La filosofia e le sue questioni
 

Ad***** al linguaggio con tante parole (per paup)

ideaprima1@googlemail.com 13 Giu 2017 17:00
vedi, paup?


http://1995-2015.undo.net/it/argomenti/1429468930


forse si tratta di questo.
C'è gente che inizia ad essere stanca di tanto parlar per nulla.
Ma questo potrebbe rivelarsi tutt'altro che un male.
pauperino@gmail.com 13 Giu 2017 18:02
Il giorno martedì 13 giugno 2017 15:00:18 UTC, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
> C'è gente che inizia ad essere stanca di tanto parlar per nulla.
> Ma questo potrebbe rivelarsi tutt'altro che un male.

Quale potrebbe essere, filosoficamente, la ******* peggiore parlabile da essere
umano? una ******* basata sulle onomatopee sarebbe gia` un passo avanti, in
quanto imitazione della natura; io dico che il peggio e` un i*****ma
pre-verbale: ossia una sostituzione delle parole con dei "versi".

Con questo non dico che debbano essere necessariamente versi animaleschi:
l`importante e` che vengano eluse le aree propriamente linguistiche del
cervello, eccitando maggiormente quelle emozionali.

Per me una ******* del genere esiste (ad esempio quella della pubblicita`, della
propaganda, delle vignette-tormentoni ecc.).

Non ti voglio "convertire", pero` ti propongo questo esperimento scientifico: se
sei affezionata a dei testi in una certa ******* (che non nomino) prova a
trascriverli come li pronunci, cosi` da attivare anche le zone verbali del
cervello); poi dimmi se noti qualche differenza.
ideaprima1@googlemail.com 13 Giu 2017 19:42
Il giorno martedì 13 giugno 2017 18:02:20 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:
> Il giorno martedì 13 giugno 2017 15:00:18 UTC, ideap...@googlemail.com ha
scritto:


ideaprima

>> C'è gente che inizia ad essere stanca di tanto parlar per nulla.
>> Ma questo potrebbe rivelarsi tutt'altro che un male.



paup

> Quale potrebbe essere, filosoficamente, la ******* peggiore parlabile da
essere umano?


ideaprima

filosoficamente? ..... tutte...
Parlo per me, ovviamente, ma per pensare e ragionare mi basto io. E ci riesco
bene.
Poi semmai ne parlo, di come la penso io, con qualcuno che è sulla mia
lunghezza d'onda... per confrontare il mio pensiero col suo. Quindi necessita
una ******* in comune... la nostra. E preferibilmente e solitamente con colui
con cui ho un rapporto profondamente empatico e perfino telepatico, oltre ad uno
stesso livello mentale.
Sono convinta che gli individui dovrebbero tornare ad essere (o diventare?)
degli esseri pensanti, innanzi tutto,... per sentirsi pensiero in un cosmo
sostanziato di pensiero (poichè lo è)... e rapportarcisi in questo modo... in
se stessi e nel tutto.. col tutto. Io lo faccio sempre.


paup

> una ******* basata sulle onomatopee sarebbe gia` un passo avanti, in quanto
imitazione della natura; io dico che il peggio e` un i*****ma pre-verbale: ossia
una sostituzione delle parole con dei "versi".
>



ideaprima

be'... con dei versi si possono esprimere delle sensazioni... ma ci si ferma lì
... suppongo.



paup

> Con questo non dico che debbano essere necessariamente versi animaleschi:
l`importante e` che vengano eluse le aree propriamente linguistiche del
cervello, eccitando maggiormente quelle emozionali.
>


ideaprima

ah...nei versi ci metti pure gli animali?
.. :) pensa te che non ci avevo pensato ad associare animali e versi ... per me
gli animali parlano... (ma pure i vegetali e i minerali). Ma tu non lo senti che
parlano?
Ecco... a volte mi lancio in lunghissimi "a solo" musicali miagolanti... con
tutta una lunga gamma di sentimenti gatteschi e variazioni sul tema. Be'... non
è filosofico, forse... :) ... ma molto liberatorio e riconciliante con il
creato. Io con la mia gatta ci giocavo a nascondino... e lei imparava da me a
impanare le cotolette alla milanese. Poi ci raccontavamo un sacco di cose in
silenzio. E questo era filosofico.
Poi gorgheggio con gli uccelli. Questo è finora solo potenzialmente
filosofico... dico potenzialmente perchè non ho ancora avuto modo di imparare i
gorgheggi particolari loro.. per cui come io attacco loro zittiscono e stanno a
cercare di capirmi... ma siamo sulla stessa lunghezza d'onda filosofica. Alle
creature del cosmo basta questo, per intenderci.. loro ed io.
Non hai idea di quante cose ho intuito, in questo modo. E compreso... sentendomi
compresa.
Poi... poi le piccole parole buffe che ci si dice con chi ci ama. Apparentemente
senza senso... e che invece... Invece sono assoluto.. bisbigliato sottovoce.



paup

> Per me una ******* del genere esiste (ad esempio quella della pubblicita`,
della propaganda, delle vignette-tormentoni ecc.).
>


ideaprima

queste cose le detesto.
Be'... contengono messaggi subliminali... però non direi possano essere
definiti una *******


paup

> Non ti voglio "convertire", pero` ti propongo questo esperimento scientifico:
se sei affezionata a dei testi in una certa ******* (che non nomino) prova a
trascriverli come li pronunci, cosi` da attivare anche le zone verbali del
cervello); poi dimmi se noti qualche differenza.



ideaprima

differenza rispetto a cosa?
pauperino@gmail.com 15 Giu 2017 08:29
Il giorno martedì 13 giugno 2017 19:42:51 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
> ideaprima
>
> ah...nei versi ci metti pure gli animali?
> .. :) pensa te che non ci avevo pensato ad associare animali e versi ... per
me gli animali parlano... (ma pure i vegetali e i minerali). Ma tu non lo senti
che parlano?

Siamo quasi d`accordo: i versi degli animali mi stanno bene, e anche che l`uomo
imiti la natura.

Quello che non mi va piu` bene e` inventare (o scoprire) il sistema di versi
specifico dell`uomo (suoni associati ad emozioni e non a concetti).

La riduzione della grammatica, l`abbreviamento delle parole, la perdita di
ambiguita` interpretativa, l`importanza data agli elementi non verbali nella
comunicazione (lato emozionale), ecc., sono tutti passi in questa direzione.

Esempi reali di questa degradazione possono essere quelle frasi tipiche dei
tormentoni, che perdono significato per la ripetizione: "stai calmo", "fattene
una ragione", "[fai questo] o muori" ecc..

Chiudo con una citazione:

"The problem isn't that Johnny can't read. The problem isn't even that Johnny
can't think. The problem is that Johnny doesn't know what thinking is; he
confuses it with feeling." Thomas Sowell

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