La filosofia e le sue questioni
 

L`ignoranza e` forza (Pasolini, Marx)
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pauperino@gmail.com 31 Mag 2017 06:52
Con questo non si vuole esaltare la condizione originaria dell`uomo (eresia);
citazione dal Capitale:

"Wenn aber die Arbeiter von der Luft leben konnten, so waren sie auch um keinen
Preis zu kaufen. Ihr Nichtkosten ist also eine Grenze im mathematischen Sinn,
stets unerreichbar, obgleich stets annaherbar."

"Ma se il lavoratore potesse viver d`aria, allora non ci sarebbe prezzo per
comprarlo. La possibilia` di un suo sfruttamento gratuito e` quindi un limite
immaginabile solo in senso matematico: irraggiungibile, sebbene avvicinabile
indefinitamente."

L`uomo non puo` vivere d`aria, ma puo` vivere con una cultura ridotta al minimo
indispensabile: le culture reali marxiane o l`archeocultura pasoliniana.

Ogni ulteriore acculturamento (ossia cultura non conquistata ma subita) altro
non e` che il salario minimo pagato per alimentare questo circolo vizioso.

Possiamo immaginarlo anche come "reddito di cittadinanza": il beneficiario si
sentira` appagato e considerera` la cultura (quella che ha bisogno di conquista
e rinuncia) come faticosa; allo stesso tempo odiera` l`ignoranza schietta,
avendone vergogna, operando attivamente per sua eliminazione.

L`ingnoranza "reale" e` positiva allora in due sensi: 1) perche` scudo contro
l`acculturazione propagandistica (che ha bisogno di un sostrato simbolico minimo
per essere efficace) 2) perche` e` uno stato che favorisce l`idea della cultura
come ricchezza conquistata a fatica

Citazioni di Pasolini:

"Tu difìnt, conserva, prea:
ma ama i puòrs: ama la so diversitàt.
Ama la so voja di vivi bessòj
tal so mond, tra pras e palàs
là ch’a no rivi la peràula
dal nustri mond; ama il cunfìn
ch’a àn segnàt tra nu e lòur;
ama il so dialèt inventàt ogni matina,
par no fassi capì; par no spartì
cun nissùn la so ligria."


"Tu difendi, conserva, prega: ma ama i poveri: ama la loro diversità.
Ama la loro voglia di vivere soli nel loro mondo,
tra prati e palazzi dove non arrivi la parola del nostro mondo;
ama il confine che hanno segnato tra noi e loro;
ama il loro dialetto inventato ogni mattina, per non farsi capire;
per non condividere con nessuno la loro allegria."

...


"Per esempio, i sottoproletari, fino a pochi anni fa, rispettavano la cultura e
non si vergognavano della propria ignoranza. Anzi, erano fieri del proprio
modello popolare di *****fabeti in pos***** però del mistero della realtà.

Guardavano con un certo disprezzo spavaldo i "figli di papà", i piccoli
borghesi, da cui si dissociavano, anche quando erano costretti a servirli.
Adesso, al contrario, essi cominciano a vergognarsi della propria ignoranza:
hanno abiurato dal proprio modello culturale (i giovanissimi non lo ricordano
neanche più, l'hanno completamente perduto), e il nuovo modello che cercano di
imitare non prevede l'*****fabetismo e la rozzezza.

I ragazzi sottoproletari - umiliati - cancellano nella loro carta d'identità il
termine del loro mestiere, per sostituirlo con la qualifica di "studente".
Naturalmente, da quando hanno cominciato a vergognarsi della loro ignoranza,
hanno cominciato anche a disprezzare la cultura (caratteristica piccolo
borghese, che essi hanno subito acquisito per mimesi)."
ideaprima1@googlemail.com 31 Mag 2017 08:08
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 06:52:25 UTC+2, paup...@gmail.com ha
scritto:



> Ogni ulteriore acculturamento (ossia cultura non conquistata ma subita) altro
non e` che il salario minimo pagato per alimentare questo circolo vizioso.
>
> Possiamo immaginarlo anche come "reddito di cittadinanza": il beneficiario si
sentira` appagato e considerera` la cultura (quella che ha bisogno di conquista
e rinuncia) come faticosa; allo stesso tempo odiera` l`ignoranza schietta,
avendone vergogna, operando attivamente per sua eliminazione.
>


la cultura non ha bisogno di conquista e rinuncia. E' aspirazione... spesso
innata. Aspirazione dell'essere che vi è portato.
E, anzi, spesso chi è assillato da problemi di sopravvivenza si abbrutisce... e
certamente non è nelle condizioni di darsi ad altro.
E, comunque, il diritto alla propria sopravvivenza lo ha chiunque, non soltanto
chi è portato per la cultura.
Che si inizi quindi a darlo, finalmente, sto "reddito di cittadinanza", che non
è che il minimo dovuto a ogni persona costretta a stare in un sistema in cui
non ha modo di poter vivere, dopo che la si è privata del suo stesso pianeta, o
ecosistema, che le avrebbe fornito i mezzi per poterlo fare.
E poi... una persona che non è presa dall'assillo del dover sopravvivere avrà
il tempo per darsi a cose meno terra terra. Oppure sei di quelli che considerano
ogni essere umano meno di una bestia, che di suo non aspira ad altro che cibarsi
bere e ******* ? Certamente ci sono pure costoro, ma sicuramente non soltanto
costoro. E privare del diritto alla sopravvivenza è un crimine in entrambi i
casi.
pauperino@gmail.com 31 Mag 2017 08:38
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 08:08:59 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:

> Che si inizi quindi a darlo, finalmente, sto "reddito di cittadinanza", che
non è che il minimo dovuto a ogni persona costretta a stare in un sistema in
cui non ha modo di poter vivere, dopo che la si è privata del suo stesso
pianeta, o ecosistema, che le avrebbe fornito i mezzi per poterlo fare.
> E poi... una persona che non è presa dall'assillo del dover sopravvivere
avrà il tempo per darsi a cose meno terra terra.

Alla fine diciamo le stesse cose, con un`importante differenza: per me e` la
cultura reale il "reddito di cittadinanza" (se vogliamo chiamarlo cosi`): cioe`
la condizione di poverta` dignitosa, dove non manca il necessario; mentre
l`acculturazione passiva (sottoculture) corrisponde ad un lavoro sottopagato e
degradante; con l`illusione dell`appagamento dovuto al superfluo.
ideaprima1@googlemail.com 31 Mag 2017 08:52
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 08:38:15 UTC+2, paup...@gmail.com ha
scritto:
> Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 08:08:59 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>
>> Che si inizi quindi a darlo, finalmente, sto "reddito di cittadinanza", che
non è che il minimo dovuto a ogni persona costretta a stare in un sistema in
cui non ha modo di poter vivere, dopo che la si è privata del suo stesso
pianeta, o ecosistema, che le avrebbe fornito i mezzi per poterlo fare.
>> E poi... una persona che non è presa dall'assillo del dover sopravvivere
avrà il tempo per darsi a cose meno terra terra.
>
> Alla fine diciamo le stesse cose, con un`importante differenza: per me e` la
cultura reale il "reddito di cittadinanza" (se vogliamo chiamarlo cosi`): cioe`
la condizione di poverta` dignitosa, dove non manca il necessario; mentre
l`acculturazione passiva (sottoculture) corrisponde ad un lavoro sottopagato e
degradante; con l`illusione dell`appagamento dovuto al superfluo.





mi sarebbe senbrato strano l'opposto, paup.
ideaprima1@googlemail.com 31 Mag 2017 09:02
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 08:52:23 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
> Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 08:38:15 UTC+2, paup...@gmail.com ha
scritto:
>> Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 08:08:59 UTC+2, ideap...@googlemail.com
ha scritto:
>>
>>> Che si inizi quindi a darlo, finalmente, sto "reddito di cittadinanza",
che non è che il minimo dovuto a ogni persona costretta a stare in un sistema
in cui non ha modo di poter vivere, dopo che la si è privata del suo stesso
pianeta, o ecosistema, che le avrebbe fornito i mezzi per poterlo fare.
>>> E poi... una persona che non è presa dall'assillo del dover sopravvivere
avrà il tempo per darsi a cose meno terra terra.
>>
>> Alla fine diciamo le stesse cose, con un`importante differenza: per me e` la
cultura reale il "reddito di cittadinanza" (se vogliamo chiamarlo cosi`): cioe`
la condizione di poverta` dignitosa, dove non manca il necessario; mentre
l`acculturazione passiva (sottoculture) corrisponde ad un lavoro sottopagato e
degradante; con l`illusione dell`appagamento dovuto al superfluo.
>
>
>
>
>
> mi sarebbe senbrato strano l'opposto, paup.


... purchè tutti abbiano modo di poter vivere dignitosamente.
Il reddito di cittadinanza per chiunque è una base indispensabile per poter
sopravvivere... che dovrebbe essere comprensivo pure di una certa cifra che
tenga conto del diritto di ciascuno non solamente alle necessità fisiologiche
(una casa, luce e riscaldamento, cibo, abiti e cure mediche di base), ma pure
del suo diritto ad una sua realizzazione in altro... creativo, espressivo,
culturale, ricreativo ecc.
In altri paesi è così da tempo.
thisDeadBoy 31 Mag 2017 09:07
La guerra è pace
La libertà è schiavitù
L'ignoranza è forza
thisDeadBoy 31 Mag 2017 09:36
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 09:25:42 UTC+2, rawmode ha scritto:

> Il Tao(delle origini) dice che la vera forza e' la debolezza..

Evidentemente il socing non è taoista.

> il forte e rigido si spezza, il debole no..

Non si spezza ma si piega, e piega che
ti piega rimani piegato. Mi sono spiegato?

> La cultura come al solito e' un mito; a che vuoi che serva!?

Serve a condividere, la condivisione è un mito?
Non direi, anche il mito per essere tale dipende
dalla condivisione.

> Questa e' la cultura, sapere a cosa serve: una enciclopedia
> universale a che vuoi che serva!

Ai venditori di scaffali?

> Internet ha definitivamente affossato ogni ulteriore conato di
> cultura, ogni ulteriore cinguettio e' definitivamente zittito..

E non sei contento, mi pareva che tu ti fossi definito
una macchina, sant'Id***** qui dovresti essere al settimo
cielo.

> Stiamo gia' apprendendo a connessione diretta una serie sterminata
> di informazioni senza alcun senso. Questo era il senso dell'articolo;

Non c'è apprensione senza senso, il problema non sono
le informazioni ma le relazioni, sono queste ultime che
formano la persona, la cultura, la società e... gli ipertesti.

> e gia' che Pasolini amava sia il proletariato, che i proletarii stessi..
> Se si fossero acculturati non li avrebbe piu' amati..

Perchè era popolo non proletariato, il proletariato è una
creatura del... socing.
thisDeadBoy 31 Mag 2017 09:56
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 09:51:15 UTC+2, rawmode ha scritto:

> Mbeh, sono le spighe piegate quelle piene, non
> quelle che svettano giulive.. circa diceva
> il sommo poeta..

Mbah, ma quelle si piegano per il frutto, si piegano di loro.
Qui invece si tratta di una brutta piega. Forse tu non hai
presente il socing, immagina uno stivale che calpesta un volto
umano per sempre.

> Si possono condividere parole non il resto...

E' un buon inizio, senza quello il resto manca.
pauperino@gmail.com 31 Mag 2017 10:51
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 09:25:42 UTC+2, rawmode ha scritto:

> Internet ha definitivamente affossato ogni ulteriore conato di
> cultura, ogni ulteriore cinguettio e' definitivamente zittito..
> Stiamo gia' apprendendo a connessione diretta una serie sterminata
> di informazioni senza alcun senso. Questo era il senso dell'articolo;
> e gia' che Pasolini amava sia il proletariato, che i proletarii stessi..
> Se si fossero acculturati non li avrebbe piu' amati..

Non siamo in un periodo dove la vera cultura, per me, consiste in cio` che si
decide di ignorare attivamente: nel mio caso, l`inglese ******* delle
sottoculture), e Orwell, che considero un divulgatore neanche tanto originale
(meglio leggere Kraus e "La terza notte di Valpurga").
thisDeadBoy 31 Mag 2017 10:55
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 10:51:02 UTC+2, paup...@gmail.com ha
scritto:

> un divulgatore neanche tanto originale

Come può l'originalità caratterizzare un divulgatore?
pauperino@gmail.com 31 Mag 2017 10:59
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 08:52:23 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>> Alla fine diciamo le stesse cose, con un`importante differenza: per me e` la
cultura reale il "reddito di cittadinanza" (se vogliamo chiamarlo cosi`): cioe`
la condizione di poverta` dignitosa, dove non manca il necessario; mentre
l`acculturazione passiva (sottoculture) corrisponde ad un lavoro sottopagato e
degradante; con l`illusione dell`appagamento dovuto al superfluo.
>
>
>
>
>
> mi sarebbe senbrato strano l'opposto, paup.

Si`, ma il "reddito di cittadinanza", per me, e` ricattatorio: non essendo
gratuito ma dato a condizione di accettare qualsiasi lavoro, anche
sottoqualificato; in questo modo si abbassa il valore del lavoro (oltre a
moderare il salario).

La stessa cosa succede con la sottocultura: non e` gratuita, perche`
l`acculturato passivo sente il bisogno di eliminare la vera ignoranza (che
odia), attivandosi a sua volta come "acculturatore" di sottocultura.
pauperino@gmail.com 31 Mag 2017 11:00
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 10:55:24 UTC+2, thisDeadBoy ha scritto:
> Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 10:51:02 UTC+2, paup...@gmail.com ha
scritto:
>
>> un divulgatore neanche tanto originale
>
> Come può l'originalità caratterizzare un divulgatore?

Magari con lo stile di scrittura? hai mai letto Kraus?
thisDeadBoy 31 Mag 2017 11:04
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 11:00:00 UTC+2, paup...@gmail.com ha
scritto:

>> Come può l'originalità caratterizzare un divulgatore?
>
> Magari con lo stile di scrittura?

Aah quindi come forma non come contenuti.

> hai mai letto Kraus?

No, non ho una cultura alta. Ho letto Orwell, in italiano.
pauperino@gmail.com 31 Mag 2017 11:27
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 11:04:30 UTC+2, thisDeadBoy ha scritto:
> Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 11:00:00 UTC+2, paup...@gmail.com ha
scritto:
>
>>> Come può l'originalità caratterizzare un divulgatore?
>>
>> Magari con lo stile di scrittura?
>
> Aah quindi come forma non come contenuti.
>
>> hai mai letto Kraus?
>
> No, non ho una cultura alta. Ho letto Orwell, in italiano.

Alla fine l`ignoranza e la cultura servono a non farsi intimidire; come chi ha
una rendita e chi vive d`aria non hanno problemi a trattare sullo stipen***** (a
proprio favore): e` chi e` nella situazione intermedia (bagnomaria della
sottocultura) che e` ricattabile.
pauperino@gmail.com 31 Mag 2017 12:06
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 11:27:21 UTC+2, paup...@gmail.com ha
scritto:

> Alla fine l`ignoranza e la cultura servono a non farsi intimidire; come chi ha
una rendita e chi vive d`aria non hanno problemi a trattare sullo stipen***** (a
proprio favore): e` chi e` nella situazione intermedia (bagnomaria della
sottocultura) che e` ricattabile.

Questo perche` solo l`ignoranza e` veramente gratuita. La semi-cultura invece,
come il reddito di cittadinanza "a condizione" nei confronti del lavoro, serve a
livellare verso il basso la qualita` della cultura, appiattendola in una zona
"comoda", che tarpa ogni aspirazione piu` elevata.
thisDeadBoy 31 Mag 2017 12:58
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 11:27:21 UTC+2, paup...@gmail.com ha
scritto:
> Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 11:04:30 UTC+2, thisDeadBoy ha scritto:
>> Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 11:00:00 UTC+2, paup...@gmail.com ha
scritto:
>>
>>>> Come può l'originalità caratterizzare un divulgatore?
>>>
>>> Magari con lo stile di scrittura?
>>
>> Aah quindi come forma non come contenuti.
>>
>>> hai mai letto Kraus?
>>
>> No, non ho una cultura alta. Ho letto Orwell, in italiano.
>
> Alla fine l`ignoranza e la cultura servono a non farsi intimidire

Abbiamo due assunzioni diverse di ignoranza e cultura.
Per me l'ignoranza è da evitare e la cultura da perseguire.
Si può essere sapienti e acculturati e forse proprio per
questo aver maggiori timori.

> come chi ha una rendita e chi vive d`aria non hanno problemi
> a trattare sullo stipen***** (a proprio favore)

Si tratta di interesse, argomento... sensibile.

> e` chi e` nella situazione intermedia (bagnomaria della
> sottocultura) che e` ricattabile.

Penso che ognuno abbia il suo tallone d'Achille.
rawmode 31 Mag 2017 13:41
<pauperino@


> Alla fine l`ignoranza e la cultura servono a non farsi intimidire; come
> chi ha una rendita e chi vive d`aria non hanno problemi a trattare sullo
> stipen***** (a proprio favore): e` chi e` nella situazione intermedia
> (bagnomaria della sottocultura) che e` ricattabile.

Questo perche` solo l`ignoranza e` veramente gratuita. La semi-cultura
invece, come il reddito di cittadinanza "a condizione" nei confronti del
lavoro, serve a livellare verso il basso la qualita` della cultura,
appiattendola in una zona "comoda", che tarpa ogni aspirazione piu` elevata.


.....

Mah io ho solo la cultura, per il resto vivo d'aria..
certo non potro' farlo per sempre ma intanto non e' che penso
a come lavorare!!:)) e state freschi!
Pensare a vostro modo, ovvero partecipare in uno dei vostri modi
equivale a partecipare al banchetto degli spettri, in qualita' di pietanza,
per la precisione. Ma penso piuttosto a come sopravvivere senza..
senza alcuno dei beni che la societa', prima ti ha strappato e ora sembra
che ti faccia l'elemosina, per ridartelo! e badate bene...
ma badate molto bene!
A parole.
rawmode 31 Mag 2017 13:55
"rawmode"



> per la precisione. Ma penso piuttosto a come sopravvivere senza..
> senza alcuno dei beni che la societa', prima ti ha strappato e ora sembra
> che ti faccia l'elemosina, per ridartelo! e badate bene...
> ma badate molto bene!
> A parole.
>

Pagate pure invece(per legge) la pensione a vita ai parlamentari che si sono
stravaccati in quattro anni
di sacrificio, per voi, che ne hanno piu' bisogno di me, poverini!!
Mi domando come fareste senza di loro!! Ed io stesso non riesco a darmi
spiegazioni di me,
senza il parlamento italiano!! Prego tutte le sere che io possa lavorare e
pagare codesta rendita!
ideaprima1@googlemail.com 31 Mag 2017 14:56
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 10:59:02 UTC+2, paup...@gmail.com ha
scritto:
> Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 08:52:23 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>>> Alla fine diciamo le stesse cose, con un`importante differenza: per me e`
la cultura reale il "reddito di cittadinanza" (se vogliamo chiamarlo cosi`):
cioe` la condizione di poverta` dignitosa, dove non manca il necessario; mentre
l`acculturazione passiva (sottoculture) corrisponde ad un lavoro sottopagato e
degradante; con l`illusione dell`appagamento dovuto al superfluo.
>>
>>
>>
>>
>>
>> mi sarebbe senbrato strano l'opposto, paup.
>
> Si`, ma il "reddito di cittadinanza", per me, e` ricattatorio: non essendo
gratuito ma dato a condizione di accettare qualsiasi lavoro, anche
sottoqualificato; in questo modo si abbassa il valore del lavoro (oltre a
moderare il salario).
>




no..... so che almeno in Germania si ha il diritto di rifiutarlo se non è un
lavoro per il quale siamo portati, e/o per il quale si ha studiato... insomma se
non rispecchia almeno in ampia parte le nostre aspettative e la nostra
personalità.
pauperino@gmail.com 6 Giu 2017 11:59
Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 09:04:30 UTC, thisDeadBoy ha scritto:
> Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 11:00:00 UTC+2, paup...@gmail.com ha
scritto:
>> hai mai letto Kraus?
>
> No, non ho una cultura alta. Ho letto Orwell, in italiano.

Anche Kraus si preoccupa dell`impoverimento della ******* Farlo in inglese
pero` non ha senso: perche` l`inglese e` appunto il punto piu` basso raggiunto
dalla comunicazione umana; oltre ci sarebbe soltanto la comunicazione per
immagini: ma l`inglese e` gia` comunicazione per immagini: sostituizione
perfetta del /logos/ con l`/eidolon/. L`inglese e` infatti una *******
ideogrammatica (debole o nulla corrispondenza tra il segno e la pronuncia) senza
possibilita` di stile (composto da formule fisse, ripetute allo sfinimento).
ideaprima1@googlemail.com 6 Giu 2017 14:06
Il giorno martedì 6 giugno 2017 11:59:41 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:
> Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 09:04:30 UTC, thisDeadBoy ha scritto:
>> Il giorno mercoledì 31 maggio 2017 11:00:00 UTC+2, paup...@gmail.com ha
scritto:
>>> hai mai letto Kraus?
>>
>> No, non ho una cultura alta. Ho letto Orwell, in italiano.
>
> Anche Kraus si preoccupa dell`impoverimento della ******* Farlo in inglese
pero` non ha senso: perche` l`inglese e` appunto il punto piu` basso raggiunto
dalla comunicazione umana; oltre ci sarebbe soltanto la comunicazione per
immagini: ma l`inglese e` gia` comunicazione per immagini: sostituizione
perfetta del /logos/ con l`/eidolon/. L`inglese e` infatti una *******
ideogrammatica (debole o nulla corrispondenza tra il segno e la pronuncia) senza
possibilita` di stile (composto da formule fisse, ripetute allo sfinimento).


ahahahah ..... odi talmente tanto l'inglese che non ti sei mai letto niente
della letteratura vuoi inglese che americana. Ovvio... altrimenti non diresti
così.

Dai un'occhiata, va'!


https://www.google.it/webhp?complete=0&gws_rd=ssl#complete=0&q=letteratura+inglese+e+americana


tanto per iniziare
pauperino@gmail.com 6 Giu 2017 19:06
Il giorno martedì 6 giugno 2017 12:06:41 UTC, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
> Il giorno martedì 6 giugno 2017 11:59:41 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:

> ahahahah ..... odi talmente tanto l'inglese che non ti sei mai letto niente
della letteratura vuoi inglese che americana. Ovvio... altrimenti non diresti
così.

A me basta leggere Borges, che ha detto che un solo aggettivo dell`Eneide e`
superiore a tutta la letteratura inglese (con il resto).

Studi scientifici hanno stabilito che l`inglese attiva (si fa per dire) aree
cerebrali divere da quelle comuni a tutte le altre lingue: per esperienza
personale, vedo che quando leggo qualcosa in inglese il mio cervello e` come se
si spegnesse (non mi succede lo stesso con l`arabo, il tedesco, il greco antico
e il latino).

Io arrivo quindi a supporre che l`inglese non sia una vera ******* (formata
cioe` da parole), ma un linguaggio per immagini, piu` superficiale/sentimentale
che razionale/profondo.

Canzone parodia del sentimentalismo:
https://youtu.be/r6xIIHFhZgg?list=PL9DE1B830399D226A
pauperino@gmail.com 6 Giu 2017 19:09
Il giorno martedì 6 giugno 2017 17:06:44 UTC, paup...@gmail.com ha scritto:

> Canzone parodia del sentimentalismo:
> https://youtu.be/r6xIIHFhZgg?list=PL9DE1B830399D226A

Ho sbagliato indirizzo; quello corretto:
https://youtu.be/9hrQe1vSgks
ideaprima1@googlemail.com 6 Giu 2017 20:08
Il giorno martedì 6 giugno 2017 19:06:44 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:
> Il giorno martedì 6 giugno 2017 12:06:41 UTC, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>> Il giorno martedì 6 giugno 2017 11:59:41 UTC+2, paup...@gmail.com ha
scritto:
>

ideaprima

>> ahahahah ..... odi talmente tanto l'inglese che non ti sei mai letto niente
della letteratura vuoi inglese che americana. Ovvio... altrimenti non diresti
così.
>

> A me basta leggere Borges, che ha detto che un solo aggettivo dell`Eneide e`
superiore a tutta la letteratura inglese (con il resto).
>

evabbè ... uno solo... e quale sarebbe secondo lui? :):):)


ma devo dire che le poesie di Borges non mi piacciono per niente.
Per cui ...!
pauperino@gmail.com 7 Giu 2017 17:58
Il giorno martedì 6 giugno 2017 18:08:47 UTC, ideap...@googlemail.com ha
scritto:

> ma devo dire che le poesie di Borges non mi piacciono per niente.
> Per cui ...!

Allora prova a pensare a quelle sigle che solitamente vengono utilizzate nei
messaggi per esprimere stati d`animo in maniera codificata:

1) nel caso venissero pronunciate, siamo di fronte ad una regressione della
comunicazione al livello di emissione di versi degli animali (un gradino sotto
alle onomatopee)

2) altrimenti siamo in presenza non piu` di parole, ma di ideogrammi

l`inglese non e` molto distante da tutto cio`; in piu`, secondo me, ci sono due
altri aspetti in comune:

a) uno zelo codificatore, contrario alla naturale ambiguita` del linguaggio
umano
b) una fretta ingiuustificata


Questi aspetti sono degradanti perche`:

1) e` proprio della demenza prendere tutto alla lettera, senza capire ambiguita`
e sfumature di significato
2) la fretta la collego al sentimentalismo (vedi messaggio precedente), ovvero
all`irriflessione (agire d`impulso).

"Mais rien ne te presse"

https://www.youtube.com/watch?v=ONxMQ0_T6Ho&t=3m10s

La cultura, essendo "inutile", si puo` prendere tutto il tempo necessario.
Carlo Pierini 7 Giu 2017 18:13
Il giorno mercoledì 7 giugno 2017 17:58:08 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:
> Il giorno martedì 6 giugno 2017 18:08:47 UTC, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>
>> ma devo dire che le poesie di Borges non mi piacciono per niente.
>> Per cui ...!
>
> Allora prova a pensare a quelle sigle che solitamente vengono utilizzate nei
messaggi per esprimere stati d`animo in maniera codificata:
>
> 1) nel caso venissero pronunciate, siamo di fronte ad una regressione della
comunicazione al livello di emissione di versi degli animali (un gradino sotto
alle onomatopee)
>
> 2) altrimenti siamo in presenza non piu` di parole, ma di ideogrammi
>
> l`inglese non e` molto distante da tutto cio`; in piu`, secondo me, ci sono
due altri aspetti in comune:
>
> a) uno zelo codificatore, contrario alla naturale ambiguita` del linguaggio
umano
> b) una fretta ingiuustificata
>
>
> Questi aspetti sono degradanti perche`:
>
> 1) e` proprio della demenza prendere tutto alla lettera, senza capire
ambiguita` e sfumature di significato
> 2) la fretta la collego al sentimentalismo (vedi messaggio precedente), ovvero
all`irriflessione (agire d`impulso).
>
> "Mais rien ne te presse"
>
> https://www.youtube.com/watch?v=ONxMQ0_T6Ho&t=3m10s
>
> La cultura, essendo "inutile", si puo` prendere tutto il tempo necessario.

CARLO
...Ma se "l'ignoranza è forza", allora l'inglese è la ******* dei forti?
pauperino@gmail.com 7 Giu 2017 18:40
Il giorno mercoledì 7 giugno 2017 16:13:40 UTC, Carlo Pierini ha scritto:

> CARLO
> ...Ma se "l'ignoranza è forza", allora l'inglese è la ******* dei forti?

L`ignoranza (pasoliniana) e` forza; ma la forza, d`altra parte, permette
l`ignoranza: intesa come arbitrio ("solo il potere e` anarchico", sempre
Pasolini).
pauperino@gmail.com 7 Giu 2017 19:03
Il giorno mercoledì 7 giugno 2017 16:40:21 UTC, paup...@gmail.com ha scritto:

> L`ignoranza (pasoliniana) e` forza; ma la forza, d`altra parte, permette
l`ignoranza: intesa come arbitrio ("solo il potere e` anarchico", sempre
Pasolini).


Ti faccio un esempio di questa anarchia ignorante delle proprie stesse regole:
da una parte e` imposto un linguaggio in virtu`, si dice, dela sua praticita`;
allo stesso tempo, con una faccia di bronzo colossale, e` imposta una pronuncia
e un sistema di scrittura che non ha nulla di pratico.
thisDeadBoy 8 Giu 2017 08:41
Il giorno mercoledì 7 giugno 2017 19:03:44 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:

> Ti faccio un esempio di questa anarchia ignorante delle proprie
> stesse regole: da una parte e` imposto un linguaggio in virtu`,
> si dice, dela sua praticita`; allo stesso tempo, con una faccia
> di bronzo colossale, e` imposta una pronuncia e un sistema di
> scrittura che non ha nulla di pratico.

A questo punto sarei curioso di conoscere il tuo parere sul cinese.
ideaprima1@googlemail.com 8 Giu 2017 08:57
Il giorno mercoledì 7 giugno 2017 17:58:08 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:
> Il giorno martedì 6 giugno 2017 18:08:47 UTC, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>
>> ma devo dire che le poesie di Borges non mi piacciono per niente.
>> Per cui ...!
>
> Allora prova a pensare a quelle sigle che solitamente vengono utilizzate nei
messaggi per esprimere stati d`animo in maniera codificata:
>
> 1) nel caso venissero pronunciate, siamo di fronte ad una regressione della
comunicazione al livello di emissione di versi degli animali (un gradino sotto
alle onomatopee)
>
> 2) altrimenti siamo in presenza non piu` di parole, ma di ideogrammi
>
> l`inglese non e` molto distante da tutto cio`; in piu`, secondo me, ci sono
due altri aspetti in comune:
>
> a) uno zelo codificatore, contrario alla naturale ambiguita` del linguaggio
umano
> b) una fretta ingiuustificata
>
>
> Questi aspetti sono degradanti perche`:
>
> 1) e` proprio della demenza prendere tutto alla lettera, senza capire
ambiguita` e sfumature di significato
> 2) la fretta la collego al sentimentalismo (vedi messaggio precedente), ovvero
all`irriflessione (agire d`impulso).
>
> "Mais rien ne te presse"
>
> https://www.youtube.com/watch?v=ONxMQ0_T6Ho&t=3m10s
>
> La cultura, essendo "inutile", si puo` prendere tutto il tempo necessario.



il video, qui dove sto non lo vedo.
Per il resto ... che devo dire ancora che io non ripeta da tempo?
L'inglese la ritengo una ******* bellissima e del tutto speciale ... e la sua
letteratura è vasta e importante. Trovo che si possano modulare con essa tutto
il sentire che si intenda esprimere... certo, però, se lo si sa esprimere.
Certamente non è una ******* ampollòsa ... cosa che io detesto e che ritrovo
in altre lingue che tu ami. Questo vale pure per il tipo di cultura che tu
prediligi.
Io amo le cose discrete, sommesse, appartate,.. che solo chi ha un certo quid sa
dove cercare e trovare. E che non abbisognano di magniloquenze ed esibizioni
tronfie. Scusa, ma ho un diverso concetto della cultura.
pauperino@gmail.com 8 Giu 2017 09:48
Il giorno giovedì 8 giugno 2017 08:41:02 UTC+2, thisDeadBoy ha scritto:
> A questo punto sarei curioso di conoscere il tuo parere sul cinese.

In effetti l`inglese ha dei punti in comune con il cinese, ma queste differenze
sono per me decisive:

1) in cinese e` possibile scrivere un libro colto interamente formato da
monosillabi; in inglese no (gli inglesi, cioe`, si vergognano della forma della
loro stessa ******* .
2) esiste una tradizione culturale cinese; in inglese non esiste, oppure e`
stata importata (manierismo)
3) i cinesi hanno il loro sistema di caratteri (caratteristica importante per
razionalizzare la scrittura e la pronuncia)
4) la difficolta` nell`imparare a scrivere o a leggere il cinese e` di tipo per
cosi` dire "artistico", e non semplicemente arbitrario.
5) si puo` eventualmente rimediare alla mancanza di stile con la calligrafia

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