La filosofia e le sue questioni
 

Pre post-fattualita`

pauperino@gmail.com 29 Giu 2017 09:28
"La libertà della stampa può esser tenuta come una valvola di sicurezza contro
le rivoluzioni, vero sfogatoio dei mali umori; ma d’altra parte è come la
libertà di vender veleno. perchè tutti gli spropositi che si stampano, si
imprimono facilmente nel cervello de’ gonzi; e di che non è capace uno
sciocco quando si è fitta una cosa in capo?"

de Sanctis/Schopenhauer
Loris Dalla Rosa 29 Giu 2017 11:42
Il 29/06/2017 09:28, pauperino@gmail.com ha scritto:
> "La libertà della stampa può esser tenuta come una valvola di sicurezza
contro le rivoluzioni, vero sfogatoio dei mali umori; ma d’altra parte è come
la libertà di vender veleno. perchè tutti gli spropositi che si stampano, si
imprimono facilmente nel cervello de’ gonzi; e di che non è capace uno
sciocco quando si è fitta una cosa in capo?"
>
> de Sanctis/Schopenhauer
>

<<...come se su una nave ci fosse solo un megafono di cui si fosse
impossessato il garzone di cucina, con il consenso di tutti. Ora tutto
cio' che il garzone aveva da comunicare ("Metti il burro negli
spinaci!", "Oggi fa bel tempo" e "Chissa' se non c'e' qualche guasto
laggiu'?" ecc.) era comunicato con il megafono, mentre il capitano
doveva dare gli ordini con la sola voce, perche' cio' che il capitano
aveva da dire non era importante! Anzi il capitano, alla fine, dovette
invocare l'aiuto del garzone di cucina per farsi sentire, quando questi
si degnava di riferire i suoi ordini, i quali, spesso, passando
attraverso il garzone di cucina e il suo megafono, erano travisati
completamente; nel qual caso il capitano invano alzava la sua povera
voce, perche' l' altro con il suo megafono soverchiava tutto. Alla fine,
il garzone di cucina s'impos*****' del comando della nave, perche' aveva
il megafono>>.
(Kierkegaard, Diario, 1847).

Kierkegaard: un reazionario d'altri tempi, ma di una lucidita' da
preveggente.
Chenickname 29 Giu 2017 11:58
Il giorno giovedì 29 giugno 2017 09:28:26 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:
> "La libertà della stampa può esser tenuta come una valvola di sicurezza
contro le rivoluzioni, vero sfogatoio dei mali umori; ma d’altra parte è come
la libertà di vender veleno. perchè tutti gli spropositi che si stampano, si
imprimono facilmente nel cervello de’ gonzi; e di che non è capace uno
sciocco quando si è fitta una cosa in capo?"
>
> de Sanctis/Schopenhauer

__________________
Dicevo nell'altro post:

> Le cosiddette democrazie occidentali sono "cosiddette" perche'
> il potere finisce sempre per essere altrove, principalmente
> concentrato nelle organizzazioni economiche. Tuttavia esse
> svolgono un grande ruolo di ammortizzatore nei confronti delle
> idee rivoluzionarie: il popolo, in massima parte illuso di
> poter cambiare il proprio destino con il voto, accantona ogni
> idea di rivoluzione.

La liberta' di parola/stampa non e' che uno dei tanti sfogatoi
delle *cosiddette democrazie occidentali*.

In soldoni: fate e dite quello che volete, l'importante (dice
il ricco) e' che il potere che conta resti nelle stesse mani.

Pensate al passaggio dalla dittatura fascista alla cosiddetta
democrazia italiana: vi risulta che le proprieta' (grandi,
medie, piccole) e quindi il potere economico, abbiano subito
dei passaggi di mano?

“Cambiare tutto per non cambiare nulla”
[Tomasi di Lampedusa]
ideaprima1@googlemail.com 30 Giu 2017 12:10
pauperino@gmail.com 5 Lug 2017 20:25
Il giorno giovedì 29 giugno 2017 09:42:33 UTC, Loris Dalla Rosa ha scritto:

> Kierkegaard: un reazionario d'altri tempi, ma di una lucidita' da
> preveggente.

Se la situazione e` inacettabile, meglio reazionari che conservatori.

Ma la situzione sembra sempre la stessa:

"Mi diceva, pochi giorni sono, un mio amico, uomo di maneggi e di faccende, che
anche la me*****crità è divenuta rarissima; quasi tutti sono inetti, quasi
tutti insufficienti a quegli uffici o a quegli esercizi a cui necessità o
fortuna o elezione gli ha destinati.

In ciò mi pare che consista in parte la differenza ch'è da questo agli altri
secoli. In tutti gli altri, come in questo, il grande è stato rarissimo; ma
negli altri la me*****crità ha tenuto il campo, in questo la nullità.

Onde è tale il romore e la confusione, volendo tutti esser tutto, che non si fa
nessuna attenzione ai pochi grandi che pure credo che vi sieno; ai quali,
nell'immensa moltitudine de' concorrenti, non è più possibile di aprirsi una
via.

E così, mentre tutti gl'infimi si credono illustri, l'oscurità e la nullità
dell'esito diviene il fato comune e degl'infimi e de' sommi.

Ma viva la statistica! vivano le scienze economiche, morali e politiche, le
enciclopedie portatili, i manuali, e le tante belle creazioni del nostro secolo!
e viva sempre il secolo decimonono! forse povero di cose, ma ricchissimo e
larghissimo di parole: che sempre fu segno ottimo, come sapete."

G. Leopardi, 1834

Basta sostituire il secolo, "enciclopedie portatili" con "Wikipedia",
"manuali" con "motori di ricerca" ed e` ancora attualissimo.
Persio 5 Lug 2017 20:56
Il 05/07/2017 20:25, pauperino@gmail.com ha scritto:

Non è affatto insolito, anzi: è piuttosto la regola, che gli uomini di
"maneggi e di faccende" per ben impressionare l'interlocutore
rappresentino se stessi come gemme tra i sassi.
Come non è insolito che i grandi intelletti a volte poggino sulle
gracili gambe di un carattere ingenuo e impressionabile.

> Ma la situzione sembra sempre la stessa:
>
> "Mi diceva, pochi giorni sono, un mio amico, uomo di maneggi e di
> faccende, che anche la me*****crità è divenuta rarissima; quasi tutti
> sono inetti, quasi tutti insufficienti a quegli uffici o a quegli
> esercizi a cui necessità o fortuna o elezione gli ha destinati.
>
> In ciò mi pare che consista in parte la differenza ch'è da questo
> agli altri secoli. In tutti gli altri, come in questo, il grande è
> stato rarissimo; ma negli altri la me*****crità ha tenuto il campo, in
> questo la nullità.
>
> Onde è tale il romore e la confusione, volendo tutti esser tutto, che
> non si fa nessuna attenzione ai pochi grandi che pure credo che vi
> sieno; ai quali, nell'immensa moltitudine de' concorrenti, non è più
> possibile di aprirsi una via.
>
> E così, mentre tutti gl'infimi si credono illustri, l'oscurità e la
> nullità dell'esito diviene il fato comune e degl'infimi e de' sommi.
>
> Ma viva la statistica! vivano le scienze economiche, morali e
> politiche, le enciclopedie portatili, i manuali, e le tante belle
> creazioni del nostro secolo! e viva sempre il secolo decimonono!
> forse povero di cose, ma ricchissimo e larghissimo di parole: che
> sempre fu segno ottimo, come sapete."
>
> G. Leopardi, 1834
>
> Basta sostituire il secolo, "enciclopedie portatili" con
> "Wikipedia", "manuali" con "motori di ricerca" ed e` ancora
> attualissimo.

Considera però come oggi quel che forse si è perso in profondità è
stato in parte compensato con l'acquisto in vastità.
pauperino@gmail.com 5 Lug 2017 22:03
Il giorno mercoledì 5 luglio 2017 18:56:27 UTC, Persio Flacco ha scritto:

> Considera però come oggi quel che forse si è perso in profondità è
> stato in parte compensato con l'acquisto in vastità.

"Né mi dicano che i dotti sono pochi perché in generale le cognizioni non sono
più accumulate in alcuni individui ma divise fra molti; e che la copia di
questi compensa la rarità di quelli. Le cognizioni non sono come le ricchezze,
che si dividono e si adunano, e sempre fanno la stessa somma. Dove tutti sanno
poco, e' si sa poco; perché la scienza va dietro alla scienza, e non si
sparpaglia." ibid.

"Credo ed abbraccio la profonda filosofia de' giornali, i quali uccidendo ogni
altra letteratura e ogni altro stu*****, massimamente grave e spiacevole, sono
maestri e luce dell'età presente. Non è vero?" ibid.

"Perché in sostanza il genere umano crede sempre, non il vero, ma quello che
è, o pare che sia, più a proposito suo. Il genere umano, che ha creduto e
crederà tante scempiataggini, non crederà mai né di non saper nulla, né di
non essere nulla, né di non aver nulla a sperare." ibid.

"Gl'individui sono spariti dinanzi alle masse, dicono elegantemente i pensatori
moderni. Il che vuol dire ch'è inutile che l'individuo si prenda nessun
incomodo, poiché, per qualunque suo merito, né anche quel misero premio della
gloria gli resta più da sperare né in vigilia né in sogno.

Lasci fare alle masse; le quali che cosa sieno per fare senza individui, essendo
composte d'individui, desidero e spero che me lo spieghino gl'intendenti
d'individui e di masse, che oggi illuminano il mondo.

Ma per tornare al proposito del libro e de' posteri, i libri specialmente, che
ora per lo più si scrivono in minor tempo che non ne bisogna a leggerli, vedete
bene che, siccome costano quel che vagliono, così durano a proporzione di quel
che costano.

Io per me credo che il secolo *****o farà un bellissimo frego sopra l'immensa
bibliografia del secolo decimonono; ovvero dirà: io ho biblioteche intere di
libri che sono costati quali venti, quali trenta anni di fatiche, e quali meno,
ma tutti grandissimo lavoro.

Leggiamo questi prima, perché la verisimiglianza è che da loro si cavi maggior
costrutto; e quando di questa sorta non avrò più che leggere, allora metterò
mano ai libri improvvisati.

Amico mio, questo secolo è un secolo di ragazzi, e i pochissimi uomini che
rimangono, si debbono andare a nascondere per vergogna, come quello che
camminava diritto in paese di zoppi. E questi buoni ragazzi vogliono fare in
ogni cosa quello che negli altri tempi hanno fatto gli uomini, e farlo appunto
da ragazzi, così a un tratto senza altre fatiche preparatorie." ibid.


"Ma novo e quasi
divin consiglio ritrovâr gli eccelsi
spirti del secol mio: che, non potendo

felice in terra far persona alcuna,
l’uomo obbliando, a ricercar si diêro
una comun felicitade; e quella
trovata agevolmente, essi di molti,
tristi e miseri tutti, un popol fanno

lieto e felice: e tal portento, ancora
da pamphlets, da riviste e da gazzette
non dichiarato, il civil gregge ammira."

(Palinodia al marchese Gino Capponi, vv. 197-207)
pauperino@gmail.com 7 Lug 2017 13:00
Il giorno giovedì 29 giugno 2017 09:28:26 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:
> "La libertà della stampa può esser tenuta come una valvola di sicurezza
contro le rivoluzioni, vero sfogatoio dei mali umori; ma d’altra parte è come
la libertà di vender veleno. perchè tutti gli spropositi che si stampano, si
imprimono facilmente nel cervello de’ gonzi; e di che non è capace uno
sciocco quando si è fitta una cosa in capo?"
>
> de Sanctis/Schopenhauer

La citazione originale di S. e la mia traduzione:

"Für die Staatsmaschine ist die Pressefreiheit das, was für die Dampfmaschine
die Sicherheitsvalve; denn mittelst derselben macht jede Unzufriedenheit sich
alsbald durch Worte Luft, ja wird sich, wenn sie nicht sehr viel Stoff hat, an
ihnen erschöpfen. Hat sie jedoch diesen, so ist es gut, dass man ihn bei Zeiten
erkenne, um abzuhelfen. So geht es sehr viel besser, als wenn die
Unzufriedenheit eingezwängt bleibt, brütet, gärt, kocht und anwächst, bis
sie endlich zur Explosion gelangt. — Andererseits jedoch ist die
Pressefreiheit anzusehen als die Erlaubnis, Gift zu verkaufen, Gift für Geist
und Gemüt. Denn was läßt sich nicht dem kenntniß und urtheilslosen großen
Haufen in den Kopf setzen? zumal wenn man ihm Vortheil und Gewinn vorspiegelt.
Und zu welcher Unthat ist der Mensch nicht fähig, dem man etwas in den Kopf
gesetzt hat? Ich fürchte daher sehr, daß die Gefahren der Preßfreiheit ihren
Nutzen überwiegen; zumal wo gesetzliche Wege jeder Beschwerde offen stehn."

"Per la macchina statale, la liberta` di stampa rappresenta quello che per la
pentola a pressione e` la valvola di sicurezza: poiche` attraverso di questa
ogni scontento svapora tutto in parole, incisive quanto la loro aerea
consistenza.

Ma anche se una consistenza l`avessero sarebbe un bene: perche` cosi` ci sarebbe
tutto il tempo per attuare contromisure; molto meglio di una situazione esplosa
dopo una lunga e latente fermentazione, covatura ed ebollizione del malcontento.

Ma d`altra parte la liberta` di stampa e` come la licenza di vendere veleno: un
veleno per gli animi e le menti.

Perche` (soprattutto se gli viene prospettato un qualche vantaggio o guadagno)
cosa mai non si lascia ficcare in testa la gran parte dei colti e semicolti? E
di quali misfatti l`uomo e` capace, quando ha qualche grillo per la testa?

Temo percio` che i pericoli della liberta` di stampa siano superiori alla sua
utilita`; in particolar modo dove la legge permettesse ogni tipo di denuncia."
rawmode 7 Lug 2017 13:39
<pauperino
....
Temo percio` che i pericoli della liberta` di stampa siano superiori alla
sua utilita`; in particolar modo dove la legge permettesse ogni tipo di
denuncia."

....

Ma purtroppo questa si puo' tuttavia considerare solo la punta
dell'iceberg, perche' in effetti non si e' considerato il sommerso!
Ovvero la "funzione pubblicitaria" della stampa, che se non fosse tale,
non esisterebbe la pubblicita'! Ma se esiste(ed e preponderante) vuol dire
che funziona! E se funziona la pubblicita' che e' presentazione del
prodotto,
in bene o in male(se statisticamente("democraticamente") le opinioni della
gente si dimezzano, ovvero si dividono (come la cellula!!:)), questa vale
almeno
per meta' della gente(grossolanamente)!
Dunque e' piu' facile capire che spiegare: la stampa non e' pubblicita', ma
peggio!
E' evocazione del male(perche' se ne compone al 90%(altrimenti e' stampa che
non
serve a fare la stampa!!)), perche' al contempo e' anche "semplice"
informazione...
Ovvero e' un dettato
La stampa detta(stampa) la mentalita' della gente...!
(quello che dice, quello bisogna fare!)
Visto che le parole sono spiriti(quindi evocazioni), ma questo S. non lo
sapeva!!;)
Dunque "il sommerso" si chiama "impero del male"...tamto per colorarlo un
po',
ma e' semplice stupidita' tipica.(leggasi dotta ignoranza, e/o informata!!)
pauperino@gmail.com 21 Lug 2017 11:14
Il giorno mercoledì 5 luglio 2017 20:25:45 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:
> Ma la situzione sembra sempre la stessa:
> ...

"Prole d'antichi eroi, ma di fanciulli
Or madre, che ogni tua speranza sono
Bada che nell'ingnavia non ti culli imbelle suono
...
Giullári in toga, rétori dementi
Li vedo flagellar gli egri pupilli
Coi deboli feroci, e coi potenti sempre pusilli.
Diritti a dominar vantano occulti:
Pria che pugni il guerrier cinge gli allori,
Pria di leggere i libri, in marmo sculti son gli scrittori."


C. V. Giusti, "Leggende e Ballate"

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