La filosofia e le sue questioni
 

*****fabetismo e deverbalizzione

pauperino@gmail.com 8 Lug 2017 06:18
La deverbalizzazione e` un fenomeno piu` subdolo dell`*****fabetismo, anche
perche` non credo sia cosi` studiato come quest`ultimo.

Potremmo definirla come una comunicazione in cui le capacita` interpretative
sono messe in secondo piano rispetto all`efficacia immediata; una comunicazione
per immagini scritte, non lette ma sentite; una comunicazione che, in ultima
*****isi, si basa su reazioni impulsive e non sul dialogo.

La subdolita` e dovuta amche al fatto che da una parte e` piu` efficace, e
dall`altra di piu` difficile diagnosi rispetto all`*****fabetismo propriamente
detto.

Individuerei comunque queste caratteristiche principali:

1) perdita di ambiguita`, ovvero maggior efficacia a danno dell`interpretazione
individuale e delle capacita` propriamente verbali; ottenuta mediante:

a) cristallizzazione delle espressioni
b) l`uso di una ******* *****itica
c) proliferazione di parole

2) fissazione emozionale, e non ragionata, ottenuta per:

a) degrado grammaticale
b) etimologie oscure o prestiti da altre lingue
c) sistema di scrittura non propriamente alfabetico/sillabico (parole-immagini)


Per vedere dal vivo come funziona questo tipo di comunicazione, *****izziamo un
modo di dire con l`aiuto della Treccani:

http://www.treccani.it/enciclopedia/modi-di-dire_(Enciclopedia-dell%27Italiano)/

Secondo l`enciclopedia in linea un "modo di dire" e` una "espressione
convenzionale, caratterizzata dall’abbinamento di un significante fisso (poco
o niente affatto modificabile) a un significato non composizionale"; cioe` e`
conforme ai miei punti 1a, 2a e 2b e, in senso lato, 2c.

Veniamo dunque all`esperimento; la locuzione e` "menare il can per l`aia":

(3) hai menato il can per l’aia! Ora vieni al dunque
(4) hai menato il quadrupede per l’aia …
(5) hai menato la ******* per l’aia …
(6) hai menato i cani per l’aia …
(7) i cani per l’aia hai menato …
(8) i cani per l’aia sono stati menati da te …
(9) il can, che hai menato per l’aia …
(10) è il can, che hai menato per l’aia ...
(11) hai menato quel can rabbioso per l’aia …

Notate la differenza di ricezione ed efficacia tra l`espressione 3) e quelle
successive: la prima e` immediata ed emozionale, le altre sono ragionate e
propriamente verbali.
pauperino@gmail.com 8 Lug 2017 06:21
Il giorno sabato 8 luglio 2017 06:18:58 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:

> 2) fissazione emozionale, e non ragionata, ottenuta per:
>
> a) degrado grammaticale
> b) etimologie oscure o prestiti da altre lingue
> c) sistema di scrittura non propriamente alfabetico/sillabico
(parole-immagini)

E` saltato un punto:

d) martellamento ripetitivo passivo
ideaprima1@googlemail.com 8 Lug 2017 14:22
Il giorno sabato 8 luglio 2017 06:18:58 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:


> Veniamo dunque all`esperimento; la locuzione e` "menare il can per l`aia":
>
> (3) hai menato il can per l’aia! Ora vieni al dunque
> (4) hai menato il quadrupede per l’aia …
> (5) hai menato la ******* per l’aia …
> (6) hai menato i cani per l’aia …
> (7) i cani per l’aia hai menato …
> (8) i cani per l’aia sono stati menati da te …
> (9) il can, che hai menato per l’aia …
> (10) è il can, che hai menato per l’aia ...
> (11) hai menato quel can rabbioso per l’aia …
>
> Notate la differenza di ricezione ed efficacia tra l`espressione 3) e quelle
successive: la prima e` immediata ed emozionale, le altre sono ragionate e
propriamente verbali.



potrebbero essere emoziomali tutte... dipende dal contesto e da come le si dice.
pauperino@gmail.com 8 Lug 2017 19:17
Il giorno sabato 8 luglio 2017 14:22:32 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
> Il giorno sabato 8 luglio 2017 06:18:58 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:
>
>
>> Veniamo dunque all`esperimento; la locuzione e` "menare il can per l`aia":
>>
>> (3) hai menato il can per l’aia! Ora vieni al dunque
>> (4) hai menato il quadrupede per l’aia …
>> (5) hai menato la ******* per l’aia …
>> (6) hai menato i cani per l’aia …
>> (7) i cani per l’aia hai menato …
>> (8) i cani per l’aia sono stati menati da te …
>> (9) il can, che hai menato per l’aia …
>> (10) è il can, che hai menato per l’aia ...
>> (11) hai menato quel can rabbioso per l’aia …
>>
>> Notate la differenza di ricezione ed efficacia tra l`espressione 3) e quelle
successive: la prima e` immediata ed emozionale, le altre sono ragionate e
propriamente verbali.
>
>
>
> potrebbero essere emoziomali tutte... dipende dal contesto e da come le si
dice.

Per "emozionale" si intende che la prima viene processata immediatamente (senza
passare per l`area verbale, ma richiama direttamente il significato
cristallizzato); provoca cioe` una "reazione" e non un ragionamento.

Le altre le devi in qualche modo interpretare. Pensa solo a questo: quante volte
si usa il verbo "menare" propriamente (condurre)? io lo sento solo come sinonimo
di "picchiare" (derivato da "menare le mani": agitare le mani)


Altro esperimento per leggere l`inglese come se fosse una *******
sillabica/alfabetica e non simil-ideografica: prova a leggere e ad interpretare
la frase seguente.

"eye sea what yew did they're"
pauperino@gmail.com 8 Lug 2017 19:21
Il giorno sabato 8 luglio 2017 14:22:32 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
> Il giorno sabato 8 luglio 2017 06:18:58 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:
>
>
>> Veniamo dunque all`esperimento; la locuzione e` "menare il can per l`aia":
>>
>> (3) hai menato il can per l’aia! Ora vieni al dunque
>> (4) hai menato il quadrupede per l’aia …
>> (5) hai menato la ******* per l’aia …
>> (6) hai menato i cani per l’aia …
>> (7) i cani per l’aia hai menato …
>> (8) i cani per l’aia sono stati menati da te …
>> (9) il can, che hai menato per l’aia …
>> (10) è il can, che hai menato per l’aia ...
>> (11) hai menato quel can rabbioso per l’aia …
>>
>> Notate la differenza di ricezione ed efficacia tra l`espressione 3) e quelle
successive: la prima e` immediata ed emozionale, le altre sono ragionate e
propriamente verbali.
>
>
>
> potrebbero essere emoziomali tutte... dipende dal contesto e da come le si
dice.

Per "emozionale" si intende che viene processata immediatamente, cioe` senza
passare per l`area verbale, ma richiamando direttamente il significato
cristallizzato: provoca cioe` una "reazione" e non un ragionamento; mentre le
altre le devi in qualche modo interpretare.

Pensa solo a questo: quante volte si usa il verbo "menare" propriamente, cioe`
come sinonimo di "condurre"? io lo vedo scritto praticamente sempre come
sinonimo di "picchiare" (derivato da "menare le mani": agitare le mani).

Altro esperimento per leggere l`inglese come se fosse una *******
sillabica/alfabetica e non simil-ideografica: prova ad interpretare la frase
seguente.

"eye sea what yew did they're"
pauperino@gmail.com 9 Lug 2017 08:37
Il giorno domenica 9 luglio 2017 07:58:49 UTC+2, rawmode ha scritto:

> ..oppure,
> hai menato il can dalla l'aia brulla fino alla brughiera!?
> La brughiera e' dove bruga la gabra, immagino..

Tu fai la burletta, ma io parlo sul serio. Ad esempio: prova a pensare alla
differenza nell`elaborazione mentale tra le espressioni "uomo ragno" e "uomo
sportiglione".
ideaprima1@googlemail.com 10 Lug 2017 07:09
Il giorno sabato 8 luglio 2017 19:21:04 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:
> Il giorno sabato 8 luglio 2017 14:22:32 UTC+2, ideap...@googlemail.com ha
scritto:
>> Il giorno sabato 8 luglio 2017 06:18:58 UTC+2, paup...@gmail.com ha scritto:
>>
>>
>>> Veniamo dunque all`esperimento; la locuzione e` "menare il can per l`aia":
>>>
>>> (3) hai menato il can per l’aia! Ora vieni al dunque
>>> (4) hai menato il quadrupede per l’aia …
>>> (5) hai menato la ******* per l’aia …
>>> (6) hai menato i cani per l’aia …
>>> (7) i cani per l’aia hai menato …
>>> (8) i cani per l’aia sono stati menati da te …
>>> (9) il can, che hai menato per l’aia …
>>> (10) è il can, che hai menato per l’aia ...
>>> (11) hai menato quel can rabbioso per l’aia …
>>>
>>> Notate la differenza di ricezione ed efficacia tra l`espressione 3) e
quelle successive: la prima e` immediata ed emozionale, le altre sono ragionate
e propriamente verbali.
>>
>>
>>
>> potrebbero essere emoziomali tutte... dipende dal contesto e da come le si
dice.
>
> Per "emozionale" si intende che viene processata immediatamente, cioe` senza
passare per l`area verbale, ma richiamando direttamente il significato
cristallizzato: provoca cioe` una "reazione" e non un ragionamento; mentre le
altre le devi in qualche modo interpretare.
>
> Pensa solo a questo: quante volte si usa il verbo "menare" propriamente, cioe`
come sinonimo di "condurre"? io lo vedo scritto praticamente sempre come
sinonimo di "picchiare" (derivato da "menare le mani": agitare le mani).
>



no .... una volta si usava molto "menare" per "condurre"
esempio tratto dal testo di una canzone non so se di uno o due secoli fa:
"..... menando le caprette a pascer fora"



> Altro esperimento per leggere l`inglese come se fosse una *******
sillabica/alfabetica e non simil-ideografica: prova ad interpretare la frase
seguente.
>
> "eye sea what yew did they're"



ma originariamente ogni termine attribuito a ciascuna cosa era ideografico... è
dopo, che ci si è complicati la vita.
rawmode 10 Lug 2017 07:49
<pauperino@gmail.com>

>
>> ..oppure,
>> hai menato il can dalla l'aia brulla fino alla brughiera!?
>> La brughiera e' dove bruga la gabra, immagino..

>
> Tu fai la burletta, ma io parlo sul serio. Ad esempio: prova a pensare
> alla differenza nell`elaborazione mentale tra le espressioni "uomo ragno"
> e "uomo sportiglione".

.....


Qui sto ancora elaborando, hai perfettamente ragione.. e come sempre
io la vedrei molto peggio. Il primo puto e' che "lo stile" dell'esposizione
qui, in generale, segue o precede, attiene quindi sempre e inestricabilmente
al contenuto di quello che si intende esporre. Ammesso che esista questo
contenuto, lo si puo' esporre direi quasi in qualsiasi ******* se non esiste
questo
contenuto, ma si vuole per vari motivi dirlo lo stesso e allora non si
troveranno
mai ne' forma ne' vocaboli giusti per dirlo.

Rimane il fatto ovvero la spiegazione del perche' chi non abbia nulla da
dire
tuttavia sembra debba dirlo lo stesso..
Qual e' il lato peggiorativo della tua *****isi quindi, e' per l'appunto
sulla questione
del contenuto, sembra il giudizio di uno dei miei primi temi al liceo:
"forma oscura contenuto ombroso"!!


Quello che intendo quindi puntualizzare e' la natura del processo, il
quale sarebbe molto piu' giustificabile
(ovvero il processo di *****fabetismo e deverbalizzazione), se fosse
ideato e pensato da una singola strategia, una mente, e quindi un piano,
un complotto.. che, semplicemente, "succede cosi' ", "cosi' e' successo",
"cosi va..". Siccome e' impossible che tanti i*****ti si mettano d'accordo
tutti insieme e tanto piu' che sono i*****ti!! E' molto piu' agevole pensare
che
siano tutti singole voci di un bravo orchestratore..
Ovvero deve esistere un "direttore d'orchestra" da qualche parte, oppure
cio'
e' dovuto proprio alla mancanza di un direttore!?
pauperino@gmail.com 10 Lug 2017 10:16
Il giorno lunedì 10 luglio 2017 07:51:22 UTC+2, rawmode ha scritto:

> siano tutti singole voci di un bravo orchestratore..
> Ovvero deve esistere un "direttore d'orchestra" da qualche parte, oppure
> cio' e' dovuto proprio alla mancanza di un direttore!?

Secondo me la deverbalizzazione (e le lingue che piu` si prestano ad essa) ha
successo perche` e` piu` efficiente della comunicazione puramente verbale,
agisce quindi per inerzia, pigrizia o lassismo.

E rispetto all`*****fabetismo e` piu` subdola per questi motivi:

1) come ho gia` detto, e` molto efficiente
2) e` di difficile individuazione
3) e` apparentemente verbale (utilizza un sistema di scrittura)
pauperino@gmail.com 10 Lug 2017 17:52
Il giorno lunedì 10 luglio 2017 05:09:43 UTC, ideap...@googlemail.com ha
scritto:

> no .... una volta si usava molto "menare" per "condurre"

Ma infatti intendevo nel linguaggio corrente.

Ti propongo un altro esercizio "verbalizzante": il riassegnamento delle funzioni
grammaticali perdute.

Ad esempio, nella frase: "si lascia ritornare il termometro alla temperatura
ambiente", pensare ad "ambiente" come aggettivo (participio di ambire,
circondare): "alla temperatura degli immediati dintorni".

Oppure "durante" come participio di durare: "duranti le guerre della Francia
contro Inghilterra."

"Tranne" come imperativo di "trarre" (togli da questi): "Vien poi Tancredi, e
non è alcun fra tanti, (tranne Rinaldo) o feritor maggiore, o più bel di
maniere e di sembianti, o più eccelso ed intrepido di core."
Jinx 14 Lug 2017 11:04
Il 08/07/2017 06:18, pauperino@gmail.com ha scritto:
> La deverbalizzazione e` un fenomeno piu` subdolo dell`*****fabetismo, anche
perche` non credo sia cosi` studiato come quest`ultimo.
>
> Potremmo definirla come una comunicazione in cui le capacita` interpretative
sono messe in secondo piano rispetto all`efficacia immediata; una comunicazione
per immagini scritte, non lette ma sentite; una comunicazione che, in ultima
*****isi, si basa su reazioni impulsive e non sul dialogo.
>
> La subdolita` e dovuta amche al fatto che da una parte e` piu` efficace, e
dall`altra di piu` difficile diagnosi rispetto all`*****fabetismo propriamente
detto.
>
> Individuerei comunque queste caratteristiche principali:
>

> c) sistema di scrittura non propriamente alfabetico/sillabico
(parole-immagini)
>

è nella natura delle cose che i cani comunicano con gli odori, le
scimmie con le urla, e i subumani con le immagini.
Interessante notare che l''alfabeto' mosaico, alla base del nostro
alfabeto, in origine era una collezione semplice di geroglifici ( il
geroglifico per indicare una capra, quello per indicare una pecora, e
quello di una casa, e ...) i pochi elementi essenziali che permettevano
di comunicare tra di loro i semiti pecorari del deserto.
Un cinese può gestire 3000 ideogrammi, un semita solo le trenta lettere
mosaiche. Cosa altro dire? che un cinese vale mille ebrei, ma anche che
cinesi e ebrei non sono ariani
ideaprima1@googlemail.com 14 Lug 2017 14:35
Il giorno venerdì 14 luglio 2017 11:04:19 UTC+2, Jinx ha scritto:
> Il 08/07/2017 06:18, pauperino@gmail.com ha scritto:
>> La deverbalizzazione e` un fenomeno piu` subdolo dell`*****fabetismo, anche
perche` non credo sia cosi` studiato come quest`ultimo.
>>
>> Potremmo definirla come una comunicazione in cui le capacita` interpretative
sono messe in secondo piano rispetto all`efficacia immediata; una comunicazione
per immagini scritte, non lette ma sentite; una comunicazione che, in ultima
*****isi, si basa su reazioni impulsive e non sul dialogo.
>>
>> La subdolita` e dovuta amche al fatto che da una parte e` piu` efficace, e
dall`altra di piu` difficile diagnosi rispetto all`*****fabetismo propriamente
detto.
>>
>> Individuerei comunque queste caratteristiche principali:
>>
>
>> c) sistema di scrittura non propriamente alfabetico/sillabico
(parole-immagini)
>>
>
> è nella natura delle cose che i cani comunicano con gli odori, le
> scimmie con le urla, e i subumani con le immagini.
> Interessante notare che l''alfabeto' mosaico, alla base del nostro
> alfabeto, in origine era una collezione semplice di geroglifici ( il
> geroglifico per indicare una capra, quello per indicare una pecora, e
> quello di una casa, e ...) i pochi elementi essenziali che permettevano
> di comunicare tra di loro i semiti pecorari del deserto.
> Un cinese può gestire 3000 ideogrammi, un semita solo le trenta lettere
> mosaiche. Cosa altro dire? che un cinese vale mille ebrei, ma anche che
> cinesi e ebrei non sono ariani

-------------------------------------------------------------



Jinx

> ...... Cosa altro dire? che un cinese vale mille ebrei, ma anche che
> cinesi e ebrei non sono ariani




ideaprima

sempre a generalizzare.
In ogni luogo c'è chi vale di più e chi di meno.
ma .... rispetto a cosa?
si potrebbero evitare i luoghi comuni?
Neva 17 Lug 2017 18:33
Il 08/07/2017 06:18, pauperino@gmail.com ha scritto:
> La deverbalizzazione e` un fenomeno piu` subdolo dell`*****fabetismo, anche
perche` non credo sia cosi` studiato come quest`ultimo.
>
> Potremmo definirla come una comunicazione in cui le capacita` interpretative
sono messe in secondo piano rispetto all`efficacia immediata; una comunicazione
per immagini scritte, non lette ma sentite; una comunicazione che, in ultima
*****isi, si basa su reazioni impulsive e non sul dialogo.
>
> La subdolita` e dovuta amche al fatto che da una parte e` piu` efficace, e
dall`altra di piu` difficile diagnosi rispetto all`*****fabetismo propriamente
detto.
>
> Individuerei comunque queste caratteristiche principali:
>
> 1) perdita di ambiguita`, ovvero maggior efficacia a danno
dell`interpretazione individuale e delle capacita` propriamente verbali;
ottenuta mediante:
>
> a) cristallizzazione delle espressioni
> b) l`uso di una ******* *****itica
> c) proliferazione di parole
>
> 2) fissazione emozionale, e non ragionata, ottenuta per:
>
> a) degrado grammaticale
> b) etimologie oscure o prestiti da altre lingue
> c) sistema di scrittura non propriamente alfabetico/sillabico
(parole-immagini)
>
>
> Per vedere dal vivo come funziona questo tipo di comunicazione, *****izziamo
un modo di dire con l`aiuto della Treccani:
>
>
http://www.treccani.it/enciclopedia/modi-di-dire_(Enciclopedia-dell%27Italiano)/
>
> Secondo l`enciclopedia in linea un "modo di dire" e` una "espressione
convenzionale, caratterizzata dall’abbinamento di un significante fisso (poco
o niente affatto modificabile) a un significato non composizionale"; cioe` e`
conforme ai miei punti 1a, 2a e 2b e, in senso lato, 2c.
>
> Veniamo dunque all`esperimento; la locuzione e` "menare il can per l`aia":
>
> (3) hai menato il can per l’aia! Ora vieni al dunque
> (4) hai menato il quadrupede per l’aia …
> (5) hai menato la ******* per l’aia …
> (6) hai menato i cani per l’aia …
> (7) i cani per l’aia hai menato …
> (8) i cani per l’aia sono stati menati da te …
> (9) il can, che hai menato per l’aia …
> (10) è il can, che hai menato per l’aia ...
> (11) hai menato quel can rabbioso per l’aia …
>
> Notate la differenza di ricezione ed efficacia tra l`espressione 3) e quelle
successive: la prima e` immediata ed emozionale, le altre sono ragionate e
propriamente verbali.
>

La deverbalizzazione e l'*****fabetismo, oggi come oggi, sono, in primis,
non una scelta ma una forzata deprivazione con azione sinergica,
solitamente irreversibile, conseguente ad un contesto familiare,
ambientale e sociale deprivato

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