suo oggetto IL SOLO
cammino possibile della Conoscenza.
> Ed è solo questa presunzione che è tanto virulenta da aver contagiato
l'intera cultura scientifica e da aver portato all'emarginazione e alla
decadenza di tutto ciò che è "non-Scienza".
> A questo proposito ripropongo un bellissimo pezzo di E. Schuré:
>
> “Il male più grave del nostro tempo è che la Scienza e la Religione
appaiono come forze nemiche e irriducibili. Male intellettuale tanto più
pernicioso in quanto viene dall'alto e si insinua sordamente, ma
irresistibilmente, in tutti gli spiriti, come un veleno sottile che si respira
nell'aria. Ed ogni male dell'intelligenza diventa, alla lunga, un male
dell'anima e in seguito un male sociale.
> Il Cristianesimo, finché affermava ingenuamente la sua fede nel cuore di
un'Europa ancora semibarbara, come nel Me*****evo, rappresentò la più grande
delle forze morali: esso ha plasmato l'uomo moderno. La scienza sperimentale,
apertamente ricostituita nel XVI secolo, finché si limitò a rivendicare i
diritti legittimi della ragione e la sua libertà illimitata, fu a sua volta una
grandissima forza intellettuale che ha rinnovato la faccia del mondo, ha
affrancato l'uomo dalle sue secolari catene e ha fornito indistruttibili basi
allo spirito umano.
> Ma da quando la Chiesa, non potendo più dimostrare il suo dogma primario di
fronte alle obiezioni della scienza, vi si è rinchiusa come in una casa senza
finestre contrapponendo la fede alla ragione come un comandamento assoluto e
indiscutibile; da quando la scienza, ebbra delle sue scoperte nel mondo fisico,
facendo astrazione dal mondo psichico e intellettuale, è diventata agnostica
nel metodo, materialista nei princìpi come nei fini; da quando la filosofia,
disorientata e impotente fra le due, ha in qualche modo abdicato ai suoi diritti
per cadere in uno scetticismo trascendente, una scissione profonda si è
prodotta nell'anima della società come in quella degli individui.
> Tale conflitto, inizialmente necessario e utile poiché ha instaurato i
diritti della Ragione e della Scienza, ha finito per diventare un fattore di
impotenza e inaridimento. La Religione risponde ai bisogni del cuore, della sua
eterna magia, la Scienza a quelli dello Spirito, della sua forza invincibile.
Ma, da lungo tempo, queste potenze non sanno più capirsi fra loro. Una
Religione senza prove e una Scienza senza speranza stanno l’una di fronte
all'altra e si sfidano senza riuscire a vincersi.
> Ne risulta una contraddizione profonda, una guerra nascosta, non solo fra lo
Stato e la Chiesa, ma anche all’interno della stessa Scienza, nel ******* di
tutte le chiese e anche nella coscienza di tutti gli individui pensanti.
Infatti, quali che siamo, a qualunque scuola filosofica apparteniamo, portiamo
in noi questi due mondi nemici, in apparenza inconciliabili, che nascono da due
bisogni indistruttibili dell'uomo: il bisogno scientifico e quello religioso.
Una simile situazione, che dura da oltre cent'anni, ha certo contribuito a
sviluppare le facoltà umane tendendole le une contro le altre. Ha ispirato alla
poesia e alla musica accenti straordinariamente patetici e di imponente
gran*****sità. Ma oggi, la tensione protratta e sovreccitata ha prodotto
I'effetto contrario. Come nel malato l’abbattimento succede alla febbre, essa
si è trasformata in marasma, in disgusto, in impotenza. La Scienza si occupa
solo del mondo fisico e materiale, la filosofia morale ha perso la guida delle
intelligenze, la Religione governa ancora in una certa misura le masse, ma ha
perso il controllo sugli strati elevati della cultura: sempre grande grazie alla
carità, non emana più un irradiamento di fede. (...)
> La letteratura e l'arte hanno smarrito il senso del divino. Disabituati agli
orizzonti eterni, gran parte dei giovani si sono rivolti a quello che i nuovi
maestri chiamavano il naturalismo, degradando così il bel nome di Natura. Ciò
che, infatti, abbelliscono con questo vocabolo non è altro che l'apologia dei
bassi istinti e la descrizione compiaciuta dei nostri appiattimenti sociali, in
una parola la negazione sistematica dell'anima e dell'intelligenza. E la povera
Psiche, che ha perso le ali, geme e sospira in fondo al cuore di quegli stessi
che la insultano e la negano.
> A furia di materialismo, di positivismo e di scetticismo, questa fine di
secolo è pervenuta a un'idea falsa della Verità e del Progresso”. [E.
SCHURE’]

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> CARLO
> La ragione e la Scienza sono da annoverare tra le più alte conquiste dello
spirito umano



ma lo sai almeno cosa è lo Spirito? ... parrebbe proprio di no.

e poi fa' un distinguo tra ragione e scienza. Gran parte della scienza di cui
comunemente parlate voi è soltanto ricerca.... niente sovvenzioni?... niente
ricerca.
La ragione la si usa per ben altro.
ideaprima1@googlemail.com 22 Mag 2017 18:39
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:30:19 UTC+2, Chenickname ha scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:21:08 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:59:32 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:32:40 UTC+2, Carlo Pierini ha scritto:
>>>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 09:34:00 UTC+2, Neva ha scritto:
>>>>> Giorgio Colli.
>>>>> - La ragione esprime un istinto di dominazione -
>>>>>
>>>>> “ La ragione esprime un istinto di dominazione. La sua storia lo
dimostra.
>>>>> È la ragione che ha prodotto il più grande strumento di dominazione
>>>>> sull’umanità: la scienza.
>>>>> La scienza, con il suo braccio secolare, la tecnica, ha unificato
tutto
>>>>> il mondo umano (il che non è riuscito alle religioni), ha livellato
>>>>> teorie e pratiche politiche, ha fuso civiltà diverse, bisogni,
desideri
>>>>> e costumi <ha fatto brillare le mine del livellamento>.
>>>>> Perché la scienza è sorta in Occidente (e dall’Occidente ha
dominato
>>>>> l’Oriente, per millenni separato e refrattario)? Perché solo in
>>>>> Occidente è stato gettato il seme duro e virulento della ragione,
come
>>>>> istinto di dominazione.
>>>>> Questo seme è stato gettato in Grecia, nei due secoli di dialettica,
da
>>>>> Parmenide ad Aristotele.
>>>>> La sedimentazione di questa esplosione teoretica, dopo di aver
>>>>> sonnecchiato per secoli come scheletro di concetti rinsecchiti, la cui

>>>>> tradizione è arbitraria e in cui la memoria dell’origine era andata

>>>>> perduta, è poi rifiorita, per un innesto degenerativo che ha rimesso
in
>>>>> moto la sua maligna virulenza, e ha prodotto la scienza moderna. Le
>>>>> religioni orientali, che col cristianesimo avevano dominato
l’Occidente,
>>>>> sono rimaste indifese e sopraffatte dalla scienza (la ragione che esse

>>>>> avevano creato era una semplice, debole ministra).
>>>>> Contro la scienza e il suo prepotere, oggi, non c’è altro da fare
che
>>>>> ritornare all’origine greca e smascherarla nella sua duplicità,
cioè in
>>>>> quello che è stato il suo raggiungimento teoretico e nella posteriore

>>>>> falsificazione pratico-pedagogica di Platone e Aristotele, che ha
>>>>> gettato il primo seme, poi rinato, con un’ulteriore degenerazione,
nella
>>>>> ragione moderna.”
>>>>>
>>>>> GIORGIO COLLI (1917 – 1979), “La ragione errabonda. Quaderni
postumi”,
>>>>
>>>> CARLO
>>>> La ragione e la Scienza sono da annoverare tra le più alte conquiste
dello spirito umano e, in sé, non hanno niente di maligno né di degenerato.
>>>> Degenerata è invece la pre-sunzione di chi identifica Scienza e
Conoscenza, cioè, di chi vede nella Scienza, nel suo metodo e nel suo oggetto
IL SOLO cammino possibile della Conoscenza.
>>>> Ed è solo questa presunzione che è tanto virulenta da aver contagiato
l'intera cultura scientifica e da aver portato all'emarginazione e alla
decadenza di tutto ciò che è "non-Scienza".
>>>> A questo proposito ripropongo un bellissimo pezzo di E. Schuré:
>>>>
>>>> “Il male più grave del nostro tempo è che la Scienza e la Religione
appaiono come forze nemiche e irriducibili. Male intellettuale tanto più
pernicioso in quanto viene dall'alto e si insinua sordamente, ma
irresistibilmente, in tutti gli spiriti, come un veleno sottile che si respira
nell'aria. Ed ogni male dell'intelligenza diventa, alla lunga, un male
dell'anima e in seguito un male sociale.
>>>> Il Cristianesimo, finché affermava ingenuamente la sua fede nel cuore
di un'Europa ancora semibarbara, come nel Me*****evo, rappresentò la più
grande delle forze morali: esso ha plasmato l'uomo moderno. La scienza
sperimentale, apertamente ricostituita nel XVI secolo, finché si limitò a
rivendicare i diritti legittimi della ragione e la sua libertà illimitata, fu a
sua volta una grandissima forza intellettuale che ha rinnovato la faccia del
mondo, ha affrancato l'uomo dalle sue secolari catene e ha fornito
indistruttibili basi allo spirito umano.
>>>> Ma da quando la Chiesa, non potendo più dimostrare il suo dogma
primario di fronte alle obiezioni della scienza, vi si è rinchiusa come in una
casa senza finestre contrapponendo la fede alla ragione come un comandamento
assoluto e indiscutibile; da quando la scienza, ebbra delle sue scoperte nel
mondo fisico, facendo astrazione dal mondo psichico e intellettuale, è
diventata agnostica nel metodo, materialista nei princìpi come nei fini; da
quando la filosofia, disorientata e impotente fra le due, ha in qualche modo
abdicato ai suoi diritti per cadere in uno scetticismo trascendente, una
scissione profonda si è prodotta nell'anima della società come in quella degli
individui.
>>>> Tale conflitto, inizialmente necessario e utile poiché ha instaurato i
diritti della Ragione e della Scienza, ha finito per diventare un fattore di
impotenza e inaridimento. La Religione risponde ai bisogni del cuore, della sua
eterna magia, la Scienza a quelli dello Spirito, della sua forza invincibile.
Ma, da lungo tempo, queste potenze non sanno più capirsi fra loro. Una
Religione senza prove e una Scienza senza speranza stanno l’una di fronte
all'altra e si sfidano senza riuscire a vincersi.
>>>> Ne risulta una contraddizione profonda, una guerra nascosta, non solo
fra lo Stato e la Chiesa, ma anche all’interno della stessa Scienza, nel
******* di tutte le chiese e anche nella coscienza di tutti gli individui
pensanti. Infatti, quali che siamo, a qualunque scuola filosofica apparteniamo,
portiamo in noi questi due mondi nemici, in apparenza inconciliabili, che
nascono da due bisogni indistruttibili dell'uomo: il bisogno scientifico e
quello religioso. Una simile situazione, che dura da oltre cent'anni, ha certo
contribuito a sviluppare le facoltà umane tendendole le une contro le altre. Ha
ispirato alla poesia e alla musica accenti straordinariamente patetici e di
imponente gran*****sità. Ma oggi, la tensione protratta e sovreccitata ha
prodotto I'effetto contrario. Come nel malato l’abbattimento succede alla
febbre, essa si è trasformata in marasma, in disgusto, in impotenza. La Scienza
si occupa solo del mondo fisico e materiale, la filosofia morale ha perso la
guida delle intelligenze, la Religione governa ancora in una certa misura le
masse, ma ha perso il controllo sugli strati elevati della cultura: sempre
grande grazie alla carità, non emana più un irradiamento di fede. (...)
>>>> La letteratura e l'arte hanno smarrito il senso del divino. Disabituati
agli orizzonti eterni, gran parte dei giovani si sono rivolti a quello che i
nuovi maestri chiamavano il naturalismo, degradando così il bel nome di Natura.
Ciò che, infatti, abbelliscono con questo vocabolo non è altro che l'apologia
dei bassi istinti e la descrizione compiaciuta dei nostri appiattimenti sociali,
in una parola la negazione sistematica dell'anima e dell'intelligenza. E la
povera Psiche, che ha perso le ali, geme e sospira in fondo al cuore di quegli
stessi che la insultano e la negano.
>>>> A furia di materialismo, di positivismo e di scetticismo, questa fine di
secolo è pervenuta a un'idea falsa della Verità e del Progresso”. [E.
SCHURE’]
>>>
>>> _________________
>>> Suppongo che quel fine-secolo sia l'ottocento. Ci vuole ancora
>>> qualche pensatore dopo, ad es. J.S.Mill, per scoprire che
>>> l'etica e la religione non coincidono, anzi che le religioni
>>> abramitiche hanno usato l'etica come instrumentum regni: si
>>> pensi alle tavole della legge e alla sharia, ahime' alla ribalta
>>> ai tempi nostri. Allora si scoprira', pensandoci un attimo,
>>> che tra Scienza ed Etica non c'e' alcun attrito.
>>
>>
>>
>> quali tavole della legge?
>> ti riferisci a quelle portate agli ebrei dopo essere stato sul monte?
>> ... quegli ebrei cui lui doveva fare attraversare il deserto per essere
portati in salvo?
>> Se sì, che c'entra l'etica, in questo?
>
> ___________________
> I Comandamenti, tolti i primi dedicati al culto della divinita',
> sono *pura etica*, hai dei dubbi? Nel cristianesimo, poi, quel
> "non fare agli altri..." che li riassume tutti, non e' pura
> etica confuciana?



non dubbi.... certezza.... certezza che non lo fossero quando sono stati dati da
Mosè a quegli ebrei che doveva portare in salvo.
Chiedini perchè e te lo dico.
Che poi ne abbiano distorto totalmente il senso coloro che si sono messi a fare
religione è un altro discorso.
Carlo Pierini 22 Mag 2017 18:45
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:59:32 UTC+2, Chenickname ha scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:32:40 UTC+2, Carlo Pierini ha scritto:
>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 09:34:00 UTC+2, Neva ha scritto:
>>> Giorgio Colli.
>>> - La ragione esprime un istinto di dominazione -
>>>
>>> “ La ragione esprime un istinto di dominazione. La sua storia lo
dimostra.
>>> È la ragione che ha prodotto il più grande strumento di dominazione
>>> sull’umanità: la scienza.
>>> La scienza, con il suo braccio secolare, la tecnica, ha unificato tutto
>>> il mondo umano (il che non è riuscito alle religioni), ha livellato
>>> teorie e pratiche politiche, ha fuso civiltà diverse, bisogni, desideri
>>> e costumi <ha fatto brillare le mine del livellamento>.
>>> Perché la scienza è sorta in Occidente (e dall’Occidente ha dominato
>>> l’Oriente, per millenni separato e refrattario)? Perché solo in
>>> Occidente è stato gettato il seme duro e virulento della ragione, come
>>> istinto di dominazione.
>>> Questo seme è stato gettato in Grecia, nei due secoli di dialettica, da
>>> Parmenide ad Aristotele.
>>> La sedimentazione di questa esplosione teoretica, dopo di aver
>>> sonnecchiato per secoli come scheletro di concetti rinsecchiti, la cui
>>> tradizione è arbitraria e in cui la memoria dell’origine era andata
>>> perduta, è poi rifiorita, per un innesto degenerativo che ha rimesso in
>>> moto la sua maligna virulenza, e ha prodotto la scienza moderna. Le
>>> religioni orientali, che col cristianesimo avevano dominato l’Occidente,

>>> sono rimaste indifese e sopraffatte dalla scienza (la ragione che esse
>>> avevano creato era una semplice, debole ministra).
>>> Contro la scienza e il suo prepotere, oggi, non c’è altro da fare che
>>> ritornare all’origine greca e smascherarla nella sua duplicità, cioè
in
>>> quello che è stato il suo raggiungimento teoretico e nella posteriore
>>> falsificazione pratico-pedagogica di Platone e Aristotele, che ha
>>> gettato il primo seme, poi rinato, con un’ulteriore degenerazione, nella

>>> ragione moderna.”
>>>
>>> GIORGIO COLLI (1917 – 1979), “La ragione errabonda. Quaderni
postumi”,
>>
>> CARLO
>> La ragione e la Scienza sono da annoverare tra le più alte conquiste dello
spirito umano e, in sé, non hanno niente di maligno né di degenerato.
>> Degenerata è invece la pre-sunzione di chi identifica Scienza e Conoscenza,
cioè, di chi vede nella Scienza, nel suo metodo e nel suo oggetto IL SOLO
cammino possibile della Conoscenza.
>> Ed è solo questa presunzione che è tanto virulenta da aver contagiato
l'intera cultura scientifica e da aver portato all'emarginazione e alla
decadenza di tutto ciò che è "non-Scienza".
>> A questo proposito ripropongo un bellissimo pezzo di E. Schuré:
>>
>> “Il male più grave del nostro tempo è che la Scienza e la Religione
appaiono come forze nemiche e irriducibili. Male intellettuale tanto più
pernicioso in quanto viene dall'alto e si insinua sordamente, ma
irresistibilmente, in tutti gli spiriti, come un veleno sottile che si respira
nell'aria. Ed ogni male dell'intelligenza diventa, alla lunga, un male
dell'anima e in seguito un male sociale.
>> Il Cristianesimo, finché affermava ingenuamente la sua fede nel cuore di
un'Europa ancora semibarbara, come nel Me*****evo, rappresentò la più grande
delle forze morali: esso ha plasmato l'uomo moderno. La scienza sperimentale,
apertamente ricostituita nel XVI secolo, finché si limitò a rivendicare i
diritti legittimi della ragione e la sua libertà illimitata, fu a sua volta una
grandissima forza intellettuale che ha rinnovato la faccia del mondo, ha
affrancato l'uomo dalle sue secolari catene e ha fornito indistruttibili basi
allo spirito umano.
>> Ma da quando la Chiesa, non potendo più dimostrare il suo dogma primario di
fronte alle obiezioni della scienza, vi si è rinchiusa come in una casa senza
finestre contrapponendo la fede alla ragione come un comandamento assoluto e
indiscutibile; da quando la scienza, ebbra delle sue scoperte nel mondo fisico,
facendo astrazione dal mondo psichico e intellettuale, è diventata agnostica
nel metodo, materialista nei princìpi come nei fini; da quando la filosofia,
disorientata e impotente fra le due, ha in qualche modo abdicato ai suoi diritti
per cadere in uno scetticismo trascendente, una scissione profonda si è
prodotta nell'anima della società come in quella degli individui.
>> Tale conflitto, inizialmente necessario e utile poiché ha instaurato i
diritti della Ragione e della Scienza, ha finito per diventare un fattore di
impotenza e inaridimento. La Religione risponde ai bisogni del cuore, della sua
eterna magia, la Scienza a quelli dello Spirito, della sua forza invincibile.
Ma, da lungo tempo, queste potenze non sanno più capirsi fra loro. Una
Religione senza prove e una Scienza senza speranza stanno l’una di fronte
all'altra e si sfidano senza riuscire a vincersi.
>> Ne risulta una contraddizione profonda, una guerra nascosta, non solo fra lo
Stato e la Chiesa, ma anche all’interno della stessa Scienza, nel ******* di
tutte le chiese e anche nella coscienza di tutti gli individui pensanti.
Infatti, quali che siamo, a qualunque scuola filosofica apparteniamo, portiamo
in noi questi due mondi nemici, in apparenza inconciliabili, che nascono da due
bisogni indistruttibili dell'uomo: il bisogno scientifico e quello religioso.
Una simile situazione, che dura da oltre cent'anni, ha certo contribuito a
sviluppare le facoltà umane tendendole le une contro le altre. Ha ispirato alla
poesia e alla musica accenti straordinariamente patetici e di imponente
gran*****sità. Ma oggi, la tensione protratta e sovreccitata ha prodotto
I'effetto contrario. Come nel malato l’abbattimento succede alla febbre, essa
si è trasformata in marasma, in disgusto, in impotenza. La Scienza si occupa
solo del mondo fisico e materiale, la filosofia morale ha perso la guida delle
intelligenze, la Religione governa ancora in una certa misura le masse, ma ha
perso il controllo sugli strati elevati della cultura: sempre grande grazie alla
carità, non emana più un irradiamento di fede. (...)
>> La letteratura e l'arte hanno smarrito il senso del divino. Disabituati agli
orizzonti eterni, gran parte dei giovani si sono rivolti a quello che i nuovi
maestri chiamavano il naturalismo, degradando così il bel nome di Natura. Ciò
che, infatti, abbelliscono con questo vocabolo non è altro che l'apologia dei
bassi istinti e la descrizione compiaciuta dei nostri appiattimenti sociali, in
una parola la negazione sistematica dell'anima e dell'intelligenza. E la povera
Psiche, che ha perso le ali, geme e sospira in fondo al cuore di quegli stessi
che la insultano e la negano.
>> A furia di materialismo, di positivismo e di scetticismo, questa fine di
secolo è pervenuta a un'idea falsa della Verità e del Progresso”. [E.
SCHURE’]
>
> NICK
> Suppongo che quel fine-secolo sia l'ottocento. Ci vuole ancora
> qualche pensatore dopo, ad es. J.S.Mill, per scoprire che
> l'etica e la religione non coincidono, anzi che le religioni
> abramitiche hanno usato l'etica come instrumentum regni: si
> pensi alle tavole della legge e alla sharia, ahime' alla ribalta
> ai tempi nostri. Allora si scoprira', pensandoci un attimo,
> che tra Scienza ed Etica non c'e' alcun attrito.

CARLO
La Scienza in sé non confligge nemmeno con la religione, ma solo con quelle
superstizioni religiose che contraddicono delle verità scientifiche definitive.
Mentre il determinismo materialista non solo confligge con l'etica, ma ne rade
al suolo le fondamenta. Il determinismo, infatti, è la negazione frontale della
libertà; e senza libertà non c'è etica.
A rigor di logica, cioè, il determinismo è un'ideologia criminale che dovrebbe
essere legalmente perseguita come lo sono l'istigazione a delinquere o
l'apologia del fascismo
Chenickname 22 Mag 2017 18:46
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:39:34 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:30:19 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>>
>> ___________________
>> I Comandamenti, tolti i primi dedicati al culto della divinita',
>> sono *pura etica*, hai dei dubbi? Nel cristianesimo, poi, quel
>> "non fare agli altri..." che li riassume tutti, non e' pura
>> etica confuciana?
>
>
>
> non dubbi.... certezza.... certezza che non lo fossero quando sono stati dati
da Mosè a quegli ebrei che doveva portare in salvo.
> Chiedini perchè e te lo dico.

___________________
Perche'?
ideaprima1@googlemail.com 22 Mag 2017 19:10
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:46:28 UTC+2, Chenickname ha scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:39:34 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:30:19 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>>>
>>> ___________________
>>> I Comandamenti, tolti i primi dedicati al culto della divinita',
>>> sono *pura etica*, hai dei dubbi? Nel cristianesimo, poi, quel
>>> "non fare agli altri..." che li riassume tutti, non e' pura
>>> etica confuciana?
>>
>>
>>
>> non dubbi.... certezza.... certezza che non lo fossero quando sono stati
dati da Mosè a quegli ebrei che doveva portare in salvo.
>> Chiedini perchè e te lo dico.
>
> ___________________
> Perche'?




allora :

- scappavano da un paese, l'Egitto, in cui erano gente straniera, quindi non
veneravano certamente i loro dei e avevano culti diversi

- che prima di darsi alla traversata del deserto non avessero dei è evidente,
altrimenti non avrebbero accettato di seguire le direttive di un ******* a loro
sconosciuto, che a loro faceva comodo per essere aiutati nella traversata verso
la terra da lui promessa tramite Mosé. E per giunta mentre Mosé era sul monte
a farsi dare istruzioni da quel ******* che manco voleva dire il suo nome essi,
gli ebrei di sotto si erano messi a fare baldoria adorando un bue d'oro e
gozzovigliando.

- quando Mosè scende dal monte con quelle direttive loro sono restii a dargli
retta e lui deve convincerli del fatto che obbedire a quelle leggi era nel loro
interesse per la riuscita della traversata e l'arrivo alla terra promessa.

- e infatti lo era. Infatti il viaggio sarebbe durato decenni (40 anni, mica una
gita turistica) .... e tra quella gente c'erano beduini e gente di ogni tipo. Il
senso dell'igiene manco sapevano cosa fosse, e così le norme
comportamentali.Era gente che non ci metteva nulla a sgozzarsi tra di loro come
sgozzavano le bestie.
Credi che sarebbero riusciti a sopravvivere nel deserto per 40 anni senza norme
igieniche e di comportamento civile almeno quanto basta per non scannarsi tutti
tra di loro a causa di furti e di risse a motivo di *****te con le donne non
loro? ... nonchè tutte le malattie veneree facilitate pure dal calore del
deserto e dalla mancanza di acqua?
E' evidentissimo che quelle leggi erano norme igieniche e comportamentali giusto
per riuscire a portare almeno qualche ebreo oltre il deserto e fino alla terra
promessa in cui stabilirrsi e cercare di tirarne fuori un popolo. E per far sì
che quel ******* che li aiutava fosse obbedito .... dato che in fin dei conti li
stava salvando... e nel deserto gli procurava pure il cibo, oltre a difenderli.
Chenickname 22 Mag 2017 20:07
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:45:28 UTC+2, Carlo Pierini ha scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:59:32 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:32:40 UTC+2, Carlo Pierini ha scritto:
>>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 09:34:00 UTC+2, Neva ha scritto:
>>>> Giorgio Colli.
>>>> - La ragione esprime un istinto di dominazione -
>>>>
>>>> “ La ragione esprime un istinto di dominazione. La sua storia lo
dimostra.
>>>> È la ragione che ha prodotto il più grande strumento di dominazione
>>>> sull’umanità: la scienza.
>>>> La scienza, con il suo braccio secolare, la tecnica, ha unificato tutto
>>>> il mondo umano (il che non è riuscito alle religioni), ha livellato
>>>> teorie e pratiche politiche, ha fuso civiltà diverse, bisogni, desideri

>>>> e costumi <ha fatto brillare le mine del livellamento>.
>>>> Perché la scienza è sorta in Occidente (e dall’Occidente ha dominato

>>>> l’Oriente, per millenni separato e refrattario)? Perché solo in
>>>> Occidente è stato gettato il seme duro e virulento della ragione, come
>>>> istinto di dominazione.
>>>> Questo seme è stato gettato in Grecia, nei due secoli di dialettica, da

>>>> Parmenide ad Aristotele.
>>>> La sedimentazione di questa esplosione teoretica, dopo di aver
>>>> sonnecchiato per secoli come scheletro di concetti rinsecchiti, la cui
>>>> tradizione è arbitraria e in cui la memoria dell’origine era andata
>>>> perduta, è poi rifiorita, per un innesto degenerativo che ha rimesso in

>>>> moto la sua maligna virulenza, e ha prodotto la scienza moderna. Le
>>>> religioni orientali, che col cristianesimo avevano dominato
l’Occidente,
>>>> sono rimaste indifese e sopraffatte dalla scienza (la ragione che esse
>>>> avevano creato era una semplice, debole ministra).
>>>> Contro la scienza e il suo prepotere, oggi, non c’è altro da fare che

>>>> ritornare all’origine greca e smascherarla nella sua duplicità, cioè
in
>>>> quello che è stato il suo raggiungimento teoretico e nella posteriore
>>>> falsificazione pratico-pedagogica di Platone e Aristotele, che ha
>>>> gettato il primo seme, poi rinato, con un’ulteriore degenerazione,
nella
>>>> ragione moderna.”
>>>>
>>>> GIORGIO COLLI (1917 – 1979), “La ragione errabonda. Quaderni
postumi”,
>>>
>>> CARLO
>>> La ragione e la Scienza sono da annoverare tra le più alte conquiste
dello spirito umano e, in sé, non hanno niente di maligno né di degenerato.
>>> Degenerata è invece la pre-sunzione di chi identifica Scienza e
Conoscenza, cioè, di chi vede nella Scienza, nel suo metodo e nel suo oggetto
IL SOLO cammino possibile della Conoscenza.
>>> Ed è solo questa presunzione che è tanto virulenta da aver contagiato
l'intera cultura scientifica e da aver portato all'emarginazione e alla
decadenza di tutto ciò che è "non-Scienza".
>>> A questo proposito ripropongo un bellissimo pezzo di E. Schuré:
>>>
>>> “Il male più grave del nostro tempo è che la Scienza e la Religione
appaiono come forze nemiche e irriducibili. Male intellettuale tanto più
pernicioso in quanto viene dall'alto e si insinua sordamente, ma
irresistibilmente, in tutti gli spiriti, come un veleno sottile che si respira
nell'aria. Ed ogni male dell'intelligenza diventa, alla lunga, un male
dell'anima e in seguito un male sociale.
>>> Il Cristianesimo, finché affermava ingenuamente la sua fede nel cuore di
un'Europa ancora semibarbara, come nel Me*****evo, rappresentò la più grande
delle forze morali: esso ha plasmato l'uomo moderno. La scienza sperimentale,
apertamente ricostituita nel XVI secolo, finché si limitò a rivendicare i
diritti legittimi della ragione e la sua libertà illimitata, fu a sua volta una
grandissima forza intellettuale che ha rinnovato la faccia del mondo, ha
affrancato l'uomo dalle sue secolari catene e ha fornito indistruttibili basi
allo spirito umano.
>>> Ma da quando la Chiesa, non potendo più dimostrare il suo dogma primario
di fronte alle obiezioni della scienza, vi si è rinchiusa come in una casa
senza finestre contrapponendo la fede alla ragione come un comandamento assoluto
e indiscutibile; da quando la scienza, ebbra delle sue scoperte nel mondo
fisico, facendo astrazione dal mondo psichico e intellettuale, è diventata
agnostica nel metodo, materialista nei princìpi come nei fini; da quando la
filosofia, disorientata e impotente fra le due, ha in qualche modo abdicato ai
suoi diritti per cadere in uno scetticismo trascendente, una scissione profonda
si è prodotta nell'anima della società come in quella degli individui.
>>> Tale conflitto, inizialmente necessario e utile poiché ha instaurato i
diritti della Ragione e della Scienza, ha finito per diventare un fattore di
impotenza e inaridimento. La Religione risponde ai bisogni del cuore, della sua
eterna magia, la Scienza a quelli dello Spirito, della sua forza invincibile.
Ma, da lungo tempo, queste potenze non sanno più capirsi fra loro. Una
Religione senza prove e una Scienza senza speranza stanno l’una di fronte
all'altra e si sfidano senza riuscire a vincersi.
>>> Ne risulta una contraddizione profonda, una guerra nascosta, non solo fra
lo Stato e la Chiesa, ma anche all’interno della stessa Scienza, nel *******
di tutte le chiese e anche nella coscienza di tutti gli individui pensanti.
Infatti, quali che siamo, a qualunque scuola filosofica apparteniamo, portiamo
in noi questi due mondi nemici, in apparenza inconciliabili, che nascono da due
bisogni indistruttibili dell'uomo: il bisogno scientifico e quello religioso.
Una simile situazione, che dura da oltre cent'anni, ha certo contribuito a
sviluppare le facoltà umane tendendole le une contro le altre. Ha ispirato alla
poesia e alla musica accenti straordinariamente patetici e di imponente
gran*****sità. Ma oggi, la tensione protratta e sovreccitata ha prodotto
I'effetto contrario. Come nel malato l’abbattimento succede alla febbre, essa
si è trasformata in marasma, in disgusto, in impotenza. La Scienza si occupa
solo del mondo fisico e materiale, la filosofia morale ha perso la guida delle
intelligenze, la Religione governa ancora in una certa misura le masse, ma ha
perso il controllo sugli strati elevati della cultura: sempre grande grazie alla
carità, non emana più un irradiamento di fede. (...)
>>> La letteratura e l'arte hanno smarrito il senso del divino. Disabituati
agli orizzonti eterni, gran parte dei giovani si sono rivolti a quello che i
nuovi maestri chiamavano il naturalismo, degradando così il bel nome di Natura.
Ciò che, infatti, abbelliscono con questo vocabolo non è altro che l'apologia
dei bassi istinti e la descrizione compiaciuta dei nostri appiattimenti sociali,
in una parola la negazione sistematica dell'anima e dell'intelligenza. E la
povera Psiche, che ha perso le ali, geme e sospira in fondo al cuore di quegli
stessi che la insultano e la negano.
>>> A furia di materialismo, di positivismo e di scetticismo, questa fine di
secolo è pervenuta a un'idea falsa della Verità e del Progresso”. [E.
SCHURE’]
>>
>> NICK
>> Suppongo che quel fine-secolo sia l'ottocento. Ci vuole ancora
>> qualche pensatore dopo, ad es. J.S.Mill, per scoprire che
>> l'etica e la religione non coincidono, anzi che le religioni
>> abramitiche hanno usato l'etica come instrumentum regni: si
>> pensi alle tavole della legge e alla sharia, ahime' alla ribalta
>> ai tempi nostri. Allora si scoprira', pensandoci un attimo,
>> che tra Scienza ed Etica non c'e' alcun attrito.
>
> CARLO
> La Scienza in sé non confligge nemmeno con la religione, ma solo con quelle
superstizioni religiose che contraddicono delle verità scientifiche definitive.
> Mentre il determinismo materialista non solo confligge con l'etica, ma ne rade
al suolo le fondamenta. Il determinismo, infatti, è la negazione frontale della
libertà; e senza libertà non c'è etica.
> A rigor di logica, cioè, il determinismo è un'ideologia criminale che
dovrebbe essere legalmente perseguita come lo sono l'istigazione a delinquere o
l'apologia del fascismo

________________________________
Ma scusa, Carlo, la Scienza non e' deterministica! Sara'
stata deterministica la fisica di Newton, ma oggi c'e' la
Meccanica Quantistica, la teoria del Chaos...
Chenickname 22 Mag 2017 20:08
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 19:10:44 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:46:28 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:39:34 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:30:19 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>>>>
>>>> ___________________
>>>> I Comandamenti, tolti i primi dedicati al culto della divinita',
>>>> sono *pura etica*, hai dei dubbi? Nel cristianesimo, poi, quel
>>>> "non fare agli altri..." che li riassume tutti, non e' pura
>>>> etica confuciana?
>>>
>>>
>>>
>>> non dubbi.... certezza.... certezza che non lo fossero quando sono stati
dati da Mosè a quegli ebrei che doveva portare in salvo.
>>> Chiedini perchè e te lo dico.
>>
>> ___________________
>> Perche'?
>
>
>
>
> allora :
>
> - scappavano da un paese, l'Egitto, in cui erano gente straniera, quindi non
veneravano certamente i loro dei e avevano culti diversi
>
> - che prima di darsi alla traversata del deserto non avessero dei è evidente,
altrimenti non avrebbero accettato di seguire le direttive di un ******* a loro
sconosciuto, che a loro faceva comodo per essere aiutati nella traversata verso
la terra da lui promessa tramite Mosé. E per giunta mentre Mosé era sul monte
a farsi dare istruzioni da quel ******* che manco voleva dire il suo nome essi,
gli ebrei di sotto si erano messi a fare baldoria adorando un bue d'oro e
gozzovigliando.
>
> - quando Mosè scende dal monte con quelle direttive loro sono restii a dargli
retta e lui deve convincerli del fatto che obbedire a quelle leggi era nel loro
interesse per la riuscita della traversata e l'arrivo alla terra promessa.
>
> - e infatti lo era. Infatti il viaggio sarebbe durato decenni (40 anni, mica
una gita turistica) .... e tra quella gente c'erano beduini e gente di ogni
tipo. Il senso dell'igiene manco sapevano cosa fosse, e così le norme
comportamentali.Era gente che non ci metteva nulla a sgozzarsi tra di loro come
sgozzavano le bestie.
> Credi che sarebbero riusciti a sopravvivere nel deserto per 40 anni senza
norme igieniche e di comportamento civile almeno quanto basta per non scannarsi
tutti tra di loro a causa di furti e di risse a motivo di *****te con le donne
non loro? ... nonchè tutte le malattie veneree facilitate pure dal calore del
deserto e dalla mancanza di acqua?
> E' evidentissimo che quelle leggi erano norme igieniche e comportamentali
giusto per riuscire a portare almeno qualche ebreo oltre il deserto e fino alla
terra promessa in cui stabilirrsi e cercare di tirarne fuori un popolo. E per
far sì che quel ******* che li aiutava fosse obbedito .... dato che in fin dei
conti li stava salvando... e nel deserto gli procurava pure il cibo, oltre a
difenderli.

________________________________
Ma scusa, Ideaprima, sempre di *etica* stiamo parlando.
Che gliel'abbia data ******* in persona (come dici tu) o che se
la siano smazzati da soli (come sono propenso a pensare io)
sempre etica e'.
rawmode 22 Mag 2017 20:55
"Chenickname"


________________________
Se fosse ancora in vita, chissa' che direbbe sul Mercato. Anche
il Mercato sembra oggi avere una *potenza* unificante in se'.
Mi domando se tra Mercato e Scienza non ci sia una connessione
molto piu' forte di quel che normalmente si pensi. Bah.
...

molto semplice la sintesi:
PEZZI DI *******
mercato e scienza, ******* e camicia per fotterti!
Una bella societa' che ha i minuti contati,
pezzi di *******
ideaprima1@googlemail.com 22 Mag 2017 21:02
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 20:08:48 UTC+2, Chenickname ha scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 19:10:44 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:46:28 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:39:34 UTC+2, ideap...@googlemail.com
ha scritto:
>>>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:30:19 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>>>>>
>>>>> ___________________
>>>>> I Comandamenti, tolti i primi dedicati al culto della divinita',
>>>>> sono *pura etica*, hai dei dubbi? Nel cristianesimo, poi, quel
>>>>> "non fare agli altri..." che li riassume tutti, non e' pura
>>>>> etica confuciana?
>>>>
>>>>
>>>>
>>>> non dubbi.... certezza.... certezza che non lo fossero quando sono stati
dati da Mosè a quegli ebrei che doveva portare in salvo.
>>>> Chiedini perchè e te lo dico.
>>>
>>> ___________________
>>> Perche'?
>>
>>
>>
>>
>> allora :
>>
>> - scappavano da un paese, l'Egitto, in cui erano gente straniera, quindi non
veneravano certamente i loro dei e avevano culti diversi
>>
>> - che prima di darsi alla traversata del deserto non avessero dei è
evidente, altrimenti non avrebbero accettato di seguire le direttive di un
******* a loro sconosciuto, che a loro faceva comodo per essere aiutati nella
traversata verso la terra da lui promessa tramite Mosé. E per giunta mentre
Mosé era sul monte a farsi dare istruzioni da quel ******* che manco voleva
dire il suo nome essi, gli ebrei di sotto si erano messi a fare baldoria
adorando un bue d'oro e gozzovigliando.
>>
>> - quando Mosè scende dal monte con quelle direttive loro sono restii a
dargli retta e lui deve convincerli del fatto che obbedire a quelle leggi era
nel loro interesse per la riuscita della traversata e l'arrivo alla terra
promessa.
>>
>> - e infatti lo era. Infatti il viaggio sarebbe durato decenni (40 anni, mica
una gita turistica) .... e tra quella gente c'erano beduini e gente di ogni
tipo. Il senso dell'igiene manco sapevano cosa fosse, e così le norme
comportamentali.Era gente che non ci metteva nulla a sgozzarsi tra di loro come
sgozzavano le bestie.
>> Credi che sarebbero riusciti a sopravvivere nel deserto per 40 anni senza
norme igieniche e di comportamento civile almeno quanto basta per non scannarsi
tutti tra di loro a causa di furti e di risse a motivo di *****te con le donne
non loro? ... nonchè tutte le malattie veneree facilitate pure dal calore del
deserto e dalla mancanza di acqua?
>> E' evidentissimo che quelle leggi erano norme igieniche e comportamentali
giusto per riuscire a portare almeno qualche ebreo oltre il deserto e fino alla
terra promessa in cui stabilirrsi e cercare di tirarne fuori un popolo. E per
far sì che quel ******* che li aiutava fosse obbedito .... dato che in fin dei
conti li stava salvando... e nel deserto gli procurava pure il cibo, oltre a
difenderli.
>
> ________________________________
> Ma scusa, Ideaprima, sempre di *etica* stiamo parlando.
> Che gliel'abbia data ******* in persona (come dici tu) o che se
> la siano smazzati da soli (come sono propenso a pensare io)
> sempre etica e'.




l'etica ha a che vedere con la morale, non con la pura e semplice sopravvivenxa
in situazioni estreme.
Un manuale di sopravvivenza è etico secondo te?

No... non quel ******* direttamente, ma Mosé per conto di lui. Erano stati
giorni sul monte a fare piani, quei due.
Loro, quegli ebrei, da soli non erano certo gente in grado di darsi regole,
manco per la propria sopravvivenza. Si sarebbero scannati per una capra... o per
la prima donna che gli capitava a tiro, non importa di chi fosse moglie.
Avrebbero abbandonato quelli più deboli strada facendo, genitori compresi, per
non sobbarcarsi fatiche. Ma... guarda che in passato l'umanità mica era come la
mostrano nei film sai? .... e poi al cinema manco senti come puzzavano.
Quarant'anni nel deserto, figurati .... vedi, tu, dove va a finire la tua etica
con gente così, se non avessero temuto l'ira di un ******* potente che li
teneva d'occhio e che li avrebbe fulminati dall'alto se sgarravano .... oltre a
non mandar loro la manna dal cielo per sfamarsi.
Carlo Pierini 22 Mag 2017 21:02
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 20:07:56 UTC+2, Chenickname ha scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:45:28 UTC+2, Carlo Pierini ha scritto:
>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:59:32 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 17:32:40 UTC+2, Carlo Pierini ha scritto:
>>>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 09:34:00 UTC+2, Neva ha scritto:
>>>>> Giorgio Colli.
>>>>> - La ragione esprime un istinto di dominazione -
>>>>>
>>>>> “ La ragione esprime un istinto di dominazione. La sua storia lo
dimostra.
>>>>> È la ragione che ha prodotto il più grande strumento di dominazione
>>>>> sull’umanità: la scienza.
>>>>> La scienza, con il suo braccio secolare, la tecnica, ha unificato
tutto
>>>>> il mondo umano (il che non è riuscito alle religioni), ha livellato
>>>>> teorie e pratiche politiche, ha fuso civiltà diverse, bisogni,
desideri
>>>>> e costumi <ha fatto brillare le mine del livellamento>.
>>>>> Perché la scienza è sorta in Occidente (e dall’Occidente ha
dominato
>>>>> l’Oriente, per millenni separato e refrattario)? Perché solo in
>>>>> Occidente è stato gettato il seme duro e virulento della ragione,
come
>>>>> istinto di dominazione.
>>>>> Questo seme è stato gettato in Grecia, nei due secoli di dialettica,
da
>>>>> Parmenide ad Aristotele.
>>>>> La sedimentazione di questa esplosione teoretica, dopo di aver
>>>>> sonnecchiato per secoli come scheletro di concetti rinsecchiti, la cui

>>>>> tradizione è arbitraria e in cui la memoria dell’origine era andata

>>>>> perduta, è poi rifiorita, per un innesto degenerativo che ha rimesso
in
>>>>> moto la sua maligna virulenza, e ha prodotto la scienza moderna. Le
>>>>> religioni orientali, che col cristianesimo avevano dominato
l’Occidente,
>>>>> sono rimaste indifese e sopraffatte dalla scienza (la ragione che esse

>>>>> avevano creato era una semplice, debole ministra).
>>>>> Contro la scienza e il suo prepotere, oggi, non c’è altro da fare
che
>>>>> ritornare all’origine greca e smascherarla nella sua duplicità,
cioè in
>>>>> quello che è stato il suo raggiungimento teoretico e nella posteriore

>>>>> falsificazione pratico-pedagogica di Platone e Aristotele, che ha
>>>>> gettato il primo seme, poi rinato, con un’ulteriore degenerazione,
nella
>>>>> ragione moderna.”
>>>>>
>>>>> GIORGIO COLLI (1917 – 1979), “La ragione errabonda. Quaderni
postumi”,
>>>>
>>>> CARLO
>>>> La ragione e la Scienza sono da annoverare tra le più alte conquiste
dello spirito umano e, in sé, non hanno niente di maligno né di degenerato.
>>>> Degenerata è invece la pre-sunzione di chi identifica Scienza e
Conoscenza, cioè, di chi vede nella Scienza, nel suo metodo e nel suo oggetto
IL SOLO cammino possibile della Conoscenza.
>>>> Ed è solo questa presunzione che è tanto virulenta da aver contagiato
l'intera cultura scientifica e da aver portato all'emarginazione e alla
decadenza di tutto ciò che è "non-Scienza".
>>>> A questo proposito ripropongo un bellissimo pezzo di E. Schuré:
>>>>
>>>> “Il male più grave del nostro tempo è che la Scienza e la Religione
appaiono come forze nemiche e irriducibili. Male intellettuale tanto più
pernicioso in quanto viene dall'alto e si insinua sordamente, ma
irresistibilmente, in tutti gli spiriti, come un veleno sottile che si respira
nell'aria. Ed ogni male dell'intelligenza diventa, alla lunga, un male
dell'anima e in seguito un male sociale.
>>>> Il Cristianesimo, finché affermava ingenuamente la sua fede nel cuore
di un'Europa ancora semibarbara, come nel Me*****evo, rappresentò la più
grande delle forze morali: esso ha plasmato l'uomo moderno. La scienza
sperimentale, apertamente ricostituita nel XVI secolo, finché si limitò a
rivendicare i diritti legittimi della ragione e la sua libertà illimitata, fu a
sua volta una grandissima forza intellettuale che ha rinnovato la faccia del
mondo, ha affrancato l'uomo dalle sue secolari catene e ha fornito
indistruttibili basi allo spirito umano.
>>>> Ma da quando la Chiesa, non potendo più dimostrare il suo dogma
primario di fronte alle obiezioni della scienza, vi si è rinchiusa come in una
casa senza finestre contrapponendo la fede alla ragione come un comandamento
assoluto e indiscutibile; da quando la scienza, ebbra delle sue scoperte nel
mondo fisico, facendo astrazione dal mondo psichico e intellettuale, è
diventata agnostica nel metodo, materialista nei princìpi come nei fini; da
quando la filosofia, disorientata e impotente fra le due, ha in qualche modo
abdicato ai suoi diritti per cadere in uno scetticismo trascendente, una
scissione profonda si è prodotta nell'anima della società come in quella degli
individui.
>>>> Tale conflitto, inizialmente necessario e utile poiché ha instaurato i
diritti della Ragione e della Scienza, ha finito per diventare un fattore di
impotenza e inaridimento. La Religione risponde ai bisogni del cuore, della sua
eterna magia, la Scienza a quelli dello Spirito, della sua forza invincibile.
Ma, da lungo tempo, queste potenze non sanno più capirsi fra loro. Una
Religione senza prove e una Scienza senza speranza stanno l’una di fronte
all'altra e si sfidano senza riuscire a vincersi.
>>>> Ne risulta una contraddizione profonda, una guerra nascosta, non solo
fra lo Stato e la Chiesa, ma anche all’interno della stessa Scienza, nel
******* di tutte le chiese e anche nella coscienza di tutti gli individui
pensanti. Infatti, quali che siamo, a qualunque scuola filosofica apparteniamo,
portiamo in noi questi due mondi nemici, in apparenza inconciliabili, che
nascono da due bisogni indistruttibili dell'uomo: il bisogno scientifico e
quello religioso. Una simile situazione, che dura da oltre cent'anni, ha certo
contribuito a sviluppare le facoltà umane tendendole le une contro le altre. Ha
ispirato alla poesia e alla musica accenti straordinariamente patetici e di
imponente gran*****sità. Ma oggi, la tensione protratta e sovreccitata ha
prodotto I'effetto contrario. Come nel malato l’abbattimento succede alla
febbre, essa si è trasformata in marasma, in disgusto, in impotenza. La Scienza
si occupa solo del mondo fisico e materiale, la filosofia morale ha perso la
guida delle intelligenze, la Religione governa ancora in una certa misura le
masse, ma ha perso il controllo sugli strati elevati della cultura: sempre
grande grazie alla carità, non emana più un irradiamento di fede. (...)
>>>> La letteratura e l'arte hanno smarrito il senso del divino. Disabituati
agli orizzonti eterni, gran parte dei giovani si sono rivolti a quello che i
nuovi maestri chiamavano il naturalismo, degradando così il bel nome di Natura.
Ciò che, infatti, abbelliscono con questo vocabolo non è altro che l'apologia
dei bassi istinti e la descrizione compiaciuta dei nostri appiattimenti sociali,
in una parola la negazione sistematica dell'anima e dell'intelligenza. E la
povera Psiche, che ha perso le ali, geme e sospira in fondo al cuore di quegli
stessi che la insultano e la negano.
>>>> A furia di materialismo, di positivismo e di scetticismo, questa fine di
secolo è pervenuta a un'idea falsa della Verità e del Progresso”. [E.
SCHURE’]
>>>
>>> NICK
>>> Suppongo che quel fine-secolo sia l'ottocento. Ci vuole ancora
>>> qualche pensatore dopo, ad es. J.S.Mill, per scoprire che
>>> l'etica e la religione non coincidono, anzi che le religioni
>>> abramitiche hanno usato l'etica come instrumentum regni: si
>>> pensi alle tavole della legge e alla sharia, ahime' alla ribalta
>>> ai tempi nostri. Allora si scoprira', pensandoci un attimo,
>>> che tra Scienza ed Etica non c'e' alcun attrito.
>>
>> CARLO
>> La Scienza in sé non confligge nemmeno con la religione, ma solo con quelle
superstizioni religiose che contraddicono delle verità scientifiche definitive.
>> Mentre il determinismo materialista non solo confligge con l'etica, ma ne
rade al suolo le fondamenta. Il determinismo, infatti, è la negazione frontale
della libertà; e senza libertà non c'è etica.
>> A rigor di logica, cioè, il determinismo è un'ideologia criminale che
dovrebbe essere legalmente perseguita come lo sono l'istigazione a delinquere o
l'apologia del fascismo
>
> NICK
> Ma scusa, Carlo, la Scienza non e' deterministica! Sara'
> stata deterministica la fisica di Newton, ma oggi c'e' la
> Meccanica Quantistica, la teoria del Chaos...

CARLO
Infatti la Scienza non è né materialista, né monista, né determinista. Ma la
stragrande maggioranza degli scienziati e pressoché tutti gli scientisti come
te lo sono. Ricordi la tua strenua difesa della mente come software? Ecco, i
software sono programmi rigidamente deterministici nei quali la libertà non ha
alcun senso. Infatti ancora ricordo la tua affermazione oscena: "L'etica è un
algoritmo"!!!
...In galeeeera... dovrebbero mandare voi scientisti! :-)
rawmode 22 Mag 2017 21:11
"rawmode"
....
> Una bella societa' che ha i minuti contati,
> pezzi di *******
>

non saranno minuti, non saranno ore, forse
secoli, ma e' come se fosse domani; una macchinetta
cosi' scema non puo' andare da nessuna parte..
una macchina che prende ogni risorsa e la trasforma in *******
Complimenti, bel progresso!
Un progresso di ******* il vostro..
Vi ringrazio per avermi avvelenato l'aria, pezzi di *******
ideaprima1@googlemail.com 22 Mag 2017 21:16
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 21:13:06 UTC+2, rawmode ha scritto:
> "rawmode"
> ....
>> Una bella societa' che ha i minuti contati,
>> pezzi di *******
>>
>
> non saranno minuti, non saranno ore, forse
> secoli, ma e' come se fosse domani; una macchinetta
> cosi' scema non puo' andare da nessuna parte..
> una macchina che prende ogni risorsa e la trasforma in *******
> Complimenti, bel progresso!
> Un progresso di ******* il vostro..
> Vi ringrazio per avermi avvelenato l'aria, pezzi di *******






chettefrega ..... non sei una macchina?
rawmode 22 Mag 2017 21:36
<ideaprima1@

> Un progresso di ******* il vostro..
> Vi ringrazio per avermi avvelenato l'aria, pezzi di *******






chettefrega ..... non sei una macchina?
....


Per l'appunto solo una macchina puo' dire quello che i pezzi di ******* mai
diranno!!
Ma io non c'entro proprio una ******* non so se comprendi che il centro del
problema non sono io. Ma sono i pezzi di *******
Chenickname 22 Mag 2017 21:43
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 21:02:06 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 20:08:48 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 19:10:44 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:46:28 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>>>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:39:34 UTC+2, ideap...@googlemail.com
ha scritto:
>>>>> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 18:30:19 UTC+2, Chenickname ha
scritto:
>>>>>>
>>>>>> ___________________
>>>>>> I Comandamenti, tolti i primi dedicati al culto della divinita',
>>>>>> sono *pura etica*, hai dei dubbi? Nel cristianesimo, poi, quel
>>>>>> "non fare agli altri..." che li riassume tutti, non e' pura
>>>>>> etica confuciana?
>>>>>
>>>>>
>>>>>
>>>>> non dubbi.... certezza.... certezza che non lo fossero quando sono
stati dati da Mosè a quegli ebrei che doveva portare in salvo.
>>>>> Chiedini perchè e te lo dico.
>>>>
>>>> ___________________
>>>> Perche'?
>>>
>>>
>>>
>>>
>>> allora :
>>>
>>> - scappavano da un paese, l'Egitto, in cui erano gente straniera, quindi
non veneravano certamente i loro dei e avevano culti diversi
>>>
>>> - che prima di darsi alla traversata del deserto non avessero dei è
evidente, altrimenti non avrebbero accettato di seguire le direttive di un
******* a loro sconosciuto, che a loro faceva comodo per essere aiutati nella
traversata verso la terra da lui promessa tramite Mosé. E per giunta mentre
Mosé era sul monte a farsi dare istruzioni da quel ******* che manco voleva
dire il suo nome essi, gli ebrei di sotto si erano messi a fare baldoria
adorando un bue d'oro e gozzovigliando.
>>>
>>> - quando Mosè scende dal monte con quelle direttive loro sono restii a
dargli retta e lui deve convincerli del fatto che obbedire a quelle leggi era
nel loro interesse per la riuscita della traversata e l'arrivo alla terra
promessa.
>>>
>>> - e infatti lo era. Infatti il viaggio sarebbe durato decenni (40 anni,
mica una gita turistica) .... e tra quella gente c'erano beduini e gente di ogni
tipo. Il senso dell'igiene manco sapevano cosa fosse, e così le norme
comportamentali.Era gente che non ci metteva nulla a sgozzarsi tra di loro come
sgozzavano le bestie.
>>> Credi che sarebbero riusciti a sopravvivere nel deserto per 40 anni senza
norme igieniche e di comportamento civile almeno quanto basta per non scannarsi
tutti tra di loro a causa di furti e di risse a motivo di *****te con le donne
non loro? ... nonchè tutte le malattie veneree facilitate pure dal calore del
deserto e dalla mancanza di acqua?
>>> E' evidentissimo che quelle leggi erano norme igieniche e comportamentali
giusto per riuscire a portare almeno qualche ebreo oltre il deserto e fino alla
terra promessa in cui stabilirrsi e cercare di tirarne fuori un popolo. E per
far sì che quel ******* che li aiutava fosse obbedito .... dato che in fin dei
conti li stava salvando... e nel deserto gli procurava pure il cibo, oltre a
difenderli.
>>
>> ________________________________
>> Ma scusa, Ideaprima, sempre di *etica* stiamo parlando.
>> Che gliel'abbia data ******* in persona (come dici tu) o che se
>> la siano smazzati da soli (come sono propenso a pensare io)
>> sempre etica e'.
>
>
>
>
> l'etica ha a che vedere con la morale, non con la pura e semplice
sopravvivenxa in situazioni estreme.
> Un manuale di sopravvivenza è etico secondo te?

________________________
In un certo senso si'. In senso *utilitaristico*. Immagina due
popoli in rapporto conflittuale, uno con regole etiche consolidate,
l'altro allo sbaraglio, come hai descritto tu il popolo ebreo
prima di Mose'. Chi vince, in una sorta di competizione darwiniana?
Io dico il primo, indubbiamente. Ed ecco che allora l'etica puo'
man mano affermarsi selettivamente nella storia.
rawmode 22 Mag 2017 21:52
"rawmode"

>
> chettefrega ..... non sei una macchina?
> ....
>
>
> Per l'appunto solo una macchina puo' dire quello che i pezzi di ******* mai
> diranno!!
> Ma io non c'entro proprio una ******* non so se comprendi che il centro
> del
> problema non sono io. Ma sono i pezzi di *******
>

Pero' mi hai fatto venire l'idea d'artista; da ora in poi
dipingero' solo quadri di ******* postumi.
Nel senso che diventero' famoso per forza!
Con i miei quadri di ******* cioe' a tinta unica..
rawmode 22 Mag 2017 22:25
"Chenickname"

....
Io dico il primo, indubbiamente. Ed ecco che allora l'etica puo'
man mano affermarsi selettivamente nella storia.
....


Secondo me siete sbandati pesantemente, e' deambulate per
forza d'inerzia.. La storia e' molto ma molto piu' semplice ed
evidente: gli egiziani hanno organizzato ogni cosa.
Ma ve ne siete fatti seghe da allora eh..., ci credo che non vedete+
un ******* !
rawmode 22 Mag 2017 22:45
"rawmode"

>
> Secondo me siete sbandati pesantemente, e' deambulate per
> forza d'inerzia.. La storia e' molto ma molto piu' semplice ed
> evidente: gli egiziani hanno organizzato ogni cosa.
>

e' deambulate, congiunzione! ma come avete fatto a
credere che degli schiavi sfuggissero ai loro padroni come una
mandria di bufali ai loro mandriani!? E poi attraversavano il mare!?
Che questo si apriva!! Basta!!
rawmode 22 Mag 2017 23:03
"rawmode"

> mandria di bufali ai loro mandriani!? E poi attraversavano il mare!?
> Che questo si apriva!! Basta!!

Come il gioco delle tre carte, non bisogna focalizzare l'attenzione
su tutte queste storielle, ma bensi' sulla grandezza dell'impero egiziano,
che invece sembra nel contesto una virgoletta fuori posto quasi....
E' la fine di un Impero e voi pensate alle storielle di schiavi...
Dunque com'e' che sia, Mose' rappresenta tale eredita'.

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