La filosofia e le sue questioni
 

Un'eterna "crisi di valori"
1 | 2 |

peter schlemihl 23 Mag 2017 22:00
A molti piace ripetere che viviamo in un tempo di “crisi dei valori”, ma
quando è cominciata questa crisi? Nel 1919 si era già a uno sta*****
avanzato di decadenza: ne abbiamo numerose testimonianze, tra le quali
si può citare quella offerta dai versi famosi di Yeats:

Things fall apart; the centre cannot hold; | Mere anarchy is loosed upon
the world, | The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere | The
ceremony of innocence is drowned; | The best lack all conviction, while
the worst | Are full of passionate intensity.

“le cose cadono a pezzi; il centro non regge più; sul mondo dilaga mera
anarchia, l’onda fosca di sangue dilaga, e in ogni luogo sommerge il
rito dell’innocenza; i migliori difettano d’ogni convinzione, i peggiori
sono colmi d’appassionata intensità.”

Tra il 1918 e il 1922 Spengler pubblicava “Il tramonto dell'Occidente”
annunciando la fine imminente della nostra civiltà. I decenni precedenti
(gli ultimi del XIX secolo) non erano stati improntati a maggior
ottimismo: l'idea di decadenza permeava gran parte della cultura di quel
tempo (ci sarà una ragione per cui il movimento letterario dominante
viene chiamato "decadentismo", no?). Uno dei temi chiave di Nietzsche è
proprio la décadence.

Siamo alle origini dell'epoca attuale e forse è comprensibile che
subito, fin da allora, si sia avvertita la tensione tra passato e
presente. Più sorprendente (e meno comprensibile) è trovare la "crisi
dei valori" imperante in piena "età della fede", in quel Me*****evo
integralmente cristiano che dovrebbe rappresentare l'esatto rovescio del
nostro secolarizzato mondo contemporaneo. Bernardo di Cluny, proprio
come Yeats, vede nella corruzione del suo tempo i segni dell'imminente
venuta dell'anti*****:

Hora novissima, tempora pessima sunt — vigilemus. | Ecce minaciter
imminet arbiter ille supremus. | Imminet imminet ut mala terminet, æqua
coronet, | Recta remuneret, anxia liberet, æthera donet.

“Questi sono gli ultimi giorni, i tempi peggiori: dobbiamo stare in
guardia. Ecco l'arrivo minaccioso del giudice supremo. Egli viene, sta
venendo a porre fine al male, a coronare il giusto, a premiare la
giustizia, a liberare il pensiero e a donare il cielo.”

Non è certo un testo isolato. La letteratura medievale è piena di
lamenti sulla "crisi dei valori" rispetto ai bei tempi antichi.
Probabilmente ne conoscete già un esempio celebre: quando Dante, nel
quindicesimo canto del Paradiso, incontra il suo avo Cacciaguida, questi
rimpiange con versi accorati l'epoca in cui

“Fiorenza dentro da la cerchia antica, [...] si stava in pace, sobria e
pudica.” (Par. XV, 97-99)

Ma la corruzione dei costumi avanza ormai senza pietà. Consumi
superflui, culto dell'esteriorità e avidità di denaro caratterizzano la
Firenze trecentesca. Una volta, scrive Dante, i padri non temevano di
compromettere il proprio tenore di vita a causa dei figli, né le culle
erano vuote a causa delle deviazioni *******

Non avea catenella, non corona, non gonne contigiate, non cintura che
fosse a veder più che la persona.

Non faceva, nascendo, ancor paura la figlia al padre, ché ’l tempo e la
dote non fuggien quinci e quindi la misura.

Non avea case di famiglia vòte; non v’era giunto ancor Sardanapalo a
mostrar ciò che ’n camera si puote. (Par. XV, 100-108)

Come si vede i valori in crisi erano molto simili a quelli di oggi. E
c'è un altro aspetto in cui Dante sembra estremamente attuale. Con la
stessa lucidità degli ammiratori di Trump e Salvini, egli individuava
acutamente la causa principale della corruzione: l'invasione degli
immigrati.

Sempre la confusion de le persone principio fu del mal de la cittade,
Par. XVI, 67-68

Chi, spassionatamente, potrebbe negare l'incompatibilità
etnico-culturale dei fiorentini puri con la marmaglia incivile dei
villani di Campi Bisenzio, Figline Valdarno, Certaldo e Signa? Come si
fa a

[...] sostener lo puzzo del villan d’Aguglion, di quel da Signa, che già
per barattare ha l’occhio aguzzo! Par. XVI, 55-57

Quindi la crisi dei valori ha origine nel Me*****evo? Neanche per sogno.
Facciamola breve, e rinunciamo a ricordare che si tratta di uno
stereotipo di cui i latini hanno ampiamente abusato. Gli autori dell'età
imperiale rimpiangono la repubblica, mentre in età repubblicana Catone
il censore rimpiangeva il “mos maiorum”, i costumi degli antenati, ahimè
decaduti ai tempi suoi (quelli delle guerre puniche).

Esageriamo. Andiamo proprio agli inizi. La nostra civiltà, la civiltà
occidentale, nasce in fondo con la Grecia antica. Ebbene, in età arcaica
Esiodo, il più antico dei poeti dopo Omero, scriveva desolato:

“fra la quinta stirpe non fossi mai nato, ma prima io fossi morto,
oppure piú tardi venuto alla luce! Poiché di ferro è questa progenie. Né
tregua un sol giorno avrà mai dal travaglio, dal pianto, dall’esser
distrutta e giorno e notte; e pene crudeli gli Dei ci daranno.”

C'è stata un'età dell'oro, poi sono venuti i tempi di argento e di
bronzo, ma adesso... oh signora mia, come sono decaduti i valori adesso!
Non è più come una volta. Firmato: Esiodo. Direttamente dal VII secolo
a.C.
peter schlemihl 23 Mag 2017 22:02
JEAN-LUC NANCY SULLA "CRISI DEI VALORI"

Siamo sommersi da tutti i lati da lamentele circa la “crisi dei valori”,
insieme con la richiesta di una loro restaurazione. Tale discorso sui
valori è prodotto e riprodotto innumerevoli volte. E tuttavia questo
genere di discorsi non ha avuto alcun effetto positivo su nessuno dei
grandi crolli, su nessuno dei drammi o delle mutazioni di questo secolo.
È stato anzi complice dei loro peggiori eccessi. Si sa, ad esempio, che
la quasi totalità del corpo dei filosofi tedeschi degli anni Trenta, dei
quali la maggioranza era costituita da "filosofi dei valori", o
appartenne, in modo deciso, al nazismo, o mancò di opporsi a
esso.

Da Jean‐Luc Nancy, The insufficiency of ‘values’ and the necessity
of ‘sense’, in “Cultural Values”, 1:1 (1997), 127-131, DOI:
10.1080/14797589709367138
Pierfrancesco 23 Mag 2017 22:55
Sembra che peter schlemihl abbia detto :
> A molti piace ripetere che viviamo in un tempo di “crisi dei valori”, ....
>
Con il dovuto rispetto a tante dotte citazioni vorrei portare il mio
contributo all'argomento:

https://groups.google.com/d/msg/it.cultura.filosofia/LtXND7N0x9U/2zObNm0AAwAJ

Da quanto mi si racconta, ho notizia che, almeno fra la gente comune,
molti decenni fa la situazione per molti di questi valori era un po'
migliore.

--
Questo post vuole essere solo uno spunto di riflessione.
per contatti: pierferraro@teletu.it

Pierfrancesco
Persio 24 Mag 2017 00:36
Il 23/05/2017 22:00, peter schlemihl ha scritto:
> A molti piace ripetere che viviamo in un tempo di “crisi dei valori”, ma
> quando è cominciata questa crisi?

Poiché i Valori sono fissi, mentre la realtà muta, ne consegue che i
Valori sono in crisi costantemente. Fin quando non mutano anch'essi.
Loris Dalla Rosa 24 Mag 2017 07:39
Il 24/05/2017 06:27, rawmode ha scritto:
> "peter schlemihl"
>
> ....
> Non è più come una volta. Firmato: Esiodo. Direttamente dal VII secolo
> a.C.
>
> ...
> Non ce ne fotte nulla dei valori di ieri e di oggi..
> NOn e' questo il problema come al solito,
> manco riuscite a vederlo!Ai valori ci state
> semplicemente camminando sopra, come se fosse
> la cosa piu' normale del mondo.
> Siete in crisi ma non ie' quella che dite e
> non fate le capre perche' oggi non e' proprio come ieri.
> Ora avete le nanotecnologie nei capelli e andate
> tutti fieri, altro che valori, manco sapete cosa sono.
> Siete svaporati di progressismo senza speranze.
>

Critica molto moralistica. Di valore? "O tempora, o mores!"
Ciao,
Loris
rawmode 24 Mag 2017 07:47
"Loris Dalla Rosa"


>
> Critica molto moralistica. Di valore? "O tempora, o mores!"
> Ciao,
> Loris
>

Tu conosci le "tempora" e io le mores, ma non sono
ancora pronte!!
Loris Dalla Rosa 24 Mag 2017 08:29
"rawmode" <wintherspecial@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:og36sk$18fu$1@gioia.aioe.org...
>
> "Loris Dalla Rosa"
>
>
>>
>> Critica molto moralistica. Di valore? "O tempora, o mores!"
>> Ciao,
>> Loris
>>
>
> Tu conosci le "tempora" e io le mores, ma non sono
> ancora pronte!!

Prova con le nespole. Con le "tempora" maturano le nespole, non le mores!

Ciao,
Loris
ideaprima1@googlemail.com 24 Mag 2017 08:49
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 06:29:13 UTC+2, rawmode ha scritto:
> "peter schlemihl"
>
> ....
> Non è più come una volta. Firmato: Esiodo. Direttamente dal VII secolo
> a.C.
>
> ...
> Non ce ne fotte nulla dei valori di ieri e di oggi..
> NOn e' questo il problema come al solito,
> manco riuscite a vederlo!Ai valori ci state
> semplicemente camminando sopra, come se fosse
> la cosa piu' normale del mondo.
> Siete in crisi ma non ie' quella che dite e
> non fate le capre perche' oggi non e' proprio come ieri.
> Ora avete le nanotecnologie nei capelli e andate
> tutti fieri, altro che valori, manco sapete cosa sono.
> Siete svaporati di progressismo senza speranze.





qualcosa così.... sì.
Diciamo che è il vuoto venutosi a creare staccando gli esseri umani dalla
natura, dal proprio pianeta e ecosistema, con tutto ciò che questo comporta.
Una totale alienazione che se effettuata di colpo non sarebbe stata sopportata
ed avrebbe comportato subitaneamente la fine dell'umanità stessa, ma... è
stato un distacco voluto, premeditato, studiato nei minimi particolari senza
fretta, da parte di chi voleva questo cambiamento umano e di ecosistema. Se la
sono presa molto calma, perfettamente determinati e consapevoli di ciò che
intendevano ottenere, ed hanno accompagnato il capovolgimento dall'uomo naturale
a questo, artificiale, sostituendo piano piano nel corso del tempo (molti
decenni, ma il progetto risale a prima ancora) ogni cosa naturale, e via via
tutte quante, con altre, artefatte.... vuote di qualsiasi sostanza, e funzione,
e ciclo e ritmo naturale, e legame culturale e di valori, appunto, (ecc), ogni
cosa che con il precedente stato naturale avesse a che fare. Molto è stato
ottenuto con le ******* che hanno preparato il terreno, e cervelli e menti, ad
"altro"... e poi televisioni, sport di massa, e media che hanno portato l'uomo a
"svagare" l'attenzione dai bisogni suoi personali basilari,reali, dal suo mondo
e dal suo privato, per sostituirglieli nel cervello con concetti di appartenenza
ad un mondo sempre più globalizzato e finto... e così via... e di passo in
passo si è stati inc*****ati in una strada voluta, fatta credere la sola e
l'unica e che in fondo per alcuni versi era gradita a coloro che rimanevano
incantati da questo "progresso" e dai prodotti tecnologici... e che accettavano
acriticamente e come inebriati da questi oggetti accattivanti la sostituzionie
di valori e del mondo cui le nostre radici affondavano da sempre. Le hanno
divelte lentamente, silenziosamente, distogliendo l'attenzione per poterlo fare
e sostituire al nostro modo di essere ed eco-sistema una serra artificiale e
disanimata... il cui nutrimento è pur esso artificiale, come l'aria e ormai
tutto quanto.
C'è chi non ne è stato distolto, o in modo minore ... e che ricorda... con
ogni sua cellula viva, oltre che con la mente. Per questo, si parla di valori
perduti. E se lo si fa, se si ricorda, ritengo sia un bene... ma solo se
accompagnato dall'azione tesa a ripristinare l'umanità perduta, il regno
perduto... il nostro ecosistema naturale, quasi del tutto perduto .. la
possibilità di immergere, affondare ancora le mani in una terra dalla quale ci
stanno distaccando, e tornare a farle dare frutti in cicli e ritmi di giorni e
notti vivi che ci riconnettano alla linfa viva del pianeta... questo nostro
pianeta che stanno sterilizzando, artefacendo, mutando... per consegnarlo a
esseri diversi da noi, da ciò che eravamo e ancora siamo in fondo in fondo, in
questi nostri ultimi sussulti di presa di coscienza.
E' il nostro pianeta... ce ne stanno privando, togliendo. Non possono esistere
valori avulsi dal nostro stesso modo di essere e dal nostro ecosistema, che ci
dà vita.
Chenickname 24 Mag 2017 09:01
Il giorno martedì 23 maggio 2017 22:00:08 UTC+2, peter schlemihl ha scritto:
> A molti piace ripetere che viviamo in un tempo di “crisi dei valori”, ma
> quando è cominciata questa crisi? Nel 1919 si era già a uno sta*****
> avanzato di decadenza: ne abbiamo numerose testimonianze, tra le quali
> si può citare quella offerta dai versi famosi di Yeats:
>
> Things fall apart; the centre cannot hold; | Mere anarchy is loosed upon
> the world, | The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere | The
> ceremony of innocence is drowned; | The best lack all conviction, while
> the worst | Are full of passionate intensity.
>
> “le cose cadono a pezzi; il centro non regge più; sul mondo dilaga mera
> anarchia, l’onda fosca di sangue dilaga, e in ogni luogo sommerge il
> rito dell’innocenza; i migliori difettano d’ogni convinzione, i peggiori
> sono colmi d’appassionata intensità.”
>
> Tra il 1918 e il 1922 Spengler pubblicava “Il tramonto dell'Occidente”
> annunciando la fine imminente della nostra civiltà. I decenni precedenti
> (gli ultimi del XIX secolo) non erano stati improntati a maggior
> ottimismo: l'idea di decadenza permeava gran parte della cultura di quel
> tempo (ci sarà una ragione per cui il movimento letterario dominante
> viene chiamato "decadentismo", no?). Uno dei temi chiave di Nietzsche è
> proprio la décadence.
>
> Siamo alle origini dell'epoca attuale e forse è comprensibile che
> subito, fin da allora, si sia avvertita la tensione tra passato e
> presente. Più sorprendente (e meno comprensibile) è trovare la "crisi
> dei valori" imperante in piena "età della fede", in quel Me*****evo
> integralmente cristiano che dovrebbe rappresentare l'esatto rovescio del
> nostro secolarizzato mondo contemporaneo. Bernardo di Cluny, proprio
> come Yeats, vede nella corruzione del suo tempo i segni dell'imminente
> venuta dell'anti*****:
>
> Hora novissima, tempora pessima sunt — vigilemus. | Ecce minaciter
> imminet arbiter ille supremus. | Imminet imminet ut mala terminet, æqua
> coronet, | Recta remuneret, anxia liberet, æthera donet.
>
> “Questi sono gli ultimi giorni, i tempi peggiori: dobbiamo stare in
> guardia. Ecco l'arrivo minaccioso del giudice supremo. Egli viene, sta
> venendo a porre fine al male, a coronare il giusto, a premiare la
> giustizia, a liberare il pensiero e a donare il cielo.”
>
> Non è certo un testo isolato. La letteratura medievale è piena di
> lamenti sulla "crisi dei valori" rispetto ai bei tempi antichi.
> Probabilmente ne conoscete già un esempio celebre: quando Dante, nel
> quindicesimo canto del Paradiso, incontra il suo avo Cacciaguida, questi
> rimpiange con versi accorati l'epoca in cui
>
> “Fiorenza dentro da la cerchia antica, [...] si stava in pace, sobria e
> pudica.” (Par. XV, 97-99)
>
> Ma la corruzione dei costumi avanza ormai senza pietà. Consumi
> superflui, culto dell'esteriorità e avidità di denaro caratterizzano la
> Firenze trecentesca. Una volta, scrive Dante, i padri non temevano di
> compromettere il proprio tenore di vita a causa dei figli, né le culle
> erano vuote a causa delle deviazioni *******
>
> Non avea catenella, non corona, non gonne contigiate, non cintura che
> fosse a veder più che la persona.
>
> Non faceva, nascendo, ancor paura la figlia al padre, ché ’l tempo e la
> dote non fuggien quinci e quindi la misura.
>
> Non avea case di famiglia vòte; non v’era giunto ancor Sardanapalo a
> mostrar ciò che ’n camera si puote. (Par. XV, 100-108)
>
> Come si vede i valori in crisi erano molto simili a quelli di oggi. E
> c'è un altro aspetto in cui Dante sembra estremamente attuale. Con la
> stessa lucidità degli ammiratori di Trump e Salvini, egli individuava
> acutamente la causa principale della corruzione: l'invasione degli
> immigrati.
>
> Sempre la confusion de le persone principio fu del mal de la cittade,
> Par. XVI, 67-68
>
> Chi, spassionatamente, potrebbe negare l'incompatibilità
> etnico-culturale dei fiorentini puri con la marmaglia incivile dei
> villani di Campi Bisenzio, Figline Valdarno, Certaldo e Signa? Come si
> fa a
>
> [...] sostener lo puzzo del villan d’Aguglion, di quel da Signa, che già
> per barattare ha l’occhio aguzzo! Par. XVI, 55-57
>
> Quindi la crisi dei valori ha origine nel Me*****evo? Neanche per sogno.
> Facciamola breve, e rinunciamo a ricordare che si tratta di uno
> stereotipo di cui i latini hanno ampiamente abusato. Gli autori dell'età
> imperiale rimpiangono la repubblica, mentre in età repubblicana Catone
> il censore rimpiangeva il “mos maiorum”, i costumi degli antenati, ahimè
> decaduti ai tempi suoi (quelli delle guerre puniche).
>
> Esageriamo. Andiamo proprio agli inizi. La nostra civiltà, la civiltà
> occidentale, nasce in fondo con la Grecia antica. Ebbene, in età arcaica
> Esiodo, il più antico dei poeti dopo Omero, scriveva desolato:
>
> “fra la quinta stirpe non fossi mai nato, ma prima io fossi morto,
> oppure piú tardi venuto alla luce! Poiché di ferro è questa progenie. Né
> tregua un sol giorno avrà mai dal travaglio, dal pianto, dall’esser
> distrutta e giorno e notte; e pene crudeli gli Dei ci daranno.”
>
> C'è stata un'età dell'oro, poi sono venuti i tempi di argento e di
> bronzo, ma adesso... oh signora mia, come sono decaduti i valori adesso!
> Non è più come una volta. Firmato: Esiodo. Direttamente dal VII secolo
> a.C.

___________________
Bel pezzo! :-)

________________________
Una nota utilitaristica.

Che cosa sono i *valori*? Sono i riferimenti, gli asintoti, i concetti
astratti dell'etica comportamentale corrente.
Che cos'e' l'etica comportamentale corrente? Quell'insieme di norme
che scaturiscono dalla massimizzazione del vantaggio comune.
Ovvio che, cambiando le condizioni al contorno, cambiando l'ambiente,
l'etica si adatti e di conseguenza i valori.

In passato le cose *andavano meglio* per semplici ragioni psicologiche:
eravamo piu' giovani, tendiamo a stereotipare i ricordi, non ci sono
piu' le stagioni di una volta, gli inverni erano fantastici, tutto si
ricopriva di candida neve e noi ci divertivamo facendo con la neve
pupazzi e palle. E' questa l'unica ragione per cui rimpiangiamo i
*valori* che non ci sono piu'.
ideaprima1@googlemail.com 24 Mag 2017 09:41
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:01:42 UTC+2, Chenickname ha scritto:
> Il giorno martedì 23 maggio 2017 22:00:08 UTC+2, peter schlemihl ha scritto:
>> A molti piace ripetere che viviamo in un tempo di “crisi dei valori”, ma
>> quando è cominciata questa crisi? Nel 1919 si era già a uno sta*****
>> avanzato di decadenza: ne abbiamo numerose testimonianze, tra le quali
>> si può citare quella offerta dai versi famosi di Yeats:
>>
>> Things fall apart; the centre cannot hold; | Mere anarchy is loosed upon
>> the world, | The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere | The
>> ceremony of innocence is drowned; | The best lack all conviction, while
>> the worst | Are full of passionate intensity.
>>
>> “le cose cadono a pezzi; il centro non regge più; sul mondo dilaga mera
>> anarchia, l’onda fosca di sangue dilaga, e in ogni luogo sommerge il
>> rito dell’innocenza; i migliori difettano d’ogni convinzione, i peggiori
>> sono colmi d’appassionata intensità.”
>>
>> Tra il 1918 e il 1922 Spengler pubblicava “Il tramonto dell'Occidente”
>> annunciando la fine imminente della nostra civiltà. I decenni precedenti
>> (gli ultimi del XIX secolo) non erano stati improntati a maggior
>> ottimismo: l'idea di decadenza permeava gran parte della cultura di quel
>> tempo (ci sarà una ragione per cui il movimento letterario dominante
>> viene chiamato "decadentismo", no?). Uno dei temi chiave di Nietzsche è
>> proprio la décadence.
>>
>> Siamo alle origini dell'epoca attuale e forse è comprensibile che
>> subito, fin da allora, si sia avvertita la tensione tra passato e
>> presente. Più sorprendente (e meno comprensibile) è trovare la "crisi
>> dei valori" imperante in piena "età della fede", in quel Me*****evo
>> integralmente cristiano che dovrebbe rappresentare l'esatto rovescio del
>> nostro secolarizzato mondo contemporaneo. Bernardo di Cluny, proprio
>> come Yeats, vede nella corruzione del suo tempo i segni dell'imminente
>> venuta dell'anti*****:
>>
>> Hora novissima, tempora pessima sunt — vigilemus. | Ecce minaciter
>> imminet arbiter ille supremus. | Imminet imminet ut mala terminet, æqua
>> coronet, | Recta remuneret, anxia liberet, æthera donet.
>>
>> “Questi sono gli ultimi giorni, i tempi peggiori: dobbiamo stare in
>> guardia. Ecco l'arrivo minaccioso del giudice supremo. Egli viene, sta
>> venendo a porre fine al male, a coronare il giusto, a premiare la
>> giustizia, a liberare il pensiero e a donare il cielo.”
>>
>> Non è certo un testo isolato. La letteratura medievale è piena di
>> lamenti sulla "crisi dei valori" rispetto ai bei tempi antichi.
>> Probabilmente ne conoscete già un esempio celebre: quando Dante, nel
>> quindicesimo canto del Paradiso, incontra il suo avo Cacciaguida, questi
>> rimpiange con versi accorati l'epoca in cui
>>
>> “Fiorenza dentro da la cerchia antica, [...] si stava in pace, sobria e
>> pudica.” (Par. XV, 97-99)
>>
>> Ma la corruzione dei costumi avanza ormai senza pietà. Consumi
>> superflui, culto dell'esteriorità e avidità di denaro caratterizzano la
>> Firenze trecentesca. Una volta, scrive Dante, i padri non temevano di
>> compromettere il proprio tenore di vita a causa dei figli, né le culle
>> erano vuote a causa delle deviazioni *******
>>
>> Non avea catenella, non corona, non gonne contigiate, non cintura che
>> fosse a veder più che la persona.
>>
>> Non faceva, nascendo, ancor paura la figlia al padre, ché ’l tempo e la
>> dote non fuggien quinci e quindi la misura.
>>
>> Non avea case di famiglia vòte; non v’era giunto ancor Sardanapalo a
>> mostrar ciò che ’n camera si puote. (Par. XV, 100-108)
>>
>> Come si vede i valori in crisi erano molto simili a quelli di oggi. E
>> c'è un altro aspetto in cui Dante sembra estremamente attuale. Con la
>> stessa lucidità degli ammiratori di Trump e Salvini, egli individuava
>> acutamente la causa principale della corruzione: l'invasione degli
>> immigrati.
>>
>> Sempre la confusion de le persone principio fu del mal de la cittade,
>> Par. XVI, 67-68
>>
>> Chi, spassionatamente, potrebbe negare l'incompatibilità
>> etnico-culturale dei fiorentini puri con la marmaglia incivile dei
>> villani di Campi Bisenzio, Figline Valdarno, Certaldo e Signa? Come si
>> fa a
>>
>> [...] sostener lo puzzo del villan d’Aguglion, di quel da Signa, che già
>> per barattare ha l’occhio aguzzo! Par. XVI, 55-57
>>
>> Quindi la crisi dei valori ha origine nel Me*****evo? Neanche per sogno.
>> Facciamola breve, e rinunciamo a ricordare che si tratta di uno
>> stereotipo di cui i latini hanno ampiamente abusato. Gli autori dell'età
>> imperiale rimpiangono la repubblica, mentre in età repubblicana Catone
>> il censore rimpiangeva il “mos maiorum”, i costumi degli antenati,
ahimè
>> decaduti ai tempi suoi (quelli delle guerre puniche).
>>
>> Esageriamo. Andiamo proprio agli inizi. La nostra civiltà, la civiltà
>> occidentale, nasce in fondo con la Grecia antica. Ebbene, in età arcaica
>> Esiodo, il più antico dei poeti dopo Omero, scriveva desolato:
>>
>> “fra la quinta stirpe non fossi mai nato, ma prima io fossi morto,
>> oppure piú tardi venuto alla luce! Poiché di ferro è questa progenie. Né
>> tregua un sol giorno avrà mai dal travaglio, dal pianto, dall’esser
>> distrutta e giorno e notte; e pene crudeli gli Dei ci daranno.”
>>
>> C'è stata un'età dell'oro, poi sono venuti i tempi di argento e di
>> bronzo, ma adesso... oh signora mia, come sono decaduti i valori adesso!
>> Non è più come una volta. Firmato: Esiodo. Direttamente dal VII secolo
>> a.C.
>
> ___________________
> Bel pezzo! :-)
>
> ________________________
> Una nota utilitaristica.
>
> Che cosa sono i *valori*? Sono i riferimenti, gli asintoti, i concetti
> astratti dell'etica comportamentale corrente.
> Che cos'e' l'etica comportamentale corrente? Quell'insieme di norme
> che scaturiscono dalla massimizzazione del vantaggio comune.
> Ovvio che, cambiando le condizioni al contorno, cambiando l'ambiente,
> l'etica si adatti e di conseguenza i valori.
>
> In passato le cose *andavano meglio* per semplici ragioni psicologiche:
> eravamo piu' giovani, tendiamo a stereotipare i ricordi, non ci sono
> piu' le stagioni di una volta, gli inverni erano fantastici, tutto si
> ricopriva di candida neve e noi ci divertivamo facendo con la neve
> pupazzi e palle. E' questa l'unica ragione per cui rimpiangiamo i
> *valori* che non ci sono piu'.


Parla per TE, Parla sempre per TE. Ficcatevi, ognuno, in testa questa cosa
semplice... ossia il piantarla di voler subdolamente plagiare e condizionare gli
altri.
Non si tratta di ricordare una giovinezza perduta(e che del resto manco vorrei
rivivere) ... ma proprio ciò che tu ora rinneghi.... la Vita. Quella umana e
del pianeta con quel dato ecosistema che tu mostri di disprezzare. Non so come
li vivevi, tu, quegli inverni fantastici, ricoperti di candida neve, forse eri
un cadavere ambulante come mostri di essere ora.... ma io li sento ancora in
me... e sempre li sentirò, insieme a tutte le infinite altre cose vive che
c'erano e stanno distruggendo... Perchè io non ho una memoria meccanica e
incapace di percezione reale, ma un ricordo reale, vivo tutt'ora e da allora.
Non si tratta di far belli i ricordi, ma di non essere morti a noi stessi... e
avere in noi ancora cellule rimaste vive ... nonchè la memoria del sangue.
Io non ricordo come era allora la natura, la vita, se non attraverso ciò che mi
manca. Che c'era e ora non più.... o che sta venendo meno.
Perchè la crisi si è affermata in occidente? ... perchè in oriente sono
ancora legati alla natura. Purtroppo stanno disanimando e artefacendo tutto
anche là ... piano piano.
Conto su una presa di coscienza accompagnata da una ripresa di vita naturale.
thisDeadBoy 24 Mag 2017 09:54
Quando si parla di valori invece del bene inizia la crisi.
Neva 24 Mag 2017 09:54
Il 23/05/2017 22:00, peter schlemihl ha scritto:
> A molti piace ripetere che viviamo in un tempo di “crisi dei valori”, ma
> quando è cominciata questa crisi? Nel 1919 si era già a uno sta*****
> avanzato di decadenza: ne abbiamo numerose testimonianze, tra le quali
> si può citare quella offerta dai versi famosi di Yeats:
>
> Things fall apart; the centre cannot hold; | Mere anarchy is loosed upon
> the world, | The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere | The
> ceremony of innocence is drowned; | The best lack all conviction, while
> the worst | Are full of passionate intensity.
>
> “le cose cadono a pezzi; il centro non regge più; sul mondo dilaga mera
> anarchia, l’onda fosca di sangue dilaga, e in ogni luogo sommerge il
> rito dell’innocenza; i migliori difettano d’ogni convinzione, i peggiori
> sono colmi d’appassionata intensità.”
>
> Tra il 1918 e il 1922 Spengler pubblicava “Il tramonto dell'Occidente”
> annunciando la fine imminente della nostra civiltà. I decenni precedenti
> (gli ultimi del XIX secolo) non erano stati improntati a maggior
> ottimismo: l'idea di decadenza permeava gran parte della cultura di quel
> tempo (ci sarà una ragione per cui il movimento letterario dominante
> viene chiamato "decadentismo", no?). Uno dei temi chiave di Nietzsche è
> proprio la décadence.
>
> Siamo alle origini dell'epoca attuale e forse è comprensibile che
> subito, fin da allora, si sia avvertita la tensione tra passato e
> presente. Più sorprendente (e meno comprensibile) è trovare la "crisi
> dei valori" imperante in piena "età della fede", in quel Me*****evo
> integralmente cristiano che dovrebbe rappresentare l'esatto rovescio del
> nostro secolarizzato mondo contemporaneo. Bernardo di Cluny, proprio
> come Yeats, vede nella corruzione del suo tempo i segni dell'imminente
> venuta dell'anti*****:
>
> Hora novissima, tempora pessima sunt — vigilemus. | Ecce minaciter
> imminet arbiter ille supremus. | Imminet imminet ut mala terminet, æqua
> coronet, | Recta remuneret, anxia liberet, æthera donet.
>
> “Questi sono gli ultimi giorni, i tempi peggiori: dobbiamo stare in
> guardia. Ecco l'arrivo minaccioso del giudice supremo. Egli viene, sta
> venendo a porre fine al male, a coronare il giusto, a premiare la
> giustizia, a liberare il pensiero e a donare il cielo.”
>
> Non è certo un testo isolato. La letteratura medievale è piena di
> lamenti sulla "crisi dei valori" rispetto ai bei tempi antichi.
> Probabilmente ne conoscete già un esempio celebre: quando Dante, nel
> quindicesimo canto del Paradiso, incontra il suo avo Cacciaguida, questi
> rimpiange con versi accorati l'epoca in cui
>
> “Fiorenza dentro da la cerchia antica, [...] si stava in pace, sobria e
> pudica.” (Par. XV, 97-99)
>
> Ma la corruzione dei costumi avanza ormai senza pietà. Consumi
> superflui, culto dell'esteriorità e avidità di denaro caratterizzano la
> Firenze trecentesca. Una volta, scrive Dante, i padri non temevano di
> compromettere il proprio tenore di vita a causa dei figli, né le culle
> erano vuote a causa delle deviazioni *******
>
> Non avea catenella, non corona, non gonne contigiate, non cintura che
> fosse a veder più che la persona.
>
> Non faceva, nascendo, ancor paura la figlia al padre, ché ’l tempo e la
> dote non fuggien quinci e quindi la misura.
>
> Non avea case di famiglia vòte; non v’era giunto ancor Sardanapalo a
> mostrar ciò che ’n camera si puote. (Par. XV, 100-108)
>
> Come si vede i valori in crisi erano molto simili a quelli di oggi. E
> c'è un altro aspetto in cui Dante sembra estremamente attuale. Con la
> stessa lucidità degli ammiratori di Trump e Salvini, egli individuava
> acutamente la causa principale della corruzione: l'invasione degli
> immigrati.
>
> Sempre la confusion de le persone principio fu del mal de la cittade,
> Par. XVI, 67-68
>
> Chi, spassionatamente, potrebbe negare l'incompatibilità
> etnico-culturale dei fiorentini puri con la marmaglia incivile dei
> villani di Campi Bisenzio, Figline Valdarno, Certaldo e Signa? Come si
> fa a
>
> [...] sostener lo puzzo del villan d’Aguglion, di quel da Signa, che già
> per barattare ha l’occhio aguzzo! Par. XVI, 55-57
>
> Quindi la crisi dei valori ha origine nel Me*****evo? Neanche per sogno.
> Facciamola breve, e rinunciamo a ricordare che si tratta di uno
> stereotipo di cui i latini hanno ampiamente abusato. Gli autori dell'età
> imperiale rimpiangono la repubblica, mentre in età repubblicana Catone
> il censore rimpiangeva il “mos maiorum”, i costumi degli antenati, ahimè
> decaduti ai tempi suoi (quelli delle guerre puniche).
>
> Esageriamo. Andiamo proprio agli inizi. La nostra civiltà, la civiltà
> occidentale, nasce in fondo con la Grecia antica. Ebbene, in età arcaica
> Esiodo, il più antico dei poeti dopo Omero, scriveva desolato:
>
> “fra la quinta stirpe non fossi mai nato, ma prima io fossi morto,
> oppure piú tardi venuto alla luce! Poiché di ferro è questa progenie. Né
> tregua un sol giorno avrà mai dal travaglio, dal pianto, dall’esser
> distrutta e giorno e notte; e pene crudeli gli Dei ci daranno.”
>
> C'è stata un'età dell'oro, poi sono venuti i tempi di argento e di
> bronzo, ma adesso... oh signora mia, come sono decaduti i valori adesso!
> Non è più come una volta. Firmato: Esiodo. Direttamente dal VII secolo
> a.C.
>
I Valori sono da sempre uno dei più efficaci armamentari di controllo e
di dominio inventati ad hoc dal potere religioso, politico ed economico
di turno in tutti i tempi e, infatti, come dice bene il vecchio adagio,
da sempre," chi governa non dorme" mentre i governati dormono eccome,
salvo pochi e brevi risvegli "guidati" dall'esterno, per la fatica e per
la cronica, ma non casuale ignoranza, o, al massimo, vivacchiano
all'ombra dei valori.
Chenickname 24 Mag 2017 10:55
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:41:34 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:01:42 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>> Il giorno martedì 23 maggio 2017 22:00:08 UTC+2, peter schlemihl ha
scritto:
>>> A molti piace ripetere che viviamo in un tempo di “crisi dei valori”,
ma
>>> quando è cominciata questa crisi? Nel 1919 si era già a uno sta*****
>>> avanzato di decadenza: ne abbiamo numerose testimonianze, tra le quali
>>> si può citare quella offerta dai versi famosi di Yeats:
>>>
>>> Things fall apart; the centre cannot hold; | Mere anarchy is loosed upon
>>> the world, | The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere | The
>>> ceremony of innocence is drowned; | The best lack all conviction, while
>>> the worst | Are full of passionate intensity.
>>>
>>> “le cose cadono a pezzi; il centro non regge più; sul mondo dilaga mera
>>> anarchia, l’onda fosca di sangue dilaga, e in ogni luogo sommerge il
>>> rito dell’innocenza; i migliori difettano d’ogni convinzione, i
peggiori
>>> sono colmi d’appassionata intensità.”
>>>
>>> Tra il 1918 e il 1922 Spengler pubblicava “Il tramonto dell'Occidente”
>>> annunciando la fine imminente della nostra civiltà. I decenni precedenti
>>> (gli ultimi del XIX secolo) non erano stati improntati a maggior
>>> ottimismo: l'idea di decadenza permeava gran parte della cultura di quel
>>> tempo (ci sarà una ragione per cui il movimento letterario dominante
>>> viene chiamato "decadentismo", no?). Uno dei temi chiave di Nietzsche è
>>> proprio la décadence.
>>>
>>> Siamo alle origini dell'epoca attuale e forse è comprensibile che
>>> subito, fin da allora, si sia avvertita la tensione tra passato e
>>> presente. Più sorprendente (e meno comprensibile) è trovare la "crisi
>>> dei valori" imperante in piena "età della fede", in quel Me*****evo
>>> integralmente cristiano che dovrebbe rappresentare l'esatto rovescio del
>>> nostro secolarizzato mondo contemporaneo. Bernardo di Cluny, proprio
>>> come Yeats, vede nella corruzione del suo tempo i segni dell'imminente
>>> venuta dell'anti*****:
>>>
>>> Hora novissima, tempora pessima sunt — vigilemus. | Ecce minaciter
>>> imminet arbiter ille supremus. | Imminet imminet ut mala terminet, æqua
>>> coronet, | Recta remuneret, anxia liberet, æthera donet.
>>>
>>> “Questi sono gli ultimi giorni, i tempi peggiori: dobbiamo stare in
>>> guardia. Ecco l'arrivo minaccioso del giudice supremo. Egli viene, sta
>>> venendo a porre fine al male, a coronare il giusto, a premiare la
>>> giustizia, a liberare il pensiero e a donare il cielo.”
>>>
>>> Non è certo un testo isolato. La letteratura medievale è piena di
>>> lamenti sulla "crisi dei valori" rispetto ai bei tempi antichi.
>>> Probabilmente ne conoscete già un esempio celebre: quando Dante, nel
>>> quindicesimo canto del Paradiso, incontra il suo avo Cacciaguida, questi
>>> rimpiange con versi accorati l'epoca in cui
>>>
>>> “Fiorenza dentro da la cerchia antica, [...] si stava in pace, sobria e
>>> pudica.” (Par. XV, 97-99)
>>>
>>> Ma la corruzione dei costumi avanza ormai senza pietà. Consumi
>>> superflui, culto dell'esteriorità e avidità di denaro caratterizzano la
>>> Firenze trecentesca. Una volta, scrive Dante, i padri non temevano di
>>> compromettere il proprio tenore di vita a causa dei figli, né le culle
>>> erano vuote a causa delle deviazioni *******
>>>
>>> Non avea catenella, non corona, non gonne contigiate, non cintura che
>>> fosse a veder più che la persona.
>>>
>>> Non faceva, nascendo, ancor paura la figlia al padre, ché ’l tempo e la
>>> dote non fuggien quinci e quindi la misura.
>>>
>>> Non avea case di famiglia vòte; non v’era giunto ancor Sardanapalo a
>>> mostrar ciò che ’n camera si puote. (Par. XV, 100-108)
>>>
>>> Come si vede i valori in crisi erano molto simili a quelli di oggi. E
>>> c'è un altro aspetto in cui Dante sembra estremamente attuale. Con la
>>> stessa lucidità degli ammiratori di Trump e Salvini, egli individuava
>>> acutamente la causa principale della corruzione: l'invasione degli
>>> immigrati.
>>>
>>> Sempre la confusion de le persone principio fu del mal de la cittade,
>>> Par. XVI, 67-68
>>>
>>> Chi, spassionatamente, potrebbe negare l'incompatibilità
>>> etnico-culturale dei fiorentini puri con la marmaglia incivile dei
>>> villani di Campi Bisenzio, Figline Valdarno, Certaldo e Signa? Come si
>>> fa a
>>>
>>> [...] sostener lo puzzo del villan d’Aguglion, di quel da Signa, che
già
>>> per barattare ha l’occhio aguzzo! Par. XVI, 55-57
>>>
>>> Quindi la crisi dei valori ha origine nel Me*****evo? Neanche per sogno.
>>> Facciamola breve, e rinunciamo a ricordare che si tratta di uno
>>> stereotipo di cui i latini hanno ampiamente abusato. Gli autori dell'età
>>> imperiale rimpiangono la repubblica, mentre in età repubblicana Catone
>>> il censore rimpiangeva il “mos maiorum”, i costumi degli antenati,
ahimè
>>> decaduti ai tempi suoi (quelli delle guerre puniche).
>>>
>>> Esageriamo. Andiamo proprio agli inizi. La nostra civiltà, la civiltà
>>> occidentale, nasce in fondo con la Grecia antica. Ebbene, in età arcaica
>>> Esiodo, il più antico dei poeti dopo Omero, scriveva desolato:
>>>
>>> “fra la quinta stirpe non fossi mai nato, ma prima io fossi morto,
>>> oppure piú tardi venuto alla luce! Poiché di ferro è questa progenie.

>>> tregua un sol giorno avrà mai dal travaglio, dal pianto, dall’esser
>>> distrutta e giorno e notte; e pene crudeli gli Dei ci daranno.”
>>>
>>> C'è stata un'età dell'oro, poi sono venuti i tempi di argento e di
>>> bronzo, ma adesso... oh signora mia, come sono decaduti i valori adesso!
>>> Non è più come una volta. Firmato: Esiodo. Direttamente dal VII secolo
>>> a.C.
>>
>> ___________________
>> Bel pezzo! :-)
>>
>> ________________________
>> Una nota utilitaristica.
>>
>> Che cosa sono i *valori*? Sono i riferimenti, gli asintoti, i concetti
>> astratti dell'etica comportamentale corrente.
>> Che cos'e' l'etica comportamentale corrente? Quell'insieme di norme
>> che scaturiscono dalla massimizzazione del vantaggio comune.
>> Ovvio che, cambiando le condizioni al contorno, cambiando l'ambiente,
>> l'etica si adatti e di conseguenza i valori.
>>
>> In passato le cose *andavano meglio* per semplici ragioni psicologiche:
>> eravamo piu' giovani, tendiamo a stereotipare i ricordi, non ci sono
>> piu' le stagioni di una volta, gli inverni erano fantastici, tutto si
>> ricopriva di candida neve e noi ci divertivamo facendo con la neve
>> pupazzi e palle. E' questa l'unica ragione per cui rimpiangiamo i
>> *valori* che non ci sono piu'.
>
>
> Parla per TE, Parla sempre per TE. Ficcatevi, ognuno, in testa questa cosa
semplice... ossia il piantarla di voler subdolamente plagiare e condizionare gli
altri.
> Non si tratta di ricordare una giovinezza perduta(e che del resto manco vorrei
rivivere) ... ma proprio ciò che tu ora rinneghi.... la Vita. Quella umana e
del pianeta con quel dato ecosistema che tu mostri di disprezzare. Non so come
li vivevi, tu, quegli inverni fantastici, ricoperti di candida neve, forse eri
un cadavere ambulante come mostri di essere ora.... ma io li sento ancora in
me... e sempre li sentirò, insieme a tutte le infinite altre cose vive che
c'erano e stanno distruggendo... Perchè io non ho una memoria meccanica e
incapace di percezione reale, ma un ricordo reale, vivo tutt'ora e da allora.
> Non si tratta di far belli i ricordi, ma di non essere morti a noi stessi... e
avere in noi ancora cellule rimaste vive ... nonchè la memoria del sangue.
> Io non ricordo come era allora la natura, la vita, se non attraverso ciò che
mi manca. Che c'era e ora non più.... o che sta venendo meno.
> Perchè la crisi si è affermata in occidente? ... perchè in oriente sono
ancora legati alla natura. Purtroppo stanno disanimando e artefacendo tutto
anche là ... piano piano.
> Conto su una presa di coscienza accompagnata da una ripresa di vita naturale.

______________________
Ah ah ah! Te lo dicevo qualche mese fa: vai in Cambogia, tanto
i tuoi fantasmi ti inseguiranno. Ti dedico una canzone, va:

https://www.youtube.com/watch?v=*****FHwE3GCs
rawmode 24 Mag 2017 11:10
"rawmode"

> Beh gli schiavi veri hanno suonato jazz per cento anni,
> e ancora non ci avete capito nulla!!
>

Vediamo se si comincia a capire qualcosa...!!
il balletto degli spettri..



Charles Mingus - Moanin'
https://www.youtube.com/watch?v=__OSyznVDOY
ideaprima1@googlemail.com 24 Mag 2017 11:12
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 10:55:03 UTC+2, Chenickname ha scritto:
> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:41:34 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:01:42 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>>> Il giorno martedì 23 maggio 2017 22:00:08 UTC+2, peter schlemihl ha
scritto:
>>>> A molti piace ripetere che viviamo in un tempo di “crisi dei
valori”, ma
>>>> quando è cominciata questa crisi? Nel 1919 si era già a uno sta*****
>>>> avanzato di decadenza: ne abbiamo numerose testimonianze, tra le quali
>>>> si può citare quella offerta dai versi famosi di Yeats:
>>>>
>>>> Things fall apart; the centre cannot hold; | Mere anarchy is loosed upon
>>>> the world, | The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere | The
>>>> ceremony of innocence is drowned; | The best lack all conviction, while
>>>> the worst | Are full of passionate intensity.
>>>>
>>>> “le cose cadono a pezzi; il centro non regge più; sul mondo dilaga
mera
>>>> anarchia, l’onda fosca di sangue dilaga, e in ogni luogo sommerge il
>>>> rito dell’innocenza; i migliori difettano d’ogni convinzione, i
peggiori
>>>> sono colmi d’appassionata intensità.”
>>>>
>>>> Tra il 1918 e il 1922 Spengler pubblicava “Il tramonto
dell'Occidente”
>>>> annunciando la fine imminente della nostra civiltà. I decenni
precedenti
>>>> (gli ultimi del XIX secolo) non erano stati improntati a maggior
>>>> ottimismo: l'idea di decadenza permeava gran parte della cultura di quel
>>>> tempo (ci sarà una ragione per cui il movimento letterario dominante
>>>> viene chiamato "decadentismo", no?). Uno dei temi chiave di Nietzsche è
>>>> proprio la décadence.
>>>>
>>>> Siamo alle origini dell'epoca attuale e forse è comprensibile che
>>>> subito, fin da allora, si sia avvertita la tensione tra passato e
>>>> presente. Più sorprendente (e meno comprensibile) è trovare la "crisi
>>>> dei valori" imperante in piena "età della fede", in quel Me*****evo
>>>> integralmente cristiano che dovrebbe rappresentare l'esatto rovescio del
>>>> nostro secolarizzato mondo contemporaneo. Bernardo di Cluny, proprio
>>>> come Yeats, vede nella corruzione del suo tempo i segni dell'imminente
>>>> venuta dell'anti*****:
>>>>
>>>> Hora novissima, tempora pessima sunt — vigilemus. | Ecce minaciter
>>>> imminet arbiter ille supremus. | Imminet imminet ut mala terminet, æqua
>>>> coronet, | Recta remuneret, anxia liberet, æthera donet.
>>>>
>>>> “Questi sono gli ultimi giorni, i tempi peggiori: dobbiamo stare in
>>>> guardia. Ecco l'arrivo minaccioso del giudice supremo. Egli viene, sta
>>>> venendo a porre fine al male, a coronare il giusto, a premiare la
>>>> giustizia, a liberare il pensiero e a donare il cielo.”
>>>>
>>>> Non è certo un testo isolato. La letteratura medievale è piena di
>>>> lamenti sulla "crisi dei valori" rispetto ai bei tempi antichi.
>>>> Probabilmente ne conoscete già un esempio celebre: quando Dante, nel
>>>> quindicesimo canto del Paradiso, incontra il suo avo Cacciaguida, questi
>>>> rimpiange con versi accorati l'epoca in cui
>>>>
>>>> “Fiorenza dentro da la cerchia antica, [...] si stava in pace, sobria
e
>>>> pudica.” (Par. XV, 97-99)
>>>>
>>>> Ma la corruzione dei costumi avanza ormai senza pietà. Consumi
>>>> superflui, culto dell'esteriorità e avidità di denaro caratterizzano
la
>>>> Firenze trecentesca. Una volta, scrive Dante, i padri non temevano di
>>>> compromettere il proprio tenore di vita a causa dei figli, né le culle
>>>> erano vuote a causa delle deviazioni *******
>>>>
>>>> Non avea catenella, non corona, non gonne contigiate, non cintura che
>>>> fosse a veder più che la persona.
>>>>
>>>> Non faceva, nascendo, ancor paura la figlia al padre, ché ’l tempo e
la
>>>> dote non fuggien quinci e quindi la misura.
>>>>
>>>> Non avea case di famiglia vòte; non v’era giunto ancor Sardanapalo a
>>>> mostrar ciò che ’n camera si puote. (Par. XV, 100-108)
>>>>
>>>> Come si vede i valori in crisi erano molto simili a quelli di oggi. E
>>>> c'è un altro aspetto in cui Dante sembra estremamente attuale. Con la
>>>> stessa lucidità degli ammiratori di Trump e Salvini, egli individuava
>>>> acutamente la causa principale della corruzione: l'invasione degli
>>>> immigrati.
>>>>
>>>> Sempre la confusion de le persone principio fu del mal de la cittade,
>>>> Par. XVI, 67-68
>>>>
>>>> Chi, spassionatamente, potrebbe negare l'incompatibilità
>>>> etnico-culturale dei fiorentini puri con la marmaglia incivile dei
>>>> villani di Campi Bisenzio, Figline Valdarno, Certaldo e Signa? Come si
>>>> fa a
>>>>
>>>> [...] sostener lo puzzo del villan d’Aguglion, di quel da Signa, che
già
>>>> per barattare ha l’occhio aguzzo! Par. XVI, 55-57
>>>>
>>>> Quindi la crisi dei valori ha origine nel Me*****evo? Neanche per sogno.
>>>> Facciamola breve, e rinunciamo a ricordare che si tratta di uno
>>>> stereotipo di cui i latini hanno ampiamente abusato. Gli autori
dell'età
>>>> imperiale rimpiangono la repubblica, mentre in età repubblicana Catone
>>>> il censore rimpiangeva il “mos maiorum”, i costumi degli antenati,
ahimè
>>>> decaduti ai tempi suoi (quelli delle guerre puniche).
>>>>
>>>> Esageriamo. Andiamo proprio agli inizi. La nostra civiltà, la civiltà
>>>> occidentale, nasce in fondo con la Grecia antica. Ebbene, in età
arcaica
>>>> Esiodo, il più antico dei poeti dopo Omero, scriveva desolato:
>>>>
>>>> “fra la quinta stirpe non fossi mai nato, ma prima io fossi morto,
>>>> oppure piú tardi venuto alla luce! Poiché di ferro è questa progenie.

>>>> tregua un sol giorno avrà mai dal travaglio, dal pianto, dall’esser
>>>> distrutta e giorno e notte; e pene crudeli gli Dei ci daranno.”
>>>>
>>>> C'è stata un'età dell'oro, poi sono venuti i tempi di argento e di
>>>> bronzo, ma adesso... oh signora mia, come sono decaduti i valori adesso!
>>>> Non è più come una volta. Firmato: Esiodo. Direttamente dal VII secolo
>>>> a.C.
>>>
>>> ___________________
>>> Bel pezzo! :-)
>>>
>>> ________________________
>>> Una nota utilitaristica.
>>>
>>> Che cosa sono i *valori*? Sono i riferimenti, gli asintoti, i concetti
>>> astratti dell'etica comportamentale corrente.
>>> Che cos'e' l'etica comportamentale corrente? Quell'insieme di norme
>>> che scaturiscono dalla massimizzazione del vantaggio comune.
>>> Ovvio che, cambiando le condizioni al contorno, cambiando l'ambiente,
>>> l'etica si adatti e di conseguenza i valori.
>>>
>>> In passato le cose *andavano meglio* per semplici ragioni psicologiche:
>>> eravamo piu' giovani, tendiamo a stereotipare i ricordi, non ci sono
>>> piu' le stagioni di una volta, gli inverni erano fantastici, tutto si
>>> ricopriva di candida neve e noi ci divertivamo facendo con la neve
>>> pupazzi e palle. E' questa l'unica ragione per cui rimpiangiamo i
>>> *valori* che non ci sono piu'.
>>
>>
>> Parla per TE, Parla sempre per TE. Ficcatevi, ognuno, in testa questa cosa
semplice... ossia il piantarla di voler subdolamente plagiare e condizionare gli
altri.
>> Non si tratta di ricordare una giovinezza perduta(e che del resto manco
vorrei rivivere) ... ma proprio ciò che tu ora rinneghi.... la Vita. Quella
umana e del pianeta con quel dato ecosistema che tu mostri di disprezzare. Non
so come li vivevi, tu, quegli inverni fantastici, ricoperti di candida neve,
forse eri un cadavere ambulante come mostri di essere ora.... ma io li sento
ancora in me... e sempre li sentirò, insieme a tutte le infinite altre cose
vive che c'erano e stanno distruggendo... Perchè io non ho una memoria
meccanica e incapace di percezione reale, ma un ricordo reale, vivo tutt'ora e
da allora.
>> Non si tratta di far belli i ricordi, ma di non essere morti a noi stessi...
e avere in noi ancora cellule rimaste vive ... nonchè la memoria del sangue.
>> Io non ricordo come era allora la natura, la vita, se non attraverso ciò
che mi manca. Che c'era e ora non più.... o che sta venendo meno.
>> Perchè la crisi si è affermata in occidente? ... perchè in oriente sono
ancora legati alla natura. Purtroppo stanno disanimando e artefacendo tutto
anche là ... piano piano.
>> Conto su una presa di coscienza accompagnata da una ripresa di vita
naturale.
>
> ______________________
> Ah ah ah! Te lo dicevo qualche mese fa: vai in Cambogia, tanto
> i tuoi fantasmi ti inseguiranno. Ti dedico una canzone, va:
>
> https://www.youtube.com/watch?v=*****FHwE3GCs





ma sei scemo davvero allora!
io amo muovermi liberamente in ogni dove, per amore della cosa in se stessa... e
di un mio modo di essere che in cattività non può esprimersi... ma scappo da
niente SIA CHIARO ..... NON HO FANTASMI DA CUI FUGGIRE, io! ... manco so cosa
siano, sti fantasmi di cui dici.
Anzi.... semmai ho aspirazioni cui tendo per il piacere di andare oltre, anche
se manco so dove sia il luogo che ad esse somiglia, ma è un senso di respiro e
di scoperta, di freschezza e senso di esistenza come sentirmi sempre me
stessa.... libera e me stessa... e con chi mi somiglia o cui somiglio.

Ma una cosa la noto... che la tua reazione sta a significare che ho rovinato
l'ennesimo tuo tentativo di disanimare tutto... e rendere sto mondo un mondo di
cadaveri ambulanti come quelli cui tieni tu.
Chenickname 24 Mag 2017 11:26
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:12:30 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 10:55:03 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:41:34 UTC+2, ideap...@googlemail.com
ha scritto:
>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:01:42 UTC+2, Chenickname ha
scritto:
>>>> Il giorno martedì 23 maggio 2017 22:00:08 UTC+2, peter schlemihl ha
scritto:
>>>>> A molti piace ripetere che viviamo in un tempo di “crisi dei
valori”, ma
>>>>> quando è cominciata questa crisi? Nel 1919 si era già a uno sta*****
>>>>> avanzato di decadenza: ne abbiamo numerose testimonianze, tra le quali
>>>>> si può citare quella offerta dai versi famosi di Yeats:
>>>>>
>>>>> Things fall apart; the centre cannot hold; | Mere anarchy is loosed
upon
>>>>> the world, | The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere | The
>>>>> ceremony of innocence is drowned; | The best lack all conviction,
while
>>>>> the worst | Are full of passionate intensity.
>>>>>
>>>>> “le cose cadono a pezzi; il centro non regge più; sul mondo dilaga
mera
>>>>> anarchia, l’onda fosca di sangue dilaga, e in ogni luogo sommerge il
>>>>> rito dell’innocenza; i migliori difettano d’ogni convinzione, i
peggiori
>>>>> sono colmi d’appassionata intensità.”
>>>>>
>>>>> Tra il 1918 e il 1922 Spengler pubblicava “Il tramonto
dell'Occidente”
>>>>> annunciando la fine imminente della nostra civiltà. I decenni
precedenti
>>>>> (gli ultimi del XIX secolo) non erano stati improntati a maggior
>>>>> ottimismo: l'idea di decadenza permeava gran parte della cultura di
quel
>>>>> tempo (ci sarà una ragione per cui il movimento letterario dominante
>>>>> viene chiamato "decadentismo", no?). Uno dei temi chiave di Nietzsche
è
>>>>> proprio la décadence.
>>>>>
>>>>> Siamo alle origini dell'epoca attuale e forse è comprensibile che
>>>>> subito, fin da allora, si sia avvertita la tensione tra passato e
>>>>> presente. Più sorprendente (e meno comprensibile) è trovare la
"crisi
>>>>> dei valori" imperante in piena "età della fede", in quel Me*****evo
>>>>> integralmente cristiano che dovrebbe rappresentare l'esatto rovescio
del
>>>>> nostro secolarizzato mondo contemporaneo. Bernardo di Cluny, proprio
>>>>> come Yeats, vede nella corruzione del suo tempo i segni dell'imminente
>>>>> venuta dell'anti*****:
>>>>>
>>>>> Hora novissima, tempora pessima sunt — vigilemus. | Ecce minaciter
>>>>> imminet arbiter ille supremus. | Imminet imminet ut mala terminet,
æqua
>>>>> coronet, | Recta remuneret, anxia liberet, æthera donet.
>>>>>
>>>>> “Questi sono gli ultimi giorni, i tempi peggiori: dobbiamo stare in
>>>>> guardia. Ecco l'arrivo minaccioso del giudice supremo. Egli viene, sta
>>>>> venendo a porre fine al male, a coronare il giusto, a premiare la
>>>>> giustizia, a liberare il pensiero e a donare il cielo.”
>>>>>
>>>>> Non è certo un testo isolato. La letteratura medievale è piena di
>>>>> lamenti sulla "crisi dei valori" rispetto ai bei tempi antichi.
>>>>> Probabilmente ne conoscete già un esempio celebre: quando Dante, nel
>>>>> quindicesimo canto del Paradiso, incontra il suo avo Cacciaguida,
questi
>>>>> rimpiange con versi accorati l'epoca in cui
>>>>>
>>>>> “Fiorenza dentro da la cerchia antica, [...] si stava in pace,
sobria e
>>>>> pudica.” (Par. XV, 97-99)
>>>>>
>>>>> Ma la corruzione dei costumi avanza ormai senza pietà. Consumi
>>>>> superflui, culto dell'esteriorità e avidità di denaro caratterizzano
la
>>>>> Firenze trecentesca. Una volta, scrive Dante, i padri non temevano di
>>>>> compromettere il proprio tenore di vita a causa dei figli, né le
culle
>>>>> erano vuote a causa delle deviazioni *******
>>>>>
>>>>> Non avea catenella, non corona, non gonne contigiate, non cintura che
>>>>> fosse a veder più che la persona.
>>>>>
>>>>> Non faceva, nascendo, ancor paura la figlia al padre, ché ’l tempo
e la
>>>>> dote non fuggien quinci e quindi la misura.
>>>>>
>>>>> Non avea case di famiglia vòte; non v’era giunto ancor Sardanapalo
a
>>>>> mostrar ciò che ’n camera si puote. (Par. XV, 100-108)
>>>>>
>>>>> Come si vede i valori in crisi erano molto simili a quelli di oggi. E
>>>>> c'è un altro aspetto in cui Dante sembra estremamente attuale. Con la
>>>>> stessa lucidità degli ammiratori di Trump e Salvini, egli individuava
>>>>> acutamente la causa principale della corruzione: l'invasione degli
>>>>> immigrati.
>>>>>
>>>>> Sempre la confusion de le persone principio fu del mal de la cittade,
>>>>> Par. XVI, 67-68
>>>>>
>>>>> Chi, spassionatamente, potrebbe negare l'incompatibilità
>>>>> etnico-culturale dei fiorentini puri con la marmaglia incivile dei
>>>>> villani di Campi Bisenzio, Figline Valdarno, Certaldo e Signa? Come si
>>>>> fa a
>>>>>
>>>>> [...] sostener lo puzzo del villan d’Aguglion, di quel da Signa, che
già
>>>>> per barattare ha l’occhio aguzzo! Par. XVI, 55-57
>>>>>
>>>>> Quindi la crisi dei valori ha origine nel Me*****evo? Neanche per
sogno.
>>>>> Facciamola breve, e rinunciamo a ricordare che si tratta di uno
>>>>> stereotipo di cui i latini hanno ampiamente abusato. Gli autori
dell'età
>>>>> imperiale rimpiangono la repubblica, mentre in età repubblicana
Catone
>>>>> il censore rimpiangeva il “mos maiorum”, i costumi degli antenati,
ahimè
>>>>> decaduti ai tempi suoi (quelli delle guerre puniche).
>>>>>
>>>>> Esageriamo. Andiamo proprio agli inizi. La nostra civiltà, la
civiltà
>>>>> occidentale, nasce in fondo con la Grecia antica. Ebbene, in età
arcaica
>>>>> Esiodo, il più antico dei poeti dopo Omero, scriveva desolato:
>>>>>
>>>>> “fra la quinta stirpe non fossi mai nato, ma prima io fossi morto,
>>>>> oppure piú tardi venuto alla luce! Poiché di ferro è questa
progenie. Né
>>>>> tregua un sol giorno avrà mai dal travaglio, dal pianto, dall’esser
>>>>> distrutta e giorno e notte; e pene crudeli gli Dei ci daranno.”
>>>>>
>>>>> C'è stata un'età dell'oro, poi sono venuti i tempi di argento e di
>>>>> bronzo, ma adesso... oh signora mia, come sono decaduti i valori
adesso!
>>>>> Non è più come una volta. Firmato: Esiodo. Direttamente dal VII
secolo
>>>>> a.C.
>>>>
>>>> ___________________
>>>> Bel pezzo! :-)
>>>>
>>>> ________________________
>>>> Una nota utilitaristica.
>>>>
>>>> Che cosa sono i *valori*? Sono i riferimenti, gli asintoti, i concetti
>>>> astratti dell'etica comportamentale corrente.
>>>> Che cos'e' l'etica comportamentale corrente? Quell'insieme di norme
>>>> che scaturiscono dalla massimizzazione del vantaggio comune.
>>>> Ovvio che, cambiando le condizioni al contorno, cambiando l'ambiente,
>>>> l'etica si adatti e di conseguenza i valori.
>>>>
>>>> In passato le cose *andavano meglio* per semplici ragioni psicologiche:
>>>> eravamo piu' giovani, tendiamo a stereotipare i ricordi, non ci sono
>>>> piu' le stagioni di una volta, gli inverni erano fantastici, tutto si
>>>> ricopriva di candida neve e noi ci divertivamo facendo con la neve
>>>> pupazzi e palle. E' questa l'unica ragione per cui rimpiangiamo i
>>>> *valori* che non ci sono piu'.
>>>
>>>
>>> Parla per TE, Parla sempre per TE. Ficcatevi, ognuno, in testa questa cosa
semplice... ossia il piantarla di voler subdolamente plagiare e condizionare gli
altri.
>>> Non si tratta di ricordare una giovinezza perduta(e che del resto manco
vorrei rivivere) ... ma proprio ciò che tu ora rinneghi.... la Vita. Quella
umana e del pianeta con quel dato ecosistema che tu mostri di disprezzare. Non
so come li vivevi, tu, quegli inverni fantastici, ricoperti di candida neve,
forse eri un cadavere ambulante come mostri di essere ora.... ma io li sento
ancora in me... e sempre li sentirò, insieme a tutte le infinite altre cose
vive che c'erano e stanno distruggendo... Perchè io non ho una memoria
meccanica e incapace di percezione reale, ma un ricordo reale, vivo tutt'ora e
da allora.
>>> Non si tratta di far belli i ricordi, ma di non essere morti a noi
stessi... e avere in noi ancora cellule rimaste vive ... nonchè la memoria del
sangue.
>>> Io non ricordo come era allora la natura, la vita, se non attraverso ciò
che mi manca. Che c'era e ora non più.... o che sta venendo meno.
>>> Perchè la crisi si è affermata in occidente? ... perchè in oriente sono
ancora legati alla natura. Purtroppo stanno disanimando e artefacendo tutto
anche là ... piano piano.
>>> Conto su una presa di coscienza accompagnata da una ripresa di vita
naturale.
>>
>> ______________________
>> Ah ah ah! Te lo dicevo qualche mese fa: vai in Cambogia, tanto
>> i tuoi fantasmi ti inseguiranno. Ti dedico una canzone, va:
>>
>> https://www.youtube.com/watch?v=*****FHwE3GCs
>
>
>
>
>
> ma sei scemo davvero allora!

_______________________
I tuoi insulti sono come il panorama: ci si abitua.


> io amo muovermi liberamente in ogni dove, per amore della cosa in se stessa...
e di un mio modo di essere che in cattività non può esprimersi... ma scappo da
niente SIA CHIARO ..... NON HO FANTASMI DA CUI FUGGIRE, io! ... manco so cosa
siano, sti fantasmi di cui dici.
> Anzi.... semmai ho aspirazioni cui tendo per il piacere di andare oltre, anche
se manco so dove sia il luogo che ad esse somiglia, ma è un senso di respiro e
di scoperta, di freschezza e senso di esistenza come sentirmi sempre me
stessa.... libera e me stessa... e con chi mi somiglia o cui somiglio.
>
> Ma una cosa la noto... che la tua reazione sta a significare che ho rovinato
l'ennesimo tuo tentativo di disanimare tutto... e rendere sto mondo un mondo di
cadaveri ambulanti come quelli cui tieni tu.

____________________
Anzi, la tua reazione mi fa pensare di aver toccato un nervo scoperto.
ideaprima1@googlemail.com 24 Mag 2017 11:37
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:26:54 UTC+2, Chenickname ha scritto:
> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:12:30 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 10:55:03 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:41:34 UTC+2,
ideap...@googlemail.com ha scritto:
>>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:01:42 UTC+2, Chenickname ha
scritto:
>>>>> Il giorno martedì 23 maggio 2017 22:00:08 UTC+2, peter schlemihl ha
scritto:
>>>>>> A molti piace ripetere che viviamo in un tempo di “crisi dei
valori”, ma
>>>>>> quando è cominciata questa crisi? Nel 1919 si era già a uno
sta*****
>>>>>> avanzato di decadenza: ne abbiamo numerose testimonianze, tra le
quali
>>>>>> si può citare quella offerta dai versi famosi di Yeats:
>>>>>>
>>>>>> Things fall apart; the centre cannot hold; | Mere anarchy is loosed
upon
>>>>>> the world, | The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere | The
>>>>>> ceremony of innocence is drowned; | The best lack all conviction,
while
>>>>>> the worst | Are full of passionate intensity.
>>>>>>
>>>>>> “le cose cadono a pezzi; il centro non regge più; sul mondo
dilaga mera
>>>>>> anarchia, l’onda fosca di sangue dilaga, e in ogni luogo sommerge
il
>>>>>> rito dell’innocenza; i migliori difettano d’ogni convinzione, i
peggiori
>>>>>> sono colmi d’appassionata intensità.”
>>>>>>
>>>>>> Tra il 1918 e il 1922 Spengler pubblicava “Il tramonto
dell'Occidente”
>>>>>> annunciando la fine imminente della nostra civiltà. I decenni
precedenti
>>>>>> (gli ultimi del XIX secolo) non erano stati improntati a maggior
>>>>>> ottimismo: l'idea di decadenza permeava gran parte della cultura di
quel
>>>>>> tempo (ci sarà una ragione per cui il movimento letterario
dominante
>>>>>> viene chiamato "decadentismo", no?). Uno dei temi chiave di
Nietzsche è
>>>>>> proprio la décadence.
>>>>>>
>>>>>> Siamo alle origini dell'epoca attuale e forse è comprensibile che
>>>>>> subito, fin da allora, si sia avvertita la tensione tra passato e
>>>>>> presente. Più sorprendente (e meno comprensibile) è trovare la
"crisi
>>>>>> dei valori" imperante in piena "età della fede", in quel Me*****evo
>>>>>> integralmente cristiano che dovrebbe rappresentare l'esatto rovescio
del
>>>>>> nostro secolarizzato mondo contemporaneo. Bernardo di Cluny, proprio
>>>>>> come Yeats, vede nella corruzione del suo tempo i segni
dell'imminente
>>>>>> venuta dell'anti*****:
>>>>>>
>>>>>> Hora novissima, tempora pessima sunt — vigilemus. | Ecce minaciter
>>>>>> imminet arbiter ille supremus. | Imminet imminet ut mala terminet,
æqua
>>>>>> coronet, | Recta remuneret, anxia liberet, æthera donet.
>>>>>>
>>>>>> “Questi sono gli ultimi giorni, i tempi peggiori: dobbiamo stare
in
>>>>>> guardia. Ecco l'arrivo minaccioso del giudice supremo. Egli viene,
sta
>>>>>> venendo a porre fine al male, a coronare il giusto, a premiare la
>>>>>> giustizia, a liberare il pensiero e a donare il cielo.”
>>>>>>
>>>>>> Non è certo un testo isolato. La letteratura medievale è piena di
>>>>>> lamenti sulla "crisi dei valori" rispetto ai bei tempi antichi.
>>>>>> Probabilmente ne conoscete già un esempio celebre: quando Dante,
nel
>>>>>> quindicesimo canto del Paradiso, incontra il suo avo Cacciaguida,
questi
>>>>>> rimpiange con versi accorati l'epoca in cui
>>>>>>
>>>>>> “Fiorenza dentro da la cerchia antica, [...] si stava in pace,
sobria e
>>>>>> pudica.” (Par. XV, 97-99)
>>>>>>
>>>>>> Ma la corruzione dei costumi avanza ormai senza pietà. Consumi
>>>>>> superflui, culto dell'esteriorità e avidità di denaro
caratterizzano la
>>>>>> Firenze trecentesca. Una volta, scrive Dante, i padri non temevano
di
>>>>>> compromettere il proprio tenore di vita a causa dei figli, né le
culle
>>>>>> erano vuote a causa delle deviazioni *******
>>>>>>
>>>>>> Non avea catenella, non corona, non gonne contigiate, non cintura
che
>>>>>> fosse a veder più che la persona.
>>>>>>
>>>>>> Non faceva, nascendo, ancor paura la figlia al padre, ché ’l
tempo e la
>>>>>> dote non fuggien quinci e quindi la misura.
>>>>>>
>>>>>> Non avea case di famiglia vòte; non v’era giunto ancor
Sardanapalo a
>>>>>> mostrar ciò che ’n camera si puote. (Par. XV, 100-108)
>>>>>>
>>>>>> Come si vede i valori in crisi erano molto simili a quelli di oggi.
E
>>>>>> c'è un altro aspetto in cui Dante sembra estremamente attuale. Con
la
>>>>>> stessa lucidità degli ammiratori di Trump e Salvini, egli
individuava
>>>>>> acutamente la causa principale della corruzione: l'invasione degli
>>>>>> immigrati.
>>>>>>
>>>>>> Sempre la confusion de le persone principio fu del mal de la
cittade,
>>>>>> Par. XVI, 67-68
>>>>>>
>>>>>> Chi, spassionatamente, potrebbe negare l'incompatibilità
>>>>>> etnico-culturale dei fiorentini puri con la marmaglia incivile dei
>>>>>> villani di Campi Bisenzio, Figline Valdarno, Certaldo e Signa? Come
si
>>>>>> fa a
>>>>>>
>>>>>> [...] sostener lo puzzo del villan d’Aguglion, di quel da Signa,
che già
>>>>>> per barattare ha l’occhio aguzzo! Par. XVI, 55-57
>>>>>>
>>>>>> Quindi la crisi dei valori ha origine nel Me*****evo? Neanche per
sogno.
>>>>>> Facciamola breve, e rinunciamo a ricordare che si tratta di uno
>>>>>> stereotipo di cui i latini hanno ampiamente abusato. Gli autori
dell'età
>>>>>> imperiale rimpiangono la repubblica, mentre in età repubblicana
Catone
>>>>>> il censore rimpiangeva il “mos maiorum”, i costumi degli
antenati, ahimè
>>>>>> decaduti ai tempi suoi (quelli delle guerre puniche).
>>>>>>
>>>>>> Esageriamo. Andiamo proprio agli inizi. La nostra civiltà, la
civiltà
>>>>>> occidentale, nasce in fondo con la Grecia antica. Ebbene, in età
arcaica
>>>>>> Esiodo, il più antico dei poeti dopo Omero, scriveva desolato:
>>>>>>
>>>>>> “fra la quinta stirpe non fossi mai nato, ma prima io fossi morto,
>>>>>> oppure piú tardi venuto alla luce! Poiché di ferro è questa
progenie. Né
>>>>>> tregua un sol giorno avrà mai dal travaglio, dal pianto,
dall’esser
>>>>>> distrutta e giorno e notte; e pene crudeli gli Dei ci daranno.”
>>>>>>
>>>>>> C'è stata un'età dell'oro, poi sono venuti i tempi di argento e di
>>>>>> bronzo, ma adesso... oh signora mia, come sono decaduti i valori
adesso!
>>>>>> Non è più come una volta. Firmato: Esiodo. Direttamente dal VII
secolo
>>>>>> a.C.
>>>>>
>>>>> ___________________
>>>>> Bel pezzo! :-)
>>>>>
>>>>> ________________________
>>>>> Una nota utilitaristica.
>>>>>
>>>>> Che cosa sono i *valori*? Sono i riferimenti, gli asintoti, i concetti
>>>>> astratti dell'etica comportamentale corrente.
>>>>> Che cos'e' l'etica comportamentale corrente? Quell'insieme di norme
>>>>> che scaturiscono dalla massimizzazione del vantaggio comune.
>>>>> Ovvio che, cambiando le condizioni al contorno, cambiando l'ambiente,
>>>>> l'etica si adatti e di conseguenza i valori.
>>>>>
>>>>> In passato le cose *andavano meglio* per semplici ragioni
psicologiche:
>>>>> eravamo piu' giovani, tendiamo a stereotipare i ricordi, non ci sono
>>>>> piu' le stagioni di una volta, gli inverni erano fantastici, tutto si
>>>>> ricopriva di candida neve e noi ci divertivamo facendo con la neve
>>>>> pupazzi e palle. E' questa l'unica ragione per cui rimpiangiamo i
>>>>> *valori* che non ci sono piu'.
>>>>
>>>>
>>>> Parla per TE, Parla sempre per TE. Ficcatevi, ognuno, in testa questa
cosa semplice... ossia il piantarla di voler subdolamente plagiare e
condizionare gli altri.
>>>> Non si tratta di ricordare una giovinezza perduta(e che del resto manco
vorrei rivivere) ... ma proprio ciò che tu ora rinneghi.... la Vita. Quella
umana e del pianeta con quel dato ecosistema che tu mostri di disprezzare. Non
so come li vivevi, tu, quegli inverni fantastici, ricoperti di candida neve,
forse eri un cadavere ambulante come mostri di essere ora.... ma io li sento
ancora in me... e sempre li sentirò, insieme a tutte le infinite altre cose
vive che c'erano e stanno distruggendo... Perchè io non ho una memoria
meccanica e incapace di percezione reale, ma un ricordo reale, vivo tutt'ora e
da allora.
>>>> Non si tratta di far belli i ricordi, ma di non essere morti a noi
stessi... e avere in noi ancora cellule rimaste vive ... nonchè la memoria del
sangue.
>>>> Io non ricordo come era allora la natura, la vita, se non attraverso
ciò che mi manca. Che c'era e ora non più.... o che sta venendo meno.
>>>> Perchè la crisi si è affermata in occidente? ... perchè in oriente
sono ancora legati alla natura. Purtroppo stanno disanimando e artefacendo tutto
anche là ... piano piano.
>>>> Conto su una presa di coscienza accompagnata da una ripresa di vita
naturale.
>>>
>>> ______________________
>>> Ah ah ah! Te lo dicevo qualche mese fa: vai in Cambogia, tanto
>>> i tuoi fantasmi ti inseguiranno. Ti dedico una canzone, va:
>>>
>>> https://www.youtube.com/watch?v=*****FHwE3GCs
>>
>>
>>
>>
>>
>> ma sei scemo davvero allora!
>
> _______________________
> I tuoi insulti sono come il panorama: ci si abitua.
>
>
>> io amo muovermi liberamente in ogni dove, per amore della cosa in se
stessa... e di un mio modo di essere che in cattività non può esprimersi... ma
scappo da niente SIA CHIARO ..... NON HO FANTASMI DA CUI FUGGIRE, io! ... manco
so cosa siano, sti fantasmi di cui dici.
>> Anzi.... semmai ho aspirazioni cui tendo per il piacere di andare oltre,
anche se manco so dove sia il luogo che ad esse somiglia, ma è un senso di
respiro e di scoperta, di freschezza e senso di esistenza come sentirmi sempre
me stessa.... libera e me stessa... e con chi mi somiglia o cui somiglio.
>>
>> Ma una cosa la noto... che la tua reazione sta a significare che ho rovinato
l'ennesimo tuo tentativo di disanimare tutto... e rendere sto mondo un mondo di
cadaveri ambulanti come quelli cui tieni tu.
>
> ____________________
> Anzi, la tua reazione mi fa pensare di aver toccato un nervo scoperto.




******* .. carissimo.... è il tuo atteggiamento ad essere insultante... Tu ti
arroghi il diritto di accusarmi di fuggire da fantasmi del mio passato ed io
dovrei lasciartelo dire?
Finora ti ho replicato in modo soft... ma se insisti con questo atteggiamento
allora io reagisco in modo davvero forte, come finora non ho fatto ... regolati.
ideaprima1@googlemail.com 24 Mag 2017 11:40
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:26:54 UTC+2, Chenickname ha scritto:
> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:12:30 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 10:55:03 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:41:34 UTC+2,
ideap...@googlemail.com ha scritto:
>>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:01:42 UTC+2, Chenickname ha
scritto:
>>>>> Il giorno martedì 23 maggio 2017 22:00:08 UTC+2, peter schlemihl ha
scritto:
>>>>>> A molti piace ripetere che viviamo in un tempo di “crisi dei
valori”, ma
>>>>>> quando è cominciata questa crisi? Nel 1919 si era già a uno
sta*****
>>>>>> avanzato di decadenza: ne abbiamo numerose testimonianze, tra le
quali
>>>>>> si può citare quella offerta dai versi famosi di Yeats:
>>>>>>
>>>>>> Things fall apart; the centre cannot hold; | Mere anarchy is loosed
upon
>>>>>> the world, | The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere | The
>>>>>> ceremony of innocence is drowned; | The best lack all conviction,
while
>>>>>> the worst | Are full of passionate intensity.
>>>>>>
>>>>>> “le cose cadono a pezzi; il centro non regge più; sul mondo
dilaga mera
>>>>>> anarchia, l’onda fosca di sangue dilaga, e in ogni luogo sommerge
il
>>>>>> rito dell’innocenza; i migliori difettano d’ogni convinzione, i
peggiori
>>>>>> sono colmi d’appassionata intensità.”
>>>>>>
>>>>>> Tra il 1918 e il 1922 Spengler pubblicava “Il tramonto
dell'Occidente”
>>>>>> annunciando la fine imminente della nostra civiltà. I decenni
precedenti
>>>>>> (gli ultimi del XIX secolo) non erano stati improntati a maggior
>>>>>> ottimismo: l'idea di decadenza permeava gran parte della cultura di
quel
>>>>>> tempo (ci sarà una ragione per cui il movimento letterario
dominante
>>>>>> viene chiamato "decadentismo", no?). Uno dei temi chiave di
Nietzsche è
>>>>>> proprio la décadence.
>>>>>>
>>>>>> Siamo alle origini dell'epoca attuale e forse è comprensibile che
>>>>>> subito, fin da allora, si sia avvertita la tensione tra passato e
>>>>>> presente. Più sorprendente (e meno comprensibile) è trovare la
"crisi
>>>>>> dei valori" imperante in piena "età della fede", in quel Me*****evo
>>>>>> integralmente cristiano che dovrebbe rappresentare l'esatto rovescio
del
>>>>>> nostro secolarizzato mondo contemporaneo. Bernardo di Cluny, proprio
>>>>>> come Yeats, vede nella corruzione del suo tempo i segni
dell'imminente
>>>>>> venuta dell'anti*****:
>>>>>>
>>>>>> Hora novissima, tempora pessima sunt — vigilemus. | Ecce minaciter
>>>>>> imminet arbiter ille supremus. | Imminet imminet ut mala terminet,
æqua
>>>>>> coronet, | Recta remuneret, anxia liberet, æthera donet.
>>>>>>
>>>>>> “Questi sono gli ultimi giorni, i tempi peggiori: dobbiamo stare
in
>>>>>> guardia. Ecco l'arrivo minaccioso del giudice supremo. Egli viene,
sta
>>>>>> venendo a porre fine al male, a coronare il giusto, a premiare la
>>>>>> giustizia, a liberare il pensiero e a donare il cielo.”
>>>>>>
>>>>>> Non è certo un testo isolato. La letteratura medievale è piena di
>>>>>> lamenti sulla "crisi dei valori" rispetto ai bei tempi antichi.
>>>>>> Probabilmente ne conoscete già un esempio celebre: quando Dante,
nel
>>>>>> quindicesimo canto del Paradiso, incontra il suo avo Cacciaguida,
questi
>>>>>> rimpiange con versi accorati l'epoca in cui
>>>>>>
>>>>>> “Fiorenza dentro da la cerchia antica, [...] si stava in pace,
sobria e
>>>>>> pudica.” (Par. XV, 97-99)
>>>>>>
>>>>>> Ma la corruzione dei costumi avanza ormai senza pietà. Consumi
>>>>>> superflui, culto dell'esteriorità e avidità di denaro
caratterizzano la
>>>>>> Firenze trecentesca. Una volta, scrive Dante, i padri non temevano
di
>>>>>> compromettere il proprio tenore di vita a causa dei figli, né le
culle
>>>>>> erano vuote a causa delle deviazioni *******
>>>>>>
>>>>>> Non avea catenella, non corona, non gonne contigiate, non cintura
che
>>>>>> fosse a veder più che la persona.
>>>>>>
>>>>>> Non faceva, nascendo, ancor paura la figlia al padre, ché ’l
tempo e la
>>>>>> dote non fuggien quinci e quindi la misura.
>>>>>>
>>>>>> Non avea case di famiglia vòte; non v’era giunto ancor
Sardanapalo a
>>>>>> mostrar ciò che ’n camera si puote. (Par. XV, 100-108)
>>>>>>
>>>>>> Come si vede i valori in crisi erano molto simili a quelli di oggi.
E
>>>>>> c'è un altro aspetto in cui Dante sembra estremamente attuale. Con
la
>>>>>> stessa lucidità degli ammiratori di Trump e Salvini, egli
individuava
>>>>>> acutamente la causa principale della corruzione: l'invasione degli
>>>>>> immigrati.
>>>>>>
>>>>>> Sempre la confusion de le persone principio fu del mal de la
cittade,
>>>>>> Par. XVI, 67-68
>>>>>>
>>>>>> Chi, spassionatamente, potrebbe negare l'incompatibilità
>>>>>> etnico-culturale dei fiorentini puri con la marmaglia incivile dei
>>>>>> villani di Campi Bisenzio, Figline Valdarno, Certaldo e Signa? Come
si
>>>>>> fa a
>>>>>>
>>>>>> [...] sostener lo puzzo del villan d’Aguglion, di quel da Signa,
che già
>>>>>> per barattare ha l’occhio aguzzo! Par. XVI, 55-57
>>>>>>
>>>>>> Quindi la crisi dei valori ha origine nel Me*****evo? Neanche per
sogno.
>>>>>> Facciamola breve, e rinunciamo a ricordare che si tratta di uno
>>>>>> stereotipo di cui i latini hanno ampiamente abusato. Gli autori
dell'età
>>>>>> imperiale rimpiangono la repubblica, mentre in età repubblicana
Catone
>>>>>> il censore rimpiangeva il “mos maiorum”, i costumi degli
antenati, ahimè
>>>>>> decaduti ai tempi suoi (quelli delle guerre puniche).
>>>>>>
>>>>>> Esageriamo. Andiamo proprio agli inizi. La nostra civiltà, la
civiltà
>>>>>> occidentale, nasce in fondo con la Grecia antica. Ebbene, in età
arcaica
>>>>>> Esiodo, il più antico dei poeti dopo Omero, scriveva desolato:
>>>>>>
>>>>>> “fra la quinta stirpe non fossi mai nato, ma prima io fossi morto,
>>>>>> oppure piú tardi venuto alla luce! Poiché di ferro è questa
progenie. Né
>>>>>> tregua un sol giorno avrà mai dal travaglio, dal pianto,
dall’esser
>>>>>> distrutta e giorno e notte; e pene crudeli gli Dei ci daranno.”
>>>>>>
>>>>>> C'è stata un'età dell'oro, poi sono venuti i tempi di argento e di
>>>>>> bronzo, ma adesso... oh signora mia, come sono decaduti i valori
adesso!
>>>>>> Non è più come una volta. Firmato: Esiodo. Direttamente dal VII
secolo
>>>>>> a.C.
>>>>>
>>>>> ___________________
>>>>> Bel pezzo! :-)
>>>>>
>>>>> ________________________
>>>>> Una nota utilitaristica.
>>>>>
>>>>> Che cosa sono i *valori*? Sono i riferimenti, gli asintoti, i concetti
>>>>> astratti dell'etica comportamentale corrente.
>>>>> Che cos'e' l'etica comportamentale corrente? Quell'insieme di norme
>>>>> che scaturiscono dalla massimizzazione del vantaggio comune.
>>>>> Ovvio che, cambiando le condizioni al contorno, cambiando l'ambiente,
>>>>> l'etica si adatti e di conseguenza i valori.
>>>>>
>>>>> In passato le cose *andavano meglio* per semplici ragioni
psicologiche:
>>>>> eravamo piu' giovani, tendiamo a stereotipare i ricordi, non ci sono
>>>>> piu' le stagioni di una volta, gli inverni erano fantastici, tutto si
>>>>> ricopriva di candida neve e noi ci divertivamo facendo con la neve
>>>>> pupazzi e palle. E' questa l'unica ragione per cui rimpiangiamo i
>>>>> *valori* che non ci sono piu'.
>>>>
>>>>
>>>> Parla per TE, Parla sempre per TE. Ficcatevi, ognuno, in testa questa
cosa semplice... ossia il piantarla di voler subdolamente plagiare e
condizionare gli altri.
>>>> Non si tratta di ricordare una giovinezza perduta(e che del resto manco
vorrei rivivere) ... ma proprio ciò che tu ora rinneghi.... la Vita. Quella
umana e del pianeta con quel dato ecosistema che tu mostri di disprezzare. Non
so come li vivevi, tu, quegli inverni fantastici, ricoperti di candida neve,
forse eri un cadavere ambulante come mostri di essere ora.... ma io li sento
ancora in me... e sempre li sentirò, insieme a tutte le infinite altre cose
vive che c'erano e stanno distruggendo... Perchè io non ho una memoria
meccanica e incapace di percezione reale, ma un ricordo reale, vivo tutt'ora e
da allora.
>>>> Non si tratta di far belli i ricordi, ma di non essere morti a noi
stessi... e avere in noi ancora cellule rimaste vive ... nonchè la memoria del
sangue.
>>>> Io non ricordo come era allora la natura, la vita, se non attraverso
ciò che mi manca. Che c'era e ora non più.... o che sta venendo meno.
>>>> Perchè la crisi si è affermata in occidente? ... perchè in oriente
sono ancora legati alla natura. Purtroppo stanno disanimando e artefacendo tutto
anche là ... piano piano.
>>>> Conto su una presa di coscienza accompagnata da una ripresa di vita
naturale.
>>>
>>> ______________________
>>> Ah ah ah! Te lo dicevo qualche mese fa: vai in Cambogia, tanto
>>> i tuoi fantasmi ti inseguiranno. Ti dedico una canzone, va:
>>>
>>> https://www.youtube.com/watch?v=*****FHwE3GCs
>>
>>
>>
>>
>>
>> ma sei scemo davvero allora!
>
> _______________________
> I tuoi insulti sono come il panorama: ci si abitua.
>
>
>> io amo muovermi liberamente in ogni dove, per amore della cosa in se
stessa... e di un mio modo di essere che in cattività non può esprimersi... ma
scappo da niente SIA CHIARO ..... NON HO FANTASMI DA CUI FUGGIRE, io! ... manco
so cosa siano, sti fantasmi di cui dici.
>> Anzi.... semmai ho aspirazioni cui tendo per il piacere di andare oltre,
anche se manco so dove sia il luogo che ad esse somiglia, ma è un senso di
respiro e di scoperta, di freschezza e senso di esistenza come sentirmi sempre
me stessa.... libera e me stessa... e con chi mi somiglia o cui somiglio.
>>
>> Ma una cosa la noto... che la tua reazione sta a significare che ho rovinato
l'ennesimo tuo tentativo di disanimare tutto... e rendere sto mondo un mondo di
cadaveri ambulanti come quelli cui tieni tu.
>
> ____________________
> Anzi, la tua reazione mi fa pensare di aver toccato un nervo scoperto.




èhi... carissimo !.... è il tuo atteggiamento ad essere insultante... Tu ti
arroghi il diritto di accusarmi di fuggire da fantasmi del mio passato ed io
dovrei lasciartelo dire?
Finora ti ho replicato in modo soft... ma se insisti con questo atteggiamento
allora io reagisco in modo davvero forte, come finora non ho fatto ... regolati.
 
rawmode 24 Mag 2017 11:46
"Persio"

....
abbracciando e baciando come un fratello il cavallo maltrattato, lo
avesse fatto spinto dalla potente immediatezza di una visione nella
quale ogni cosa ha senso e scopo.
.....


Ma questa e' una tipica(quasi) "mossa zen"..
la presa del cavallo!! devi prenderlo di lato altrimenti
ti scorni con una testona enorme!!
Chenickname 24 Mag 2017 11:51
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:40:29 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:26:54 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:12:30 UTC+2, ideap...@googlemail.com
ha scritto:
>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 10:55:03 UTC+2, Chenickname ha
scritto:
>>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:41:34 UTC+2,
ideap...@googlemail.com ha scritto:
>>>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:01:42 UTC+2, Chenickname ha
scritto:
>>>>>> Il giorno martedì 23 maggio 2017 22:00:08 UTC+2, peter schlemihl ha
scritto:
>>>>>>> A molti piace ripetere che viviamo in un tempo di “crisi dei
valori”, ma
>>>>>>> quando è cominciata questa crisi? Nel 1919 si era già a uno
sta*****
>>>>>>> avanzato di decadenza: ne abbiamo numerose testimonianze, tra le
quali
>>>>>>> si può citare quella offerta dai versi famosi di Yeats:
>>>>>>>
>>>>>>> Things fall apart; the centre cannot hold; | Mere anarchy is
loosed upon
>>>>>>> the world, | The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere | The
>>>>>>> ceremony of innocence is drowned; | The best lack all conviction,
while
>>>>>>> the worst | Are full of passionate intensity.
>>>>>>>
>>>>>>> “le cose cadono a pezzi; il centro non regge più; sul mondo
dilaga mera
>>>>>>> anarchia, l’onda fosca di sangue dilaga, e in ogni luogo
sommerge il
>>>>>>> rito dell’innocenza; i migliori difettano d’ogni convinzione,
i peggiori
>>>>>>> sono colmi d’appassionata intensità.”
>>>>>>>
>>>>>>> Tra il 1918 e il 1922 Spengler pubblicava “Il tramonto
dell'Occidente”
>>>>>>> annunciando la fine imminente della nostra civiltà. I decenni
precedenti
>>>>>>> (gli ultimi del XIX secolo) non erano stati improntati a maggior
>>>>>>> ottimismo: l'idea di decadenza permeava gran parte della cultura
di quel
>>>>>>> tempo (ci sarà una ragione per cui il movimento letterario
dominante
>>>>>>> viene chiamato "decadentismo", no?). Uno dei temi chiave di
Nietzsche è
>>>>>>> proprio la décadence.
>>>>>>>
>>>>>>> Siamo alle origini dell'epoca attuale e forse è comprensibile che
>>>>>>> subito, fin da allora, si sia avvertita la tensione tra passato e
>>>>>>> presente. Più sorprendente (e meno comprensibile) è trovare la
"crisi
>>>>>>> dei valori" imperante in piena "età della fede", in quel
Me*****evo
>>>>>>> integralmente cristiano che dovrebbe rappresentare l'esatto
rovescio del
>>>>>>> nostro secolarizzato mondo contemporaneo. Bernardo di Cluny,
proprio
>>>>>>> come Yeats, vede nella corruzione del suo tempo i segni
dell'imminente
>>>>>>> venuta dell'anti*****:
>>>>>>>
>>>>>>> Hora novissima, tempora pessima sunt — vigilemus. | Ecce
minaciter
>>>>>>> imminet arbiter ille supremus. | Imminet imminet ut mala terminet,
æqua
>>>>>>> coronet, | Recta remuneret, anxia liberet, æthera donet.
>>>>>>>
>>>>>>> “Questi sono gli ultimi giorni, i tempi peggiori: dobbiamo stare
in
>>>>>>> guardia. Ecco l'arrivo minaccioso del giudice supremo. Egli viene,
sta
>>>>>>> venendo a porre fine al male, a coronare il giusto, a premiare la
>>>>>>> giustizia, a liberare il pensiero e a donare il cielo.”
>>>>>>>
>>>>>>> Non è certo un testo isolato. La letteratura medievale è piena
di
>>>>>>> lamenti sulla "crisi dei valori" rispetto ai bei tempi antichi.
>>>>>>> Probabilmente ne conoscete già un esempio celebre: quando Dante,
nel
>>>>>>> quindicesimo canto del Paradiso, incontra il suo avo Cacciaguida,
questi
>>>>>>> rimpiange con versi accorati l'epoca in cui
>>>>>>>
>>>>>>> “Fiorenza dentro da la cerchia antica, [...] si stava in pace,
sobria e
>>>>>>> pudica.” (Par. XV, 97-99)
>>>>>>>
>>>>>>> Ma la corruzione dei costumi avanza ormai senza pietà. Consumi
>>>>>>> superflui, culto dell'esteriorità e avidità di denaro
caratterizzano la
>>>>>>> Firenze trecentesca. Una volta, scrive Dante, i padri non temevano
di
>>>>>>> compromettere il proprio tenore di vita a causa dei figli, né le
culle
>>>>>>> erano vuote a causa delle deviazioni *******
>>>>>>>
>>>>>>> Non avea catenella, non corona, non gonne contigiate, non cintura
che
>>>>>>> fosse a veder più che la persona.
>>>>>>>
>>>>>>> Non faceva, nascendo, ancor paura la figlia al padre, ché ’l
tempo e la
>>>>>>> dote non fuggien quinci e quindi la misura.
>>>>>>>
>>>>>>> Non avea case di famiglia vòte; non v’era giunto ancor
Sardanapalo a
>>>>>>> mostrar ciò che ’n camera si puote. (Par. XV, 100-108)
>>>>>>>
>>>>>>> Come si vede i valori in crisi erano molto simili a quelli di
oggi. E
>>>>>>> c'è un altro aspetto in cui Dante sembra estremamente attuale.
Con la
>>>>>>> stessa lucidità degli ammiratori di Trump e Salvini, egli
individuava
>>>>>>> acutamente la causa principale della corruzione: l'invasione degli
>>>>>>> immigrati.
>>>>>>>
>>>>>>> Sempre la confusion de le persone principio fu del mal de la
cittade,
>>>>>>> Par. XVI, 67-68
>>>>>>>
>>>>>>> Chi, spassionatamente, potrebbe negare l'incompatibilità
>>>>>>> etnico-culturale dei fiorentini puri con la marmaglia incivile dei
>>>>>>> villani di Campi Bisenzio, Figline Valdarno, Certaldo e Signa?
Come si
>>>>>>> fa a
>>>>>>>
>>>>>>> [...] sostener lo puzzo del villan d’Aguglion, di quel da Signa,
che già
>>>>>>> per barattare ha l’occhio aguzzo! Par. XVI, 55-57
>>>>>>>
>>>>>>> Quindi la crisi dei valori ha origine nel Me*****evo? Neanche per
sogno.
>>>>>>> Facciamola breve, e rinunciamo a ricordare che si tratta di uno
>>>>>>> stereotipo di cui i latini hanno ampiamente abusato. Gli autori
dell'età
>>>>>>> imperiale rimpiangono la repubblica, mentre in età repubblicana
Catone
>>>>>>> il censore rimpiangeva il “mos maiorum”, i costumi degli
antenati, ahimè
>>>>>>> decaduti ai tempi suoi (quelli delle guerre puniche).
>>>>>>>
>>>>>>> Esageriamo. Andiamo proprio agli inizi. La nostra civiltà, la
civiltà
>>>>>>> occidentale, nasce in fondo con la Grecia antica. Ebbene, in età
arcaica
>>>>>>> Esiodo, il più antico dei poeti dopo Omero, scriveva desolato:
>>>>>>>
>>>>>>> “fra la quinta stirpe non fossi mai nato, ma prima io fossi
morto,
>>>>>>> oppure piú tardi venuto alla luce! Poiché di ferro è questa
progenie. Né
>>>>>>> tregua un sol giorno avrà mai dal travaglio, dal pianto,
dall’esser
>>>>>>> distrutta e giorno e notte; e pene crudeli gli Dei ci daranno.”
>>>>>>>
>>>>>>> C'è stata un'età dell'oro, poi sono venuti i tempi di argento e
di
>>>>>>> bronzo, ma adesso... oh signora mia, come sono decaduti i valori
adesso!
>>>>>>> Non è più come una volta. Firmato: Esiodo. Direttamente dal VII
secolo
>>>>>>> a.C.
>>>>>>
>>>>>> ___________________
>>>>>> Bel pezzo! :-)
>>>>>>
>>>>>> ________________________
>>>>>> Una nota utilitaristica.
>>>>>>
>>>>>> Che cosa sono i *valori*? Sono i riferimenti, gli asintoti, i
concetti
>>>>>> astratti dell'etica comportamentale corrente.
>>>>>> Che cos'e' l'etica comportamentale corrente? Quell'insieme di norme
>>>>>> che scaturiscono dalla massimizzazione del vantaggio comune.
>>>>>> Ovvio che, cambiando le condizioni al contorno, cambiando
l'ambiente,
>>>>>> l'etica si adatti e di conseguenza i valori.
>>>>>>
>>>>>> In passato le cose *andavano meglio* per semplici ragioni
psicologiche:
>>>>>> eravamo piu' giovani, tendiamo a stereotipare i ricordi, non ci sono
>>>>>> piu' le stagioni di una volta, gli inverni erano fantastici, tutto
si
>>>>>> ricopriva di candida neve e noi ci divertivamo facendo con la neve
>>>>>> pupazzi e palle. E' questa l'unica ragione per cui rimpiangiamo i
>>>>>> *valori* che non ci sono piu'.
>>>>>
>>>>>
>>>>> Parla per TE, Parla sempre per TE. Ficcatevi, ognuno, in testa questa
cosa semplice... ossia il piantarla di voler subdolamente plagiare e
condizionare gli altri.
>>>>> Non si tratta di ricordare una giovinezza perduta(e che del resto
manco vorrei rivivere) ... ma proprio ciò che tu ora rinneghi.... la Vita.
Quella umana e del pianeta con quel dato ecosistema che tu mostri di
disprezzare. Non so come li vivevi, tu, quegli inverni fantastici, ricoperti di
candida neve, forse eri un cadavere ambulante come mostri di essere ora.... ma
io li sento ancora in me... e sempre li sentirò, insieme a tutte le infinite
altre cose vive che c'erano e stanno distruggendo... Perchè io non ho una
memoria meccanica e incapace di percezione reale, ma un ricordo reale, vivo
tutt'ora e da allora.
>>>>> Non si tratta di far belli i ricordi, ma di non essere morti a noi
stessi... e avere in noi ancora cellule rimaste vive ... nonchè la memoria del
sangue.
>>>>> Io non ricordo come era allora la natura, la vita, se non attraverso
ciò che mi manca. Che c'era e ora non più.... o che sta venendo meno.
>>>>> Perchè la crisi si è affermata in occidente? ... perchè in oriente
sono ancora legati alla natura. Purtroppo stanno disanimando e artefacendo tutto
anche là ... piano piano.
>>>>> Conto su una presa di coscienza accompagnata da una ripresa di vita
naturale.
>>>>
>>>> ______________________
>>>> Ah ah ah! Te lo dicevo qualche mese fa: vai in Cambogia, tanto
>>>> i tuoi fantasmi ti inseguiranno. Ti dedico una canzone, va:
>>>>
>>>> https://www.youtube.com/watch?v=*****FHwE3GCs
>>>
>>>
>>>
>>>
>>>
>>> ma sei scemo davvero allora!
>>
>> _______________________
>> I tuoi insulti sono come il panorama: ci si abitua.
>>
>>
>>> io amo muovermi liberamente in ogni dove, per amore della cosa in se
stessa... e di un mio modo di essere che in cattività non può esprimersi... ma
scappo da niente SIA CHIARO ..... NON HO FANTASMI DA CUI FUGGIRE, io! ... manco
so cosa siano, sti fantasmi di cui dici.
>>> Anzi.... semmai ho aspirazioni cui tendo per il piacere di andare oltre,
anche se manco so dove sia il luogo che ad esse somiglia, ma è un senso di
respiro e di scoperta, di freschezza e senso di esistenza come sentirmi sempre
me stessa.... libera e me stessa... e con chi mi somiglia o cui somiglio.
>>>
>>> Ma una cosa la noto... che la tua reazione sta a significare che ho
rovinato l'ennesimo tuo tentativo di disanimare tutto... e rendere sto mondo un
mondo di cadaveri ambulanti come quelli cui tieni tu.
>>
>> ____________________
>> Anzi, la tua reazione mi fa pensare di aver toccato un nervo scoperto.
>
>
>
>
> èhi... carissimo !.... è il tuo atteggiamento ad essere insultante... Tu ti
arroghi il diritto di accusarmi di fuggire da fantasmi del mio passato ed io
dovrei lasciartelo dire?
> Finora ti ho replicato in modo soft... ma se insisti con questo atteggiamento
allora io reagisco in modo davvero forte, come finora non ho fatto ... regolati.
 

____________________
Ok. Tutti fuggiamo dai nostri fantasmi, eccetto tu.
C'era la neve... aufwiederseen!
ideaprima1@googlemail.com 24 Mag 2017 11:55
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:26:54 UTC+2, Chenickname ha scritto:


> Anzi, la tua reazione mi fa pensare di aver toccato un nervo scoperto.



ideaprima

il nervo scoperto, anzi tutti quanti i nervi, li hai tu nei miei confronti ogni
qualvolta non lascio campo libero al tuo piano di condizionamento mentale nei
confronti di chi legge, magari tanto ingenuo da prendere per valido ciò che
dici.
Tu sai bene che conosco il tuo piano e scopo... per questo giochi sempre s*****o
con me. Idem il tuo compare... che già ha tentato di diffamarmi con menzogne
vergognose, qui pubblicamente e che si è schivato per un pelo una querela da
parte mia. Attento a non beccartela tu, pure.
Vedi dunque di astenerti da considerazioni del tutto false e che toccano il mio
privato. Limitati a discutere di ciò che scrivo qui.
ideaprima1@googlemail.com 24 Mag 2017 12:03
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:51:32 UTC+2, Chenickname ha scritto:
> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:40:29 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:26:54 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:12:30 UTC+2,
ideap...@googlemail.com ha scritto:
>>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 10:55:03 UTC+2, Chenickname ha
scritto:
>>>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:41:34 UTC+2,
ideap...@googlemail.com ha scritto:
>>>>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:01:42 UTC+2, Chenickname ha
scritto:
>>>>>>> Il giorno martedì 23 maggio 2017 22:00:08 UTC+2, peter schlemihl
ha scritto:
>>>>>>>> A molti piace ripetere che viviamo in un tempo di “crisi dei
valori”, ma
>>>>>>>> quando è cominciata questa crisi? Nel 1919 si era già a uno
sta*****
>>>>>>>> avanzato di decadenza: ne abbiamo numerose testimonianze, tra le
quali
>>>>>>>> si può citare quella offerta dai versi famosi di Yeats:
>>>>>>>>
>>>>>>>> Things fall apart; the centre cannot hold; | Mere anarchy is
loosed upon
>>>>>>>> the world, | The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere |
The
>>>>>>>> ceremony of innocence is drowned; | The best lack all
conviction, while
>>>>>>>> the worst | Are full of passionate intensity.
>>>>>>>>
>>>>>>>> “le cose cadono a pezzi; il centro non regge più; sul mondo
dilaga mera
>>>>>>>> anarchia, l’onda fosca di sangue dilaga, e in ogni luogo
sommerge il
>>>>>>>> rito dell’innocenza; i migliori difettano d’ogni
convinzione, i peggiori
>>>>>>>> sono colmi d’appassionata intensità.”
>>>>>>>>
>>>>>>>> Tra il 1918 e il 1922 Spengler pubblicava “Il tramonto
dell'Occidente”
>>>>>>>> annunciando la fine imminente della nostra civiltà. I decenni
precedenti
>>>>>>>> (gli ultimi del XIX secolo) non erano stati improntati a maggior
>>>>>>>> ottimismo: l'idea di decadenza permeava gran parte della cultura
di quel
>>>>>>>> tempo (ci sarà una ragione per cui il movimento letterario
dominante
>>>>>>>> viene chiamato "decadentismo", no?). Uno dei temi chiave di
Nietzsche è
>>>>>>>> proprio la décadence.
>>>>>>>>
>>>>>>>> Siamo alle origini dell'epoca attuale e forse è comprensibile
che
>>>>>>>> subito, fin da allora, si sia avvertita la tensione tra passato
e
>>>>>>>> presente. Più sorprendente (e meno comprensibile) è trovare la
"crisi
>>>>>>>> dei valori" imperante in piena "età della fede", in quel
Me*****evo
>>>>>>>> integralmente cristiano che dovrebbe rappresentare l'esatto
rovescio del
>>>>>>>> nostro secolarizzato mondo contemporaneo. Bernardo di Cluny,
proprio
>>>>>>>> come Yeats, vede nella corruzione del suo tempo i segni
dell'imminente
>>>>>>>> venuta dell'anti*****:
>>>>>>>>
>>>>>>>> Hora novissima, tempora pessima sunt — vigilemus. | Ecce
minaciter
>>>>>>>> imminet arbiter ille supremus. | Imminet imminet ut mala
terminet, æqua
>>>>>>>> coronet, | Recta remuneret, anxia liberet, æthera donet.
>>>>>>>>
>>>>>>>> “Questi sono gli ultimi giorni, i tempi peggiori: dobbiamo
stare in
>>>>>>>> guardia. Ecco l'arrivo minaccioso del giudice supremo. Egli
viene, sta
>>>>>>>> venendo a porre fine al male, a coronare il giusto, a premiare
la
>>>>>>>> giustizia, a liberare il pensiero e a donare il cielo.”
>>>>>>>>
>>>>>>>> Non è certo un testo isolato. La letteratura medievale è piena
di
>>>>>>>> lamenti sulla "crisi dei valori" rispetto ai bei tempi antichi.
>>>>>>>> Probabilmente ne conoscete già un esempio celebre: quando
Dante, nel
>>>>>>>> quindicesimo canto del Paradiso, incontra il suo avo
Cacciaguida, questi
>>>>>>>> rimpiange con versi accorati l'epoca in cui
>>>>>>>>
>>>>>>>> “Fiorenza dentro da la cerchia antica, [...] si stava in pace,
sobria e
>>>>>>>> pudica.” (Par. XV, 97-99)
>>>>>>>>
>>>>>>>> Ma la corruzione dei costumi avanza ormai senza pietà. Consumi
>>>>>>>> superflui, culto dell'esteriorità e avidità di denaro
caratterizzano la
>>>>>>>> Firenze trecentesca. Una volta, scrive Dante, i padri non
temevano di
>>>>>>>> compromettere il proprio tenore di vita a causa dei figli, né
le culle
>>>>>>>> erano vuote a causa delle deviazioni *******
>>>>>>>>
>>>>>>>> Non avea catenella, non corona, non gonne contigiate, non
cintura che
>>>>>>>> fosse a veder più che la persona.
>>>>>>>>
>>>>>>>> Non faceva, nascendo, ancor paura la figlia al padre, ché ’l
tempo e la
>>>>>>>> dote non fuggien quinci e quindi la misura.
>>>>>>>>
>>>>>>>> Non avea case di famiglia vòte; non v’era giunto ancor
Sardanapalo a
>>>>>>>> mostrar ciò che ’n camera si puote. (Par. XV, 100-108)
>>>>>>>>
>>>>>>>> Come si vede i valori in crisi erano molto simili a quelli di
oggi. E
>>>>>>>> c'è un altro aspetto in cui Dante sembra estremamente attuale.
Con la
>>>>>>>> stessa lucidità degli ammiratori di Trump e Salvini, egli
individuava
>>>>>>>> acutamente la causa principale della corruzione: l'invasione
degli
>>>>>>>> immigrati.
>>>>>>>>
>>>>>>>> Sempre la confusion de le persone principio fu del mal de la
cittade,
>>>>>>>> Par. XVI, 67-68
>>>>>>>>
>>>>>>>> Chi, spassionatamente, potrebbe negare l'incompatibilità
>>>>>>>> etnico-culturale dei fiorentini puri con la marmaglia incivile
dei
>>>>>>>> villani di Campi Bisenzio, Figline Valdarno, Certaldo e Signa?
Come si
>>>>>>>> fa a
>>>>>>>>
>>>>>>>> [...] sostener lo puzzo del villan d’Aguglion, di quel da
Signa, che già
>>>>>>>> per barattare ha l’occhio aguzzo! Par. XVI, 55-57
>>>>>>>>
>>>>>>>> Quindi la crisi dei valori ha origine nel Me*****evo? Neanche
per sogno.
>>>>>>>> Facciamola breve, e rinunciamo a ricordare che si tratta di uno
>>>>>>>> stereotipo di cui i latini hanno ampiamente abusato. Gli autori
dell'età
>>>>>>>> imperiale rimpiangono la repubblica, mentre in età repubblicana
Catone
>>>>>>>> il censore rimpiangeva il “mos maiorum”, i costumi degli
antenati, ahimè
>>>>>>>> decaduti ai tempi suoi (quelli delle guerre puniche).
>>>>>>>>
>>>>>>>> Esageriamo. Andiamo proprio agli inizi. La nostra civiltà, la
civiltà
>>>>>>>> occidentale, nasce in fondo con la Grecia antica. Ebbene, in
età arcaica
>>>>>>>> Esiodo, il più antico dei poeti dopo Omero, scriveva desolato:
>>>>>>>>
>>>>>>>> “fra la quinta stirpe non fossi mai nato, ma prima io fossi
morto,
>>>>>>>> oppure piú tardi venuto alla luce! Poiché di ferro è questa
progenie. Né
>>>>>>>> tregua un sol giorno avrà mai dal travaglio, dal pianto,
dall’esser
>>>>>>>> distrutta e giorno e notte; e pene crudeli gli Dei ci
daranno.”
>>>>>>>>
>>>>>>>> C'è stata un'età dell'oro, poi sono venuti i tempi di argento
e di
>>>>>>>> bronzo, ma adesso... oh signora mia, come sono decaduti i valori
adesso!
>>>>>>>> Non è più come una volta. Firmato: Esiodo. Direttamente dal
VII secolo
>>>>>>>> a.C.
>>>>>>>
>>>>>>> ___________________
>>>>>>> Bel pezzo! :-)
>>>>>>>
>>>>>>> ________________________
>>>>>>> Una nota utilitaristica.
>>>>>>>
>>>>>>> Che cosa sono i *valori*? Sono i riferimenti, gli asintoti, i
concetti
>>>>>>> astratti dell'etica comportamentale corrente.
>>>>>>> Che cos'e' l'etica comportamentale corrente? Quell'insieme di
norme
>>>>>>> che scaturiscono dalla massimizzazione del vantaggio comune.
>>>>>>> Ovvio che, cambiando le condizioni al contorno, cambiando
l'ambiente,
>>>>>>> l'etica si adatti e di conseguenza i valori.
>>>>>>>
>>>>>>> In passato le cose *andavano meglio* per semplici ragioni
psicologiche:
>>>>>>> eravamo piu' giovani, tendiamo a stereotipare i ricordi, non ci
sono
>>>>>>> piu' le stagioni di una volta, gli inverni erano fantastici, tutto
si
>>>>>>> ricopriva di candida neve e noi ci divertivamo facendo con la neve
>>>>>>> pupazzi e palle. E' questa l'unica ragione per cui rimpiangiamo i
>>>>>>> *valori* che non ci sono piu'.
>>>>>>
>>>>>>
>>>>>> Parla per TE, Parla sempre per TE. Ficcatevi, ognuno, in testa
questa cosa semplice... ossia il piantarla di voler subdolamente plagiare e
condizionare gli altri.
>>>>>> Non si tratta di ricordare una giovinezza perduta(e che del resto
manco vorrei rivivere) ... ma proprio ciò che tu ora rinneghi.... la Vita.
Quella umana e del pianeta con quel dato ecosistema che tu mostri di
disprezzare. Non so come li vivevi, tu, quegli inverni fantastici, ricoperti di
candida neve, forse eri un cadavere ambulante come mostri di essere ora.... ma
io li sento ancora in me... e sempre li sentirò, insieme a tutte le infinite
altre cose vive che c'erano e stanno distruggendo... Perchè io non ho una
memoria meccanica e incapace di percezione reale, ma un ricordo reale, vivo
tutt'ora e da allora.
>>>>>> Non si tratta di far belli i ricordi, ma di non essere morti a noi
stessi... e avere in noi ancora cellule rimaste vive ... nonchè la memoria del
sangue.
>>>>>> Io non ricordo come era allora la natura, la vita, se non attraverso
ciò che mi manca. Che c'era e ora non più.... o che sta venendo meno.
>>>>>> Perchè la crisi si è affermata in occidente? ... perchè in
oriente sono ancora legati alla natura. Purtroppo stanno disanimando e
artefacendo tutto anche là ... piano piano.
>>>>>> Conto su una presa di coscienza accompagnata da una ripresa di vita
naturale.
>>>>>
>>>>> ______________________
>>>>> Ah ah ah! Te lo dicevo qualche mese fa: vai in Cambogia, tanto
>>>>> i tuoi fantasmi ti inseguiranno. Ti dedico una canzone, va:
>>>>>
>>>>> https://www.youtube.com/watch?v=*****FHwE3GCs
>>>>
>>>>
>>>>
>>>>
>>>>
>>>> ma sei scemo davvero allora!
>>>
>>> _______________________
>>> I tuoi insulti sono come il panorama: ci si abitua.
>>>
>>>
>>>> io amo muovermi liberamente in ogni dove, per amore della cosa in se
stessa... e di un mio modo di essere che in cattività non può esprimersi... ma
scappo da niente SIA CHIARO ..... NON HO FANTASMI DA CUI FUGGIRE, io! ... manco
so cosa siano, sti fantasmi di cui dici.
>>>> Anzi.... semmai ho aspirazioni cui tendo per il piacere di andare oltre,
anche se manco so dove sia il luogo che ad esse somiglia, ma è un senso di
respiro e di scoperta, di freschezza e senso di esistenza come sentirmi sempre
me stessa.... libera e me stessa... e con chi mi somiglia o cui somiglio.
>>>>
>>>> Ma una cosa la noto... che la tua reazione sta a significare che ho
rovinato l'ennesimo tuo tentativo di disanimare tutto... e rendere sto mondo un
mondo di cadaveri ambulanti come quelli cui tieni tu.
>>>
>>> ____________________
>>> Anzi, la tua reazione mi fa pensare di aver toccato un nervo scoperto.
>>
>>
>>
>>
>> èhi... carissimo !.... è il tuo atteggiamento ad essere insultante... Tu
ti arroghi il diritto di accusarmi di fuggire da fantasmi del mio passato ed io
dovrei lasciartelo dire?
>> Finora ti ho replicato in modo soft... ma se insisti con questo
atteggiamento allora io reagisco in modo davvero forte, come finora non ho fatto
... regolati.  
>
> ____________________
> Ok. Tutti fuggiamo dai nostri fantasmi, eccetto tu.
> C'era la neve... aufwiederseen!




ma parla per te!
se tu hai fantasmi fatti tuoi.... ma lasciane fuori gli altri.
Smettila di arrogsrti diritti di giudizio che non hai... e dovuti solo alla tua
fantasia, sovente maligna, o a tuoi scopi personali.
Chenickname 24 Mag 2017 12:28
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 12:03:24 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:51:32 UTC+2, Chenickname ha scritto:
>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:40:29 UTC+2, ideap...@googlemail.com
ha scritto:
>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:26:54 UTC+2, Chenickname ha
scritto:
>>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 11:12:30 UTC+2,
ideap...@googlemail.com ha scritto:
>>>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 10:55:03 UTC+2, Chenickname ha
scritto:
>>>>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:41:34 UTC+2,
ideap...@googlemail.com ha scritto:
>>>>>>> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:01:42 UTC+2, Chenickname ha
scritto:
>>>>>>>> Il giorno martedì 23 maggio 2017 22:00:08 UTC+2, peter
schlemihl ha scritto:
>>>>>>>>> A molti piace ripetere che viviamo in un tempo di “crisi dei
valori”, ma
>>>>>>>>> quando è cominciata questa crisi? Nel 1919 si era già a uno
sta*****
>>>>>>>>> avanzato di decadenza: ne abbiamo numerose testimonianze, tra
le quali
>>>>>>>>> si può citare quella offerta dai versi famosi di Yeats:
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> Things fall apart; the centre cannot hold; | Mere anarchy is
loosed upon
>>>>>>>>> the world, | The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere |
The
>>>>>>>>> ceremony of innocence is drowned; | The best lack all
conviction, while
>>>>>>>>> the worst | Are full of passionate intensity.
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> “le cose cadono a pezzi; il centro non regge più; sul mondo
dilaga mera
>>>>>>>>> anarchia, l’onda fosca di sangue dilaga, e in ogni luogo
sommerge il
>>>>>>>>> rito dell’innocenza; i migliori difettano d’ogni
convinzione, i peggiori
>>>>>>>>> sono colmi d’appassionata intensità.”
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> Tra il 1918 e il 1922 Spengler pubblicava “Il tramonto
dell'Occidente”
>>>>>>>>> annunciando la fine imminente della nostra civiltà. I decenni
precedenti
>>>>>>>>> (gli ultimi del XIX secolo) non erano stati improntati a
maggior
>>>>>>>>> ottimismo: l'idea di decadenza permeava gran parte della
cultura di quel
>>>>>>>>> tempo (ci sarà una ragione per cui il movimento letterario
dominante
>>>>>>>>> viene chiamato "decadentismo", no?). Uno dei temi chiave di
Nietzsche è
>>>>>>>>> proprio la décadence.
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> Siamo alle origini dell'epoca attuale e forse è comprensibile
che
>>>>>>>>> subito, fin da allora, si sia avvertita la tensione tra
passato e
>>>>>>>>> presente. Più sorprendente (e meno comprensibile) è trovare
la "crisi
>>>>>>>>> dei valori" imperante in piena "età della fede", in quel
Me*****evo
>>>>>>>>> integralmente cristiano che dovrebbe rappresentare l'esatto
rovescio del
>>>>>>>>> nostro secolarizzato mondo contemporaneo. Bernardo di Cluny,
proprio
>>>>>>>>> come Yeats, vede nella corruzione del suo tempo i segni
dell'imminente
>>>>>>>>> venuta dell'anti*****:
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> Hora novissima, tempora pessima sunt — vigilemus. | Ecce
minaciter
>>>>>>>>> imminet arbiter ille supremus. | Imminet imminet ut mala
terminet, æqua
>>>>>>>>> coronet, | Recta remuneret, anxia liberet, æthera donet.
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> “Questi sono gli ultimi giorni, i tempi peggiori: dobbiamo
stare in
>>>>>>>>> guardia. Ecco l'arrivo minaccioso del giudice supremo. Egli
viene, sta
>>>>>>>>> venendo a porre fine al male, a coronare il giusto, a premiare
la
>>>>>>>>> giustizia, a liberare il pensiero e a donare il cielo.”
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> Non è certo un testo isolato. La letteratura medievale è
piena di
>>>>>>>>> lamenti sulla "crisi dei valori" rispetto ai bei tempi
antichi.
>>>>>>>>> Probabilmente ne conoscete già un esempio celebre: quando
Dante, nel
>>>>>>>>> quindicesimo canto del Paradiso, incontra il suo avo
Cacciaguida, questi
>>>>>>>>> rimpiange con versi accorati l'epoca in cui
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> “Fiorenza dentro da la cerchia antica, [...] si stava in
pace, sobria e
>>>>>>>>> pudica.” (Par. XV, 97-99)
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> Ma la corruzione dei costumi avanza ormai senza pietà.
Consumi
>>>>>>>>> superflui, culto dell'esteriorità e avidità di denaro
caratterizzano la
>>>>>>>>> Firenze trecentesca. Una volta, scrive Dante, i padri non
temevano di
>>>>>>>>> compromettere il proprio tenore di vita a causa dei figli, né
le culle
>>>>>>>>> erano vuote a causa delle deviazioni *******
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> Non avea catenella, non corona, non gonne contigiate, non
cintura che
>>>>>>>>> fosse a veder più che la persona.
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> Non faceva, nascendo, ancor paura la figlia al padre, ché
’l tempo e la
>>>>>>>>> dote non fuggien quinci e quindi la misura.
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> Non avea case di famiglia vòte; non v’era giunto ancor
Sardanapalo a
>>>>>>>>> mostrar ciò che ’n camera si puote. (Par. XV, 100-108)
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> Come si vede i valori in crisi erano molto simili a quelli di
oggi. E
>>>>>>>>> c'è un altro aspetto in cui Dante sembra estremamente
attuale. Con la
>>>>>>>>> stessa lucidità degli ammiratori di Trump e Salvini, egli
individuava
>>>>>>>>> acutamente la causa principale della corruzione: l'invasione
degli
>>>>>>>>> immigrati.
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> Sempre la confusion de le persone principio fu del mal de la
cittade,
>>>>>>>>> Par. XVI, 67-68
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> Chi, spassionatamente, potrebbe negare l'incompatibilità
>>>>>>>>> etnico-culturale dei fiorentini puri con la marmaglia incivile
dei
>>>>>>>>> villani di Campi Bisenzio, Figline Valdarno, Certaldo e Signa?
Come si
>>>>>>>>> fa a
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> [...] sostener lo puzzo del villan d’Aguglion, di quel da
Signa, che già
>>>>>>>>> per barattare ha l’occhio aguzzo! Par. XVI, 55-57
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> Quindi la crisi dei valori ha origine nel Me*****evo? Neanche
per sogno.
>>>>>>>>> Facciamola breve, e rinunciamo a ricordare che si tratta di
uno
>>>>>>>>> stereotipo di cui i latini hanno ampiamente abusato. Gli
autori dell'età
>>>>>>>>> imperiale rimpiangono la repubblica, mentre in età
repubblicana Catone
>>>>>>>>> il censore rimpiangeva il “mos maiorum”, i costumi degli
antenati, ahimè
>>>>>>>>> decaduti ai tempi suoi (quelli delle guerre puniche).
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> Esageriamo. Andiamo proprio agli inizi. La nostra civiltà, la
civiltà
>>>>>>>>> occidentale, nasce in fondo con la Grecia antica. Ebbene, in
età arcaica
>>>>>>>>> Esiodo, il più antico dei poeti dopo Omero, scriveva
desolato:
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> “fra la quinta stirpe non fossi mai nato, ma prima io fossi
morto,
>>>>>>>>> oppure piú tardi venuto alla luce! Poiché di ferro è questa
progenie. Né
>>>>>>>>> tregua un sol giorno avrà mai dal travaglio, dal pianto,
dall’esser
>>>>>>>>> distrutta e giorno e notte; e pene crudeli gli Dei ci
daranno.”
>>>>>>>>>
>>>>>>>>> C'è stata un'età dell'oro, poi sono venuti i tempi di
argento e di
>>>>>>>>> bronzo, ma adesso... oh signora mia, come sono decaduti i
valori adesso!
>>>>>>>>> Non è più come una volta. Firmato: Esiodo. Direttamente dal
VII secolo
>>>>>>>>> a.C.
>>>>>>>>
>>>>>>>> ___________________
>>>>>>>> Bel pezzo! :-)
>>>>>>>>
>>>>>>>> ________________________
>>>>>>>> Una nota utilitaristica.
>>>>>>>>
>>>>>>>> Che cosa sono i *valori*? Sono i riferimenti, gli asintoti, i
concetti
>>>>>>>> astratti dell'etica comportamentale corrente.
>>>>>>>> Che cos'e' l'etica comportamentale corrente? Quell'insieme di
norme
>>>>>>>> che scaturiscono dalla massimizzazione del vantaggio comune.
>>>>>>>> Ovvio che, cambiando le condizioni al contorno, cambiando
l'ambiente,
>>>>>>>> l'etica si adatti e di conseguenza i valori.
>>>>>>>>
>>>>>>>> In passato le cose *andavano meglio* per semplici ragioni
psicologiche:
>>>>>>>> eravamo piu' giovani, tendiamo a stereotipare i ricordi, non ci
sono
>>>>>>>> piu' le stagioni di una volta, gli inverni erano fantastici,
tutto si
>>>>>>>> ricopriva di candida neve e noi ci divertivamo facendo con la
neve
>>>>>>>> pupazzi e palle. E' questa l'unica ragione per cui rimpiangiamo
i
>>>>>>>> *valori* che non ci sono piu'.
>>>>>>>
>>>>>>>
>>>>>>> Parla per TE, Parla sempre per TE. Ficcatevi, ognuno, in testa
questa cosa semplice... ossia il piantarla di voler subdolamente plagiare e
condizionare gli altri.
>>>>>>> Non si tratta di ricordare una giovinezza perduta(e che del resto
manco vorrei rivivere) ... ma proprio ciò che tu ora rinneghi.... la Vita.
Quella umana e del pianeta con quel dato ecosistema che tu mostri di
disprezzare. Non so come li vivevi, tu, quegli inverni fantastici, ricoperti di
candida neve, forse eri un cadavere ambulante come mostri di essere ora.... ma
io li sento ancora in me... e sempre li sentirò, insieme a tutte le infinite
altre cose vive che c'erano e stanno distruggendo... Perchè io non ho una
memoria meccanica e incapace di percezione reale, ma un ricordo reale, vivo
tutt'ora e da allora.
>>>>>>> Non si tratta di far belli i ricordi, ma di non essere morti a noi
stessi... e avere in noi ancora cellule rimaste vive ... nonchè la memoria del
sangue.
>>>>>>> Io non ricordo come era allora la natura, la vita, se non
attraverso ciò che mi manca. Che c'era e ora non più.... o che sta venendo
meno.
>>>>>>> Perchè la crisi si è affermata in occidente? ... perchè in
oriente sono ancora legati alla natura. Purtroppo stanno disanimando e
artefacendo tutto anche là ... piano piano.
>>>>>>> Conto su una presa di coscienza accompagnata da una ripresa di
vita naturale.
>>>>>>
>>>>>> ______________________
>>>>>> Ah ah ah! Te lo dicevo qualche mese fa: vai in Cambogia, tanto
>>>>>> i tuoi fantasmi ti inseguiranno. Ti dedico una canzone, va:
>>>>>>
>>>>>> https://www.youtube.com/watch?v=*****FHwE3GCs
>>>>>
>>>>>
>>>>>
>>>>>
>>>>>
>>>>> ma sei scemo davvero allora!
>>>>
>>>> _______________________
>>>> I tuoi insulti sono come il panorama: ci si abitua.
>>>>
>>>>
>>>>> io amo muovermi liberamente in ogni dove, per amore della cosa in se
stessa... e di un mio modo di essere che in cattività non può esprimersi... ma
scappo da niente SIA CHIARO ..... NON HO FANTASMI DA CUI FUGGIRE, io! ... manco
so cosa siano, sti fantasmi di cui dici.
>>>>> Anzi.... semmai ho aspirazioni cui tendo per il piacere di andare
oltre, anche se manco so dove sia il luogo che ad esse somiglia, ma è un senso
di respiro e di scoperta, di freschezza e senso di esistenza come sentirmi
sempre me stessa.... libera e me stessa... e con chi mi somiglia o cui somiglio.
>>>>>
>>>>> Ma una cosa la noto... che la tua reazione sta a significare che ho
rovinato l'ennesimo tuo tentativo di disanimare tutto... e rendere sto mondo un
mondo di cadaveri ambulanti come quelli cui tieni tu.
>>>>
>>>> ____________________
>>>> Anzi, la tua reazione mi fa pensare di aver toccato un nervo scoperto.
>>>
>>>
>>>
>>>
>>> èhi... carissimo !.... è il tuo atteggiamento ad essere insultante... Tu
ti arroghi il diritto di accusarmi di fuggire da fantasmi del mio passato ed io
dovrei lasciartelo dire?
>>> Finora ti ho replicato in modo soft... ma se insisti con questo
atteggiamento allora io reagisco in modo davvero forte, come finora non ho fatto
... regolati.  
>>
>> ____________________
>> Ok. Tutti fuggiamo dai nostri fantasmi, eccetto tu.
>> C'era la neve... aufwiederseen!
>
>
>
>
> ma parla per te!
> se tu hai fantasmi fatti tuoi.... ma lasciane fuori gli altri.
> Smettila di arrogsrti diritti di giudizio che non hai... e dovuti solo alla
tua fantasia, sovente maligna, o a tuoi scopi personali.

_________________________
https://www.youtube.com/watch?v=7hG131zr4XA
peter schlemihl 24 Mag 2017 15:54
Il giorno martedì 23 maggio 2017 22:55:03 UTC+2, Pierfrancesco ha
scritto:

> Con il dovuto rispetto a tante dotte citazioni vorrei portare il mio
> contributo all'argomento:

È un peccato che tu non abbia voluto seguire quelle “dotte citazioni”.
Ti saresti accorto che non erano infiorettature per far colpo con
riferimenti colti, quanto piuttosto *prove*. *Dimostrano* che in ogni
epoca si è pensato che prima, nel passato (di ogni epoca), i valori
fossero più rispettati. Questo, secondo me, qualche interrogativo
dovrebbe suscitarlo.

> Da quanto mi si racconta, ho notizia che, almeno fra la gente comune,
> molti decenni fa la situazione per molti di questi valori era un po'
> migliore.

Premesso che la gente (comune e non) è sempre stata convinta di vivere
in un periodo di “crisi dei valori”, vediamo qualcuno tra gli esempi da
te indicati. Mi perdonerai se ritengo superfluo rispondere su ogni
singolo punto. Mi pare che l’infondatezza di quanto asserito dovrebbe
essere sufficientemente stabilita anche prendendo in considerazione solo
qualcuno dei valori menzionati. Purtroppo non posso fare a meno di
rinviare ad altri testi: per capire ci si deve documentare, altrimenti i
nostri rimangono discorsi vuoti.

> La caduta dei valori nel mondo occidentale: alcuni esempi:
>
> [...]
> "l'onesta' ": pensiamo a mafia capitale:

Il delitto Notarbartolo: mafia, deputati, banche in un intreccio
criminale del 1893.
http://www.rivistameridiana.it/files/Lupo,-Il-delitto-Notarbartolo.pdf
https://it.wikipedia.org/wiki/Emanuele_Notarbartolo

Gaetano Salvemini denuncia la collusione sistematica tra politica e malaffare
nell’Italia del primo Novecento. Giolitti è “Il ministro della mala
vita”:
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_ministro_della_mala_vita

> 'la dignita': e' civile un paese dove alcuni suoi anziani vanno a
> raccattare da mangiare nei cassonetti ?

L’Africa in casa. Un’inchiesta degli anni cinquanta sulla miseria delle
campagne meri*****nali:
http://www.giornalisticamente.net/blog/2010/08/10/sardegna-1959-lafrica-in-casa-lespresso-di-una-volta/
http://www.malgradotuttoweb.it/sito2013 *******
archivio/1253-qlespresso-q-arriva-a-racalmuto-e-scopre-che-abbiamo-lafrica-in-casa.html


Nella pianura padana i poveri morivano di pellagra fino ai primi del
Novecento:
http://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione/la-pellagra-colpa-della-poverta-non-della-polenta

I bambini venivano venduti dalle famiglie per farli lavorare nelle
miniere di zolfo, tra violenze fisiche e abusi ******* in un ambiente
malsano che distruggeva i polmoni:
https://it.wikipedia.org/wiki/Carusi
http://www.amicidellaminiera.it/i-carusi/uomini/zolfatai/i-carusi

> 'la non violenza' e 'la giustizia': la cronaca dei femminicidi e'
> purtroppo settim*****e;

Questa è la cosa più buffa, la prova più evidente della distanza tra
fatti e percezione dei fatti da parte dell’opinione pubblica. Qui puoi
vedere i dati sul declino degli omicidi negli ultimi anni:
http://www.lavoce.info/archives/46798/linarrestabile-declino-degli-omicidi/

Alla fine dell’Ottocento il numero dei delitti violenti non solo era
enormemente più alto, ma l’Italia aveva un vero e proprio primato tra i
paesi europei:
http://www.orda.it/rizzoli/stella/numeri/devianza2int.spm
http://www.orda.it/rizzoli/stella/numeri/devianza2int3.spm

Di che stiamo dunque parlando?
peter schlemihl 24 Mag 2017 15:55
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 00:49:58 UTC+2, Loris Dalla Rosa ha scritto:

> ai tempi del "O tempora, o mores!", lungamente diluito nei secoli, si
> denunciava il generale discostamento *dalla* morale (che rimaneva *il*
> valore), mentre quella della nostra era e' crisi *della* morale (cioe'
> di essa come valore).

Non credo. La “morale” assume forme diverse, ma ogni epoca e ogni
società si forgia i propri “ideali regolativi”. L’ironia è che chi si
lamenta della “crisi dei valori”, in genere manifesta insofferenza e
disprezzo per il “politicamente corretto”, che poi è il modo in cui
prende forma il senso morale contemporaneo. E come ogni morale, in ogni
tempo, si caratterizza sia per l’opposizione ai comportamenti correnti,
sia per una certa misura di inevitabile ipocrisia e bigottismo.
peter schlemihl 24 Mag 2017 15:55
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:01:42 UTC+2, Chenickname ha
scritto:

> Bel pezzo! :-)

Non mio.

> In passato le cose *andavano meglio* per semplici ragioni
> psicologiche: eravamo piu' giovani, tendiamo a stereotipare i ricordi,
> non ci sono piu' le stagioni di una volta, gli inverni erano
> fantastici, tutto si ricopriva di candida neve e noi ci divertivamo
> facendo con la neve pupazzi e palle. E' questa l'unica ragione per cui
> rimpiangiamo i *valori* che non ci sono piu'.

Immagino che da una generazione all'altra vengano trasmessi i valori che
dovrebbero orientarci nella vita, con corredo di esempi, di eroi e di atti
memorabili a cui far riferimento. Entrando in contatto con la realtà
ogni generazione scopre, sempre con sorpresa, che a quegli ideali non
corrispondono i comportamenti concreti. Invece di trarre la corretta
conclusione, che i "valori" sono tali proprio perché rappresentano una
meta da raggiungere, se ne deduce che un tempo le cose andavano meglio.
ideaprima1@googlemail.com 24 Mag 2017 16:45
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 15:55:23 UTC+2, peter schlemihl ha scritto:
> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 09:01:42 UTC+2, Chenickname ha
> scritto:
>
>> Bel pezzo! :-)
>
> Non mio.
>
>> In passato le cose *andavano meglio* per semplici ragioni
>> psicologiche: eravamo piu' giovani, tendiamo a stereotipare i ricordi,
>> non ci sono piu' le stagioni di una volta, gli inverni erano
>> fantastici, tutto si ricopriva di candida neve e noi ci divertivamo
>> facendo con la neve pupazzi e palle. E' questa l'unica ragione per cui
>> rimpiangiamo i *valori* che non ci sono piu'.
>
> Immagino che da una generazione all'altra vengano trasmessi i valori che
> dovrebbero orientarci nella vita, con corredo di esempi, di eroi e di atti
> memorabili a cui far riferimento. Entrando in contatto con la realtà
> ogni generazione scopre, sempre con sorpresa, che a quegli ideali non
> corrispondono i comportamenti concreti. Invece di trarre la corretta
> conclusione, che i "valori" sono tali proprio perché rappresentano una
> meta da raggiungere, se ne deduce che un tempo le cose andavano meglio.



al giorno d'oggi non c'è una crisi "dei" valori... ma proprio una crisi di
"esistenza" di valori ... di quelli tradizionalmente ritenuti valori.
Questi, i tradizionali, esistiti per millenni e millenni, sono proprio venuti
meno... li si è perfino dimenticati, e sono stati sostituiti con valori vuoti
di significato di per se stessi... come il denaro.... il possedere.Valori che
suonano come "valuta".
All'essere si è sostituito l'avere, e quello più futile e vano, con cui si
cerca di sopperire alla propria vacuità.
I giovani manco sanno più cosa siano, i valori di una volta..... e ormai
perfino i genitori si conformano ad uno stile di vita da "giovani", presi da
mille sciocchezze senza senso che assumono per loro importanza esistenziale,
coinvolti come vecchi-patetici ragazzini che marciscono acerbi. Tutto ciò è
brutto... non semplicemente amorale o non etico. E' proprio una umanità che
cambia da umanità in gusci vuoti, disanimati. Di valori manco se ne sente più
il bisogno... solo di denaro.
Loris Dalla Rosa 24 Mag 2017 17:20
Il 24/05/2017 10:27, Persio ha scritto:
> Il 24/05/2017 00:50, Loris Dalla Rosa ha scritto:
>> Il 23/05/2017 22:00, peter schlemihl ha scritto:
>>

[...]

> Mi piace Nietzsche, soprattutto per il coraggio intellettuale e per la
> forza rivoluzionaria e appassionata del suo pensiero. Ha spezzato
> catene, distrutto ipocrisie, demolito edifici intellettuali che erano
> prigioni, però non è riuscito a costruire nulla al loro posto.
> Forse perché non ne ha avuto il tempo, forse la durata di una vita non
> sarebbe stata comunque sufficiente per edificare qualcosa di degno dopo
> l'imponente opera di distruzione.
> Il dubbio mi viene perché in tutta la sua opera scorgo un pensiero
> latente, inespresso, abbozzato appena, che però avrebbe potuto essere la
> chiave di volta di un edificio nuovo da porre al posto del nulla insensato.
> Perché, altrimenti, avrebbe dedicato tanto pericoloso sforzo alla sua
> opera se non per "qualcosa" di positivo e buono? Perché, altrimenti,
> quello che chiama amore per la terra, amore per la vita e per tutti i
> mari profondi, sarebbe così presente nella sua opera se non fosse che è
> da quella informe ma potente fonte di energia che ha tratto motivazione
> e forza per la sua impresa intellettuale ed emotiva? Non lo ha fatto,
> forse avrebbe avuto bisogno di un'altra vita.
> Però mi piace pensare che prima di morire lo abbia intravisto il nuovo
> edificio nel quale svegliarsi, rasserenandosi, dopo aver sognato
> l'incubo del vuoto nichilista.
> Non so se l'aneddoto del cavallo ambientato a Torino sia tratto da un
> episo***** realmente avvenuto o sia inventato; non so nemmeno se, nel caso
> fosse vero, sia stato frutto della follia, come è convinzione unanime.
> So però che sarebbe mirabilmente significativo se Nietzsche,
> abbracciando e baciando come un fratello il cavallo maltrattato, lo
> avesse fatto spinto dalla potente immediatezza di una visione nella
> quale ogni cosa ha senso e scopo.

Bello questo tuo intervento! Molte cose da dire, ma mi limito a un
commento mirato all'essenziale. E' vero quello che dici: un' "imponente
opera di distruzione", demistificante i valori piu' saldi della
tradizione, ricondotti alla loro radice genealogica ed unitaria della
volonta' di vivere. Il nichilismo e' il deserto di valori che rimane,
come espresso in un famoso e letterariamente suggestivo aforisma (*).
Nichilismo, questo, *psicologico*, passivo; cioe' sconforto, spaesamento
totale di fronte al venir meno dei tradizionali punti di riferimento
assoluti. Altrettanto vero che manca una "pars construens", affidata a
una mole di appunti e pensieri incentrati sul concetto di "volonta' di
potenza": un'opera mai scritta che lascia il campo solo a una varieta'
di interpretazioni, alcune anche fuorvianti. Ma sarebbe sbagliato
pensare che ne sarebbe venuto fuori un organico sistema di valori...
nuovo di zecca e pronto per l'uso. Non si tratta infatti, come ebbe a
scrivere, di detronizzare il Re lasciando il trono libero, pronto per
qualche altro Re. Piuttosto vi sono le tracce marcate, soprattutto nello
Zarathustra, dell' *inversione* di prospettiva rispetto alla genesi dei
valori, che sono funzioni della volonta' di vivere: non vi e' alcun
roveto ardente ne' alcun nuovo Mose' (neppure un Nietzsche
"santificato") da cui possano derivare come dettati da un oltre-mondo.
Sta qui il passo difficile da compiere, per trasformare il nichilismo
*passivo*, dello spaesamento psicologico che inclina verso un "no" alla
vita, in nichilismo *attivo*: il capovolgimento di atteggiamento
psicologico, che nel mito dell'oltre-uomo trasforma il "no" nel "si'"
alla vita e alla *creazione* di quei valori che hanno la funzione di
conservarla ed accrescerla. Il punto della difficolta' e' riassumibile
in una domanda contenuta in un altro aforisma, che aggiungo a quello che
ho riportato sotto e che si collega a un concetto divenuto fondamentale
come esplicativo del pensiero nicciano: il concetto di "eterno ritorno
dell'eguale" (**).
Dal punto di vista logico questo concetto di eterno ritorno e'
contraddittorio; ma non lo e' se esso e' solo una metafora, come sempre
espressa in suggestiva forma letteraria, di *questo* mondo come *unico*
mondo possibile, fatto non altrimenti da come e' fatto, e della forza
dell'uomo di accettarlo o rifiutarlo, rispondendo a quella domanda:
«Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?».
Ognuno di noi puo' cercare di rispondere.
Ci sarebbe poi quella nota biografica di cui dici. Si', l'aneddoto del
cavallo e' vero, avvenuto a Torino, quando era ormai devastato dalle
conseguenze psichiatriche della sifilide. La biografia dei suoi ultimi
anni e' quella preferita e in cui ci sguazzano coloro che non
sopportano, in molti sensi, la lucidita' del suo pensiro degli anni
migliori.
Un saluto,
Loris

(*) <<Non avete mai sentito parlare di quell’uomo pazzo che, in pieno
mattino, accese una lanterna, si recò al mercato e incominciò a gridare
senza sosta: “Cerco ******* Cerco ******* ”. Trovandosi sulla piazza molti
uomini non credenti in ******* egli suscitò in loro molta ilarità. Uno
disse: “L’hai forse perduto?” e altri: “S’è smarrito come un
fanciullo
Si è nascosto in qualche luogo? Ha forse paura di noi? Si è imbarcato?
E’ emigrato?” E così gridavano e ridevano insieme. Il folle balzò in
mezzo a loro e li trafisse con lo sguardo. “Dove è andato ******* ”,
gridò.
“Ve lo dico io. L’abbiamo ucciso noi,- voi e io! Noi tutti siamo i suoi
assassini. Ma come abbiamo fatto? Come siamo riusciti a bere tutto il
mare, fino all’ultima goccia? Chi ci ha dato la spugna per cancellare
tutto l’orizzonte? Che cosa abbiamo fatto, quando abbiamo svincolato
questa terra dal suo sole? Ma in che direzione si muove, adesso? In che
direzione ci muoviamo noi? Lontano da ogni sole? Non precipitiamo sempre
più? E all’indietro, di lato, in avanti, da ogni parte? Esistono ancora
un sotto e un sopra? Non vaghiamo attraverso un nulla infinito? Non
avvertiamo l’alito dello spazio vuoto? Non fa più freddo? Non scende di
continuo la notte, sempre più notte? Non occorre accendere la lampada
anche al mattino? Non sentiamo il frastuono dei becchini che stanno
seppellendo ******* Non sentiamo ancora l’odore della putrefazione divina-
anche gli dei si putrefanno? Non è troppo grande per noi la grandezza di
questa azione?>> ("La gaia scienza", 125)

(**) <<Il peso più grande -
Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo
nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: «Questa vita,
come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e
ancora innumerevoli volte, e
non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni
piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni cosa indicibilmente piccola e
grande dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e
successione – e così pure questo ragno e questo lume di luna tra gli
alberi e così pure questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra
dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta – e tu con
essa, granello di polvere!». – Non ti rovesceresti a terra, digrignando
i denti e maledicendo il demone che ti ha così parlato?
Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immane, in cui
questa sarebbe stata la tua risposta: «Tu sei un ******* e mai intesi cosa
più divina!»? Se quel pensiero ti prendesse in suo potere, a
te, quale sei ora, farebbe subire una metamorfosi, e forse ti
stritolerebbe; la domanda che ti porresti ogni volta e in ogni caso:
«Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?»
graverebbe sul tuo agire come il peso più grande! Oppure, quanto
dovresti amare te stesso e la vita, per non desiderare più alcun’altra
cosa che quest’ultima eterna sanzione, questo suggello?>>
("La gaia scienza", 341)
Pierfrancesco 24 Mag 2017 20:07
Sembra che peter schlemihl abbia detto :
> Il giorno martedì 23 maggio 2017 22:55:03 UTC+2, Pierfrancesco ha
> scritto:
>
>> Con il dovuto rispetto a tante dotte citazioni vorrei portare il mio
>> contributo all'argomento:
>
> È un peccato che tu non abbia voluto seguire quelle “dotte citazioni”.
> Ti saresti accorto che non erano infiorettature per far colpo con
> riferimenti colti, quanto piuttosto *prove*. *Dimostrano* che in ogni
> epoca si è pensato che prima, nel passato (di ogni epoca), i valori
> fossero più rispettati. Questo, secondo me, qualche interrogativo
> dovrebbe suscitarlo.
>
>> Da quanto mi si racconta, ho notizia che, almeno fra la gente comune,
>> molti decenni fa la situazione per molti di questi valori era un po'
>> migliore.
>
> Premesso che la gente (comune e non) è sempre stata convinta di vivere
> in un periodo di “crisi dei valori”, vediamo qualcuno tra gli esempi da
> te indicati. Mi perdonerai se ritengo superfluo rispondere su ogni
> singolo punto. Mi pare che l’infondatezza di quanto asserito dovrebbe
> essere sufficientemente stabilita anche prendendo in considerazione solo
> qualcuno dei valori menzionati. Purtroppo non posso fare a meno di
> rinviare ad altri testi: per capire ci si deve documentare, altrimenti i
> nostri rimangono discorsi vuoti.
>
>> La caduta dei valori nel mondo occidentale: alcuni esempi:
>>
>> [...]
>> "l'onesta' ": pensiamo a mafia capitale:
>
> Il delitto Notarbartolo: mafia, deputati, banche in un intreccio
> criminale del 1893.
> http://www.rivistameridiana.it/files/Lupo,-Il-delitto-Notarbartolo.pdf
> https://it.wikipedia.org/wiki/Emanuele_Notarbartolo
>
> Gaetano Salvemini denuncia la collusione sistematica tra politica e malaffare
> nell’Italia del primo Novecento. Giolitti è “Il ministro della mala
vita”:
> https://it.wikipedia.org/wiki/Il_ministro_della_mala_vita
>
>> 'la dignita': e' civile un paese dove alcuni suoi anziani vanno a
>> raccattare da mangiare nei cassonetti ?
>
> L’Africa in casa. Un’inchiesta degli anni cinquanta sulla miseria delle
> campagne meri*****nali:
>
http://www.giornalisticamente.net/blog/2010/08/10/sardegna-1959-lafrica-in-casa-lespresso-di-una-volta/
> http://www.malgradotuttoweb.it/sito2013 *******
archivio/1253-qlespresso-q-arriva-a-racalmuto-e-scopre-che-abbiamo-lafrica-in-casa.html

>
> Nella pianura padana i poveri morivano di pellagra fino ai primi del
> Novecento:
>
http://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione/la-pellagra-colpa-della-poverta-non-della-polenta
>
> I bambini venivano venduti dalle famiglie per farli lavorare nelle
> miniere di zolfo, tra violenze fisiche e abusi ******* in un ambiente
> malsano che distruggeva i polmoni:
> https://it.wikipedia.org/wiki/Carusi
> http://www.amicidellaminiera.it/i-carusi/uomini/zolfatai/i-carusi
>
>> 'la non violenza' e 'la giustizia': la cronaca dei femminicidi e'
>> purtroppo settim*****e;
>
> Questa è la cosa più buffa, la prova più evidente della distanza tra
> fatti e percezione dei fatti da parte dell’opinione pubblica. Qui puoi
> vedere i dati sul declino degli omicidi negli ultimi anni:
> http://www.lavoce.info/archives/46798/linarrestabile-declino-degli-omicidi/
>
> Alla fine dell’Ottocento il numero dei delitti violenti non solo era
> enormemente più alto, ma l’Italia aveva un vero e proprio primato tra i
> paesi europei:
> http://www.orda.it/rizzoli/stella/numeri/devianza2int.spm
> http://www.orda.it/rizzoli/stella/numeri/devianza2int3.spm
>
> Di che stiamo dunque parlando?
>
Con tutto il rispetto per le tue argomentazioni, che ritengo
perfettamente ragionevoli, non mi convinci neanche un po'. Ad ogni modo
cari saluti.
(Io do solo spunti, e poi mi fermo).

--
Questo post vuole essere solo uno spunto di riflessione.
per contatti: pierferraro@teletu.it

Pierfrancesco
peter schlemihl 24 Mag 2017 20:52
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 20:06:58 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:

> Con tutto il rispetto per le tue argomentazioni, che ritengo
> perfettamente ragionevoli, non mi convinci neanche un po'.

Si possono provare i fatti, si possono chiarire i termini (e le idee).
Su queste cose si può discutere. Sulle fedi no.
ideaprima1@googlemail.com 24 Mag 2017 21:03
Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 20:52:16 UTC+2, peter schlemihl ha scritto:
> Il giorno mercoledì 24 maggio 2017 20:06:58 UTC+2, Pierfrancesco ha scritto:
>
>> Con tutto il rispetto per le tue argomentazioni, che ritengo
>> perfettamente ragionevoli, non mi convinci neanche un po'.
>



peter schlemihl

> Si possono provare i fatti, si possono chiarire i termini (e le idee).
> Su queste cose si può discutere. Sulle fedi no.





secondo te ...
è un valore credere a ******* e al diavolo o a nessuno dei due?

Links
Giochi online
Dizionario sinonimi
Leggi e codici
Ricette
Testi
Webmatica
Hosting gratis
   
 

La filosofia e le sue questioni | Tutti i gruppi | it.cultura.filosofia | Notizie e discussioni filosofia | Filosofia Mobile | Servizio di consultazione news.